Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
C’è un musicista di Kyoto che da dicembre 2021 registra un album al giorno
Michiru Aoyama è un produttore musicale, ha 38 anni, vive a Kyoto, ad aprile si è dimesso dall’azienda per la quale lavorava e a fine mese festeggerà un anniversario particolare. Infatti è dal 31 dicembre 2021 che Aoyama tutti i giorni pubblica un nuovo album di musica ambient. Hanno tutti la stessa struttura: contengono otto canzoni, ciascun brano ha una durata tra i due e i tre minuti, tutti i pezzi sono realizzati seguendo sempre gli stessi due stili. L’artista ha raccontato al Guardian che in ogni album cercare di raccontare due storie, una che nei brani associati a un numero pari e l’altra raccontata solo in quelli corrispondenti a numeri dispari. Pare che l’idea gli sia venuta nel 2019 mentre era alle terme. Capì che questo progetto avrebbe comportato pubblicare tutto ciò che componeva durante il giorno, tutti i giorni. E così ha fatto.
Siccome ormai al primo accenno di notorietà corrisponde un certo interesse pubblico per le routine delle celebrity, anche Aoyama ha dovuto condividere la sua. Si alza alle 5 di mattina e come prima cosa guarda una mezz’oretta di partite di calcio. Poi dalle 6 a mezzogiorno inizia a comporre i brani della giornata, interrompe la scrittura per due ore di attività fisica – nello specifico, camminata – pranza e poi si rimette a lavoro. Alle 19 finisce di comporre e inizia a caricare online il prodotto del lavoro della giornata, operazione per la quale occorrono circa due ore. Prima di andare a letto, di solito intorno alle 23, dedica un po’ di tempo anche allo studio. A quasi due anni dal primo album quotidiano descrive l’esperienza come qualcosa di assolutamente naturale, come tenere un diario o lavarsi i denti. Ormai comporre lo diverte, ma in certi momenti creare in continuazione l’ha messo a dura prova.
Prima di dedicarsi alla composizione a tempo pieno, Aoyama lavorava per una holding finanziaria di Tokyo, poi ha iniziato a far uscire la sua musica con maggiore regolarità e ha notato che così facendo i suoi ascoltatori crescevano molto velocemente e che la sua musica veniva inserita più spesso nelle playlist di Spotify che, spiega, sono quelle da cui ottiene più profitti. Poi nel 2023 c’è stato il definitivo salto di qualità che gli ha permesso di lasciare il suo vecchio lavoro e di dedicarsi solo alla musica. Oggi i suoi album gli fruttano circa 2400 dollari al mese. «E se improvvisamente smettesse?», lo stuzzica il giornalista. Aoyama risponde che non sarebbe a suo agio. Sì, ma se proprio dovesse farlo? Beh, a quel punto probabilmente si metterebbe a disegnare, fare fotografie, scrivere romanzi, ma l’altro suo grande sogno sarebbe fare film.
Il sorprendente successo di questo terzo spin-off della saga dimostra due cose: il pubblico ha ancora voglia di Game of Thrones ma non vuole più saperne di quel Game of Thrones.
Uscito il 6 febbraio, nell'album non c'è nulla che si possa definire sbagliato ma non c'è neanche nulla che si possa definire rischioso. Ed è per questo che, secondo molti, è l'ennesima occasione persa. Forse l'ultima, per J. Cole.
I numeri sono in crescita negli Usa, in UK e anche in Italia: c'entrano collezionismo e nostalgia, ma pure il desiderio di "possedere" la musica che si ama, soprattutto per i più giovani.
Il cast principale include anche Viggo Mortensen, Edward Norton e Javier Bardem, con Alejandro G. Iñárritu a fare da produttore esecutivo.