This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
È in lavorazione un remake di American Psycho
Se è vero che stiamo assistendo a un ritorno del cinema d’autore, è anche vero che il cinema dei sequel, dei prequel, degli spinoff, dei remake non finisce mai. Come riporta Jordan Ruimy su WorldofReel, la casa di produzione Lionsgate ha annunciato i remake di due classici: La zona morta di David Cronenberg e American Psycho di Bret Easton Ellis. Stando alle prime indiscrezioni, il nuovo American Psycho proseguirà la storia da dove si era interrotta alla fine del film del 2000 diretto da Mary Harron. In questo momento il film sarebbe ancora nella primissima fase di preproduzione: Lionsgate starebbe cercando uno sceneggiatore al quale affidare la scrittura del film, che sarà probabilmente ambientato ai giorni nostri e avrà come protagonista un “rinnovato” Patrick Bateman.
E essere precisi, questo al quale Lionsgate sta cominciando a lavorare non è il primo sequel di American Psycho. Nel 2002 fu distribuito, direttamente nel mercato homevideo, un film diventato di culto per la bruttezza della regia e l’insensatezza della trama. Nonostante il titolo fosse American Psycho 2, non aveva praticamente nessun legame né attinenza con il film che lo aveva preceduto. I pochissimi che lo hanno visto – e che lo vedranno: è impossibile da trovare in streaming – assicurano che il titolo American Psycho 2 fu una furbizia al limite della truffa, visto che nel film non c’era assolutamente niente della storia inventata da Ellis. Uniche ragioni per le quali viene ricordato: è uno dei pochi titoli che su Rotten Tomatoes hanno lo 0 per cento di freschezza ed è stato uno dei primi film di Mila Kunis.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.