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17:52 mercoledì 15 luglio 2026
Peppa Pig ha rivelato a Pitchfork cosa pensa delle popstar e una popstar in particolare non l’ha presa bene È la stessa popstar che sette anni fa espresse una controversa opinione su Peppa Pig. Evidentemente, i maiali hanno la memoria lunga.
Qualcuno sta lasciando dei campioni di droga “omaggio” nelle cassette della posta di Berlino Se hai una casa a Berlino potresti trovarti recapitato un pacchetto contenente cocaina, ketamina, ecstasy, erba o hashish. Che tu lo voglia o meno.
Nel primo trailer The Shards c’è tutto quello che ci si aspetta da una serie di Ryan Murphy tratta da un romanzo di Bret Easton Ellis: giovani bellocci, sesso, droga e «una bella storia di formazione» La serie arriverà in Italia il 6 agosto, sarà disponibile su Disney+, avrà dieci episodi che usciranno uno alla settimana, il giovedì.
È stato creato un archivio online che raccoglie e fa ascoltare le radio digitali indipendenti di tutto il mondo Si chiama Community Radio Index, per il momento raccoglie 300 stazioni e ce ne sono anche un bel po' italiane.
Tende improvvisate, alberi finti, giungle mobili e tutte le altre stranezze contenute nel piano nazionale anticaldo in Olanda L'unica vera soluzione a lungo termine presente nel piano, però, resta investire negli spazi verdi, in parchi e giardini pubblici.
Gli scienziati hanno trovato un nuovo tipo di zucchero nello spazio profondo e questa scoperta potrebbe aiutarci a capire l’origine della vita sulla Terra Si chiama eritrulosio ed è lo stesso zucchero che si trova nei lamponi, nel mais e negli autoabbronzanti.
Dal primo trailer di Digger, una cosa si capisce chiaramente: anche Alejandro González Iñárritu non ne può più dei miliardari Nel film Tom Cruise interpreta anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe. Più chiaro di così.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.

Apple testimonia davanti al Congresso USA

01 Marzo 2016

Oggi il consigliere generale di Apple Bruce Sewell testimonierà davanti al Congresso americano per spiegare perché la società non vuole sbloccare l’iPhone di uno dei due terroristi responsabili del massacro di San Bernardino dello scorso dicembre. Il Guardian ha anticipato parte del suo discorso, che si incentrerà sulle implicazioni per la cybersicurezza: «Hacker e cybercriminali potrebbero sfruttare il caso per attaccare la nostra privacy e sicurezza personale», dirà Sewell. «Alcuni di voi avranno un iPhone in tasca, e se ci pensate ci sono molte informazione che un ladro potrebbe usare per entrare in casa vostra».

A febbraio l’Fbi aveva chiesto ad Apple di sbloccare l’iPhone 5C usato da Syed Rizwan Farook, uno dei due giovani che hanno ucciso 14 persone nella cittadina californiana (i due sono stati uccisi dalla polizia durante la sparatoria). Il Ceo Tim Cook si era rifiutato di collaborare, definendo la richiesta delle autorità «senza precedenti». A quel punto, sia Apple che Fbi hanno deciso di rivolgersi al Congresso per risolvere la loro disputa ed entrambe le parti dovranno testimoniare per convincere i legislatori delle loro ragioni. Oggi è il turno di Apple, il cui delegato parlerà davanti alla Commissione giustizia della Camera dei rappresentanti.

Sul caso in generale, potrebbe pesare una recente sentenza di un tribunale di New York. Lunedì, infatti, Apple ha vinto una battaglia legalea Brooklyn per non sbloccare l’iPhone di un trafficante di droga, come invece richiesto dalle autorità locali: «Sarebbe assurdo sostenere che l’autorità governativa abbia chiesto altro se non qualcosa di odioso per la legge», ha scritto in una sentenza di 50 pagine il giudice James Orenstein. La sentenza di New York potrebbe avere qualche impatto sulla vicenda californiana, tuttavia non è necessariamente un precedente vincolante. Inoltre la vicenda di San Bernardino potrebbe riguardare questioni di sicurezza nazionale di rilevanza maggiore di quella di Brooklyn.

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In realtà Apple ha in passato sbloccato almeno 70 iPhone su richiesta delle autorità. Adesso però sembra avere cambiato politica. Edward Snowden ha definito la vicenda come «il caso tech più importante del decennio». Una delle più importanti società di sondaggi americane, il Pew Research Center, ha condotto un rilevamento sulla questione: la maggior parte degli americani sembrano dalla parte dell’FBI: il 51 per cento dice che Apple dovrebbe sbloccare l’iPhone, e solo il 38 per cento sostiene che non dovrebbe.

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