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20:28 venerdì 11 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

Perché l’Assemblea generale dell’Onu è stata definita il peggior meeting su Zoom della storia

22 Settembre 2020

Quest’anno l’Assemblea generale dell’Onu compie 75 anni e – a causa dell’emergenza Coronavirus – si terrà dal 21 settembre al 5 ottobre interamente su Zoom. Per la prima volta dal 1945, così, il Palazzo di Vetro non ospiterà nessuno, ma i leader del mondo sono stati chiamati a inviare un messaggio pre-registrato con il loro intervento all’Assemblea e uno per i 75 anni dell’organizzazione. Una formula che, secondo molti analisti, non farà altro che relegare la stessa Assemblea a ruolo sempre più marginale nel panorama mondiale, limitandone ulteriormente le capacità di mediazione diplomatica. Lunedì 21 settembre era previsto l’evento con cui il segretario generale Antonio Guterres ha dato il via alle celebrazioni per i 75 anni, lanciando un forte appello per rilanciare la politica multilaterale nell’anno forse più difficile dell’organizzazione internazionale dalla sua fondazione, che oggi mostra tutta la sua debolezza per le divisioni interne nel Consiglio di Sicurezza tra Stati Uniti e Cina. Di tutti i leader che avrebbero dovuto mandare i propri messaggi, solo la metà ha rispettato l’impegno, come segnala Julian Borger sul Guardian.

«Martedì mattina, la presentazione di Jair Bolsonaro sarà seguita da quella di Donald Trump, poi è il turno di Recep Tayyip Erdoğan e quindi di Xi Jinping. Il turno di Vladimir Putin arriva circa mezz’ora dopo. La “settimana di alto livello” inizierà quindi con una parata dei sedicenti uomini forti del mondo», scrive Borger, «Secondo l’ultimo programma, 50 uomini interverranno all’Assemblea prima che la prima donna abbia la possibilità di parlare, la slovacca Zuzana Čaputová». Il problema ha però radici più profonde: «Gran parte del mondo si sta chiedendo se l’Onu sia ancora rilevante dopo 75 anni», ha detto Sherine Tadros, capo dell’ufficio ONU di Amnesty International, «per usare un’analogia con il Covid-19, è questione di sapere se [l’organizzazione, ndr] possiede troppe condizioni critiche preesistenti per superare questo difficile periodo».

Le Nazioni Unite sono oggi impotenti nelle principali zone di conflitto (come la Siria, lo Yemen, la Libia, Sahel) e nelle zone di forte tensione, come lo è attualmente Taiwan, ha detto Pierre Jaskin su Radio France Inter, evidenziando come basta guardare al comportamento di tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza per capire qual è il problema dell’Onu: «Gli Stati Uniti, la Russia e la Cina hanno usato il diritto di veto decine di volte dopo il 1990 e la fine della guerra fredda, quasi sempre in modo ingiustificato e per proteggere i loro interessi, i loro alleati o i loro clienti anziché per favorire la pace comune come prevede la carta delle Nazioni Unite. Gli altri due membri permanenti, Regno Unito e Francia, possono quantomeno vantarsi di non aver mai usato il veto negli ultimi trent’anni».

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