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15:28 lunedì 8 giugno 2026
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.
In Albania ci sono delle enormi proteste per impedire a Jared Kushner, il genero di Trump, di costruire un resort di lusso in un’area naturale protetta Sono tre giorni che le strade di Tirana sono piene di manifestanti che vogliono fermare a tutti i costi la prosecuzione del progetto.
In realtà, mancano ancora almeno altri dieci anni prima che i lavori alla Sagrada Familia siano davvero finiti Il 10 giugno, alla presenza di Pedro Sanchez e del Papa, si festeggerà la fine dei lavori. Almeno di quelli più grossi, perché mancano ancora una facciata intera, una scalinata e un parco.

Meta ha accusato l’Australia di non ascoltare i giovani, sul divieto di usare i social per i minori di 16 anni

29 Novembre 2024

Giovedì 28 novembre l’Australia è diventato il primo Paese al mondo a imporre un limite all’uso dei social media. Un limite d’età, per la precisione: chi non ha compiuto sedici anni è meglio che stia alla larga dai social, questa, in sostanza, la legge approvata al Parlamento australiano. La reazione di Big Tech ve la potete immaginare: a malincuore le aziende saranno costrette a rispettare la norma, anche perché, come riporta il Guardian, se non lo facessero incorrerebbero in sanzioni fino a 50 milioni di dollari. Ma il malcontento è evidente, come si capisce dal comunicato stampa diffuso da Meta subito dopo l’approvazione della legge.

«Il nostro timore è dato dal fatto che si è ricorsi a una procedura particolare per accelerare l’approvazione della legge, non si è quindi tenuto conto di tutte le informazioni, di ciò che le imprese fanno già per assicurare che gli utenti dei social vivano sulle piattaforme esperienze adeguate all’età. Soprattutto, non è stata ascoltata la voce dei giovani», questo si legge nel comunicato stampa. E in effetti, è vero che il Parlamento australiano ha approvato la legge in pochissimi giorni, nonostante avesse ricevuto più di 15 mila richieste di udienza da parte di cittadini, associazioni e imprese, desiderosi di intervenire nel dibattito parlamentare.

La ragione di tanta fretta è, secondo i parlamentari che hanno votato a favore, è la necessità di proteggere le nuove generazioni dai danni che i social hanno arrecato alle precedenti. Una posizione largamente condivisa – a favore hanno votato anche le opposizioni – anche se non sono mancate le critiche: un parlamentare del Gruppo Misto ha definito la legge «una soluzione da 1970 a un problema del 2024». Certo, questo diventerà un precedente: già i governi di Regno Unito e Francia hanno detto di voler adottare provvedimenti simili a quello australiano. E, d’altronde, gli effetti dei social media sulla salute mentale dei più giovani sono ormai un tema molto discusso e sentito. Ne abbiamo parlato anche noi, nel numero di Rivista Studio dedicato alla “Minore età“, partendo dal best seller di Jonathan Haidt The Anxious Generation, uscito anche in Italia, per Rizzoli.

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