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10:09 domenica 8 marzo 2026
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".

Perché l’Assemblea generale dell’Onu è stata definita il peggior meeting su Zoom della storia

22 Settembre 2020

Quest’anno l’Assemblea generale dell’Onu compie 75 anni e – a causa dell’emergenza Coronavirus – si terrà dal 21 settembre al 5 ottobre interamente su Zoom. Per la prima volta dal 1945, così, il Palazzo di Vetro non ospiterà nessuno, ma i leader del mondo sono stati chiamati a inviare un messaggio pre-registrato con il loro intervento all’Assemblea e uno per i 75 anni dell’organizzazione. Una formula che, secondo molti analisti, non farà altro che relegare la stessa Assemblea a ruolo sempre più marginale nel panorama mondiale, limitandone ulteriormente le capacità di mediazione diplomatica. Lunedì 21 settembre era previsto l’evento con cui il segretario generale Antonio Guterres ha dato il via alle celebrazioni per i 75 anni, lanciando un forte appello per rilanciare la politica multilaterale nell’anno forse più difficile dell’organizzazione internazionale dalla sua fondazione, che oggi mostra tutta la sua debolezza per le divisioni interne nel Consiglio di Sicurezza tra Stati Uniti e Cina. Di tutti i leader che avrebbero dovuto mandare i propri messaggi, solo la metà ha rispettato l’impegno, come segnala Julian Borger sul Guardian.

«Martedì mattina, la presentazione di Jair Bolsonaro sarà seguita da quella di Donald Trump, poi è il turno di Recep Tayyip Erdoğan e quindi di Xi Jinping. Il turno di Vladimir Putin arriva circa mezz’ora dopo. La “settimana di alto livello” inizierà quindi con una parata dei sedicenti uomini forti del mondo», scrive Borger, «Secondo l’ultimo programma, 50 uomini interverranno all’Assemblea prima che la prima donna abbia la possibilità di parlare, la slovacca Zuzana Čaputová». Il problema ha però radici più profonde: «Gran parte del mondo si sta chiedendo se l’Onu sia ancora rilevante dopo 75 anni», ha detto Sherine Tadros, capo dell’ufficio ONU di Amnesty International, «per usare un’analogia con il Covid-19, è questione di sapere se [l’organizzazione, ndr] possiede troppe condizioni critiche preesistenti per superare questo difficile periodo».

Le Nazioni Unite sono oggi impotenti nelle principali zone di conflitto (come la Siria, lo Yemen, la Libia, Sahel) e nelle zone di forte tensione, come lo è attualmente Taiwan, ha detto Pierre Jaskin su Radio France Inter, evidenziando come basta guardare al comportamento di tre dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza per capire qual è il problema dell’Onu: «Gli Stati Uniti, la Russia e la Cina hanno usato il diritto di veto decine di volte dopo il 1990 e la fine della guerra fredda, quasi sempre in modo ingiustificato e per proteggere i loro interessi, i loro alleati o i loro clienti anziché per favorire la pace comune come prevede la carta delle Nazioni Unite. Gli altri due membri permanenti, Regno Unito e Francia, possono quantomeno vantarsi di non aver mai usato il veto negli ultimi trent’anni».

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