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15:50 lunedì 7 settembre 2026
Si è scoperto che Van Gogh ha firmato solo il 15 per cento della sue opere perché tutte le altre le considerava troppo brutte per firmarle Lo ha rivelato una ricerca del Van Gogh Museum di Amsterdam, la prima dedicata esclusivamente alla firma "Vincent".
Il governo inglese ha esortato la popolazione a iniziare a far scorte di cibo e acqua per prepararsi agli eventi climatici estremi causati dal Super El Niño «Chi avrà delle scorte se la caverà molto meglio di chi non ne ha», ha detto la Ministra dell'Ambiente Angela Eagle.
È valsa la pena seguire tutti gli Emmy solo per vedere Rob Reiner vincerne uno storico, da record Ha vinto il premio per Outstanding guest actor in a comedy series per la sua interpretazione nella quarta stagione di The Bear.
L’ultima volta che un partito di estrema destra ha governato in Germania era QUEL partito di estrema destra Con la vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt il Brandmauer, il muro che ha tenuto l'estrema destra fuori dai governi dal dopoguerra a oggi, potrebbe crollare.
C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".

Meta ha accusato l’Australia di non ascoltare i giovani, sul divieto di usare i social per i minori di 16 anni

29 Novembre 2024

Giovedì 28 novembre l’Australia è diventato il primo Paese al mondo a imporre un limite all’uso dei social media. Un limite d’età, per la precisione: chi non ha compiuto sedici anni è meglio che stia alla larga dai social, questa, in sostanza, la legge approvata al Parlamento australiano. La reazione di Big Tech ve la potete immaginare: a malincuore le aziende saranno costrette a rispettare la norma, anche perché, come riporta il Guardian, se non lo facessero incorrerebbero in sanzioni fino a 50 milioni di dollari. Ma il malcontento è evidente, come si capisce dal comunicato stampa diffuso da Meta subito dopo l’approvazione della legge.

«Il nostro timore è dato dal fatto che si è ricorsi a una procedura particolare per accelerare l’approvazione della legge, non si è quindi tenuto conto di tutte le informazioni, di ciò che le imprese fanno già per assicurare che gli utenti dei social vivano sulle piattaforme esperienze adeguate all’età. Soprattutto, non è stata ascoltata la voce dei giovani», questo si legge nel comunicato stampa. E in effetti, è vero che il Parlamento australiano ha approvato la legge in pochissimi giorni, nonostante avesse ricevuto più di 15 mila richieste di udienza da parte di cittadini, associazioni e imprese, desiderosi di intervenire nel dibattito parlamentare.

La ragione di tanta fretta è, secondo i parlamentari che hanno votato a favore, è la necessità di proteggere le nuove generazioni dai danni che i social hanno arrecato alle precedenti. Una posizione largamente condivisa – a favore hanno votato anche le opposizioni – anche se non sono mancate le critiche: un parlamentare del Gruppo Misto ha definito la legge «una soluzione da 1970 a un problema del 2024». Certo, questo diventerà un precedente: già i governi di Regno Unito e Francia hanno detto di voler adottare provvedimenti simili a quello australiano. E, d’altronde, gli effetti dei social media sulla salute mentale dei più giovani sono ormai un tema molto discusso e sentito. Ne abbiamo parlato anche noi, nel numero di Rivista Studio dedicato alla “Minore età“, partendo dal best seller di Jonathan Haidt The Anxious Generation, uscito anche in Italia, per Rizzoli.

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Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente

E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.