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19:48 martedì 24 marzo 2026
Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero con il suo vero nome, Claire Boucher L'anno scorso aveva detto su X che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

Amazon licenzierà 14 mila dipendenti, soprattutto dirigenti che a quanto pare verranno sostituiti dall’AI

Non è l'unica multinazionale che ha preso o sta prendendo decisioni simili: entro la fine dell'anno i licenziamenti saranno diverse migliaia.

29 Ottobre 2025

Amazon ha appena annunciato che licenzierà oltre 14 mila dipendenti, quasi tutti i posti di lavoro tagliati saranno nel settore manageriale e corporate. A liberarsi saranno dunque le scrivanie di manager e dirigenti di medio-alto livello, mentre dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata la forza lavoro che movimenta, imballa e prepara i pacchi nei magazzini dell’azienda. Il provvedimento dovrebbe riguardare non solo la sede statunitense ma le filiali di tutto il gruppo in tutto il mondo. La decisione ha colto di sorpresa diversi osservatori, anche e soprattutto per il fatto che il secondo trimestre di quest’anno, per Amazon, si era concluso con un aumento del fatturato pari al 13 per cento (quasi 168 miliardi di dollari), superiore perfino alle più ottimistiche previsioni di Wall Street.

Amazon non è l’unica azienda americana impegnata in un riordino di questo tipo: anche UPS, Paramount e Goldman Sachs hanno annunciato che nelle prossime settimane licenzieranno migliaia di dipendenti, con l’obiettivo di rendere più snella la struttura aziendale. Solitamente quest’ondata di esuberi arriva in coincidenza di una piega negativa dell’economia statunitense, ma in questo momento le aziende interessate godono tutte di un buon andamento in borsa e di conti in ordine, stanno generando profitti e in molti casi registrano una crescita del fatturato. Perché dunque si annunciano così tanti licenziamenti?

Secondo quando riportato da Bbc, Amazon sarebbe decisa a questa “cura dimagrante” per smaltire il surplus di dipendenti assunti durante la pandemia per far fronte al picco di richieste dei clienti, dipendenti oggi non più necessari. L’azienda però ha sottolineato anche come il taglio dei dipendenti sia possibile anche grazie all’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi lavorativi: l’AI ha assorbito molte mansioni precedentemente affidate a impiegati e dirigenti. Questi tagli in Amazon e in altre grandi aziende statunitensi sarebbero dunque da imputare a un calo del volume di lavoro, calo che si spiega anche e soprattutto grazie all’efficienza dell’intelligenza artificiale. Non solo: l’AI stessa per essere implementata e sviluppata al meglio richiede continui e ingenti investimenti per rimanere al passo con i tempi. I soldi prima spesi per impiegare i dipendenti andranno nell’ulteriore ricerca e sviluppo dell’intelligenza artificiale, generando un circolo virtuoso. O vizioso, se si è tra i lavoratori licenziati a causa dell’AI.

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