Libri per l'estate ↓
22:58 mercoledì 29 luglio 2026
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.
La traduttrice dell’Odissea alla cui opera Nolan si è ispirato per il suo film ha detto che Odissea di Nolan è orribile da ogni punto di vista Emily Wilson, autrice della più recente traduzione del poema in inglese, ha firmato una delle più brutali stroncature del film: «Se la sceneggiatura l'avessi scritta io, me ne vergognerei», ha detto.
Le prime stime dicono che la devastazione causata dagli incendi in Francia e Spagna è seconda solo a quella causata dalla Seconda guerra mondiale Macron ha parlato di tempeste di fuoco e della situazione più difficile dal '45. Sánchez ha detto che questa ormai «non è più un'eccezione. È la regola».
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".

Amsterdam mette giudizio

21 Giugno 2011

Se per tutti i vostri amici del liceo Amsterdam è la città dei cannoni in bella vista e delle strappone in vetrina, figuratevi cosa ne può pensare uno come Bill O’Reilly, commentatore americano di FOX News noto per le sue idee tradizionaliste. Impensierito dai discorsi che si stanno facendo sulla liberalizzazione delle droghe oltreoceano, un paio di anni fa O’Reilly ha cercato di convincere gli spettatori del suo show televisivo che l’America rischia di prendere la via della perdizione, facendo l’esempio della capitale olandese, che ha definito una “fogna di corruzione”, dove “regna l’anarchia”. In risposta alle sue affermazioni, Elian Wils e Robbert Nieuwenhuis, una coppia di videomaker residenti proprio ad Amsterdam, hanno realizzato un montaggio del suo servizio arricchito da statistiche comparate che mostrano gli indici di violenza e consumo/abuso di droghe in Olanda e negli USA. Inutile dire chi c’ha l’indice più grosso.

Sguinzagliato su YouTube, il video – intitolato “The Truth About Amsterdam” e accompagnato da un sito omonimo – è diventato subito virale e si è anche portato a casa un premio per il city marketing(assegnato da un comitato tutto olandese, ma vabbè. La risposta di O’Reilly non s’è fatta attendere ed il suo arcigno mezzobusto (affiancato da due bionde identiche in modo quasi inquietante) è tornato a puntare il dito verso la città con le immagini più scioccanti che potesse ottenere: un fattone che aspira da un bong ed una meretrice sudamericana proveniente dall’angolo più cellulitico del Red Light District. Nel video (anche quello su YouTube) le stesse bionde di cui sopra cercano di far ragionare O’Reilly sulle statistiche, ed alla fine lo costringono ad ammettere che nemmeno gli interessa cosa fanno in Olanda, purchè l’America non ceda al permissivismo dell’Europa dell’ovest (che è un po’ come mettere Spagna e Belgio sullo stesso piatto, ma lasciamo stare).

Perché tanta paura di Amsterdam? Riformulo: perché tanta paura di quell’Amsterdam lì? O’Reilly non parlava a vanvera: c’è una reale volontà dell’amministrazione cittadina di cambiare registro ed è interessante vedere le misure che sono state prese dalla stessa città riguardo a fumo e prostituzione, due delle attrattive principali per la maggior parte dei turisti (anche americani). Come nel resto d’Olanda, ad esempio, l’apertura di nuovi coffeeshop è tutt’altro che incoraggiata e spesso impossibile, dovuta alla mancata concessione di nuove licenze. Anche l’acquisto di marijuana da parte dei turisti è stato recentemente vietato ed il governo vuole limitarlo anche per i residenti. Per quanto riguarda invece gli scapoli di mezzo mondo ed il loro puttan tour nel centro città, anche qui brutte notizie: da qualche anno si sta cercando di ridurre il Red Light District e di introdurre metodi di regolamentazione come tessere speciali e quant’altro.

Il crimine connesso a certe attività del centro è la ragione più esplicita di questi cambiamenti, ma ovviamente oltre ai proverbiali “motivi di ordine pubblico” c’è anche di mezzo l’identità della città. Amsterdam, con la sua tolleranza verso l’inglese e gli expat (molti dei quali non mettono insieme una frase intera in olandese dopo anni), i suoi condomini nuovi di zecca che spuntano come funghi ed il suo motto iAmsterdam (che fa molto città multicolore e creativa) da anni si propone come un importante hub culturale. Ma se pensate che questa sia l’identità che l’amministrazione cittadina sta incoraggiando per pompare le industrie creative di Richard Florida e compagnia bella, non è necessariamente il caso. Certo, la città è tra le più internazionali in Europa e non mancano svaghi artistico/musicali, ma recentemente il Segretario di Stato alla Cultura ha annunciato dei tagli davvero severi che uccideranno diverse istituzioni di tutto rispetto. Se a questo aggiungiamo il fatto che gli squat sono diventati illegali e vengono garantite sempre meno borse di studio e permessi di lavoro a cittadini stranieri, ci rendiamo conto che l’Amsterdam “alternativa” è anche quella sempre più malvista. A sopravvivere, alla fine e come altrove, sono il nazionalismo e la speculazione edilizia.

O’Reilly non lo sa cosa succede in Olanda, ma nemmeno io. Quello che riesco ad immaginare è che una città nota ai propri nemici come una Sodoma affumicata ed umidiccia ed agli amici come un bastione di libertà civili ed apertura mentale rischia di diventare qualcosa di decisamente più ordinario, una città globalizzata qualsiasi.


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