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08:19 giovedì 15 gennaio 2026
In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
Su Bandcamp sarà vietata la musica prodotta con l’intelligenza artificiale Con un post su Reddit, la piattaforma ha anche invitando gli utenti a segnalare tutte le canzoni sospettate di essere state fatte con l'AI.
Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.
Uno dei segnali di distensione tra Usa e Venezuela è il ritorno dei politici venezuelani su X Compresa la Presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ha ricominciato a postare a un anno dall'ultima volta.
Durante la visita a una fabbrica della Ford, Trump ha fatto il dito medio a un operaio che gli aveva urlato “protettore dei pedofili” L'operaio è stato poi sospeso dall'azienda e definito «un fuori di testa» dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca.
Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro» Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto all'inizio e che il peggio debba ancora arrivare.
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.

Da 40 anni nessuna generazione trasgredisce meno degli adolescenti di oggi

22 Settembre 2017

“Generazione Z” è una definizione che solleva alcune perplessità. Si tende a far ricadere in questa categoria i nati tra la metà degli anni Novanta e la metà degli anni Duemila, o comunque dopo i Millennials (ma su Studio notavamo come l’età dei Millennials sia interpretata in modi diversi: di conseguenza variano i requisiti per appartenere alla Generazione Z). Secondo alcuni commentatori, i due elementi che hanno contribuito a formare fortemente l’identità dei giovanissimi sono stati la crisi economica del 2008 e l’invenzione dei social network. La crisi ha reso le nuove leve più insicure, mentre un modo più connesso ne ha profondamente modificato il modo di relazionarsi.

A volte, come dimostra questo studio di cui parla Wired, è facile cadere negli stereotipi. Ma un altro luogo comune potrebbe essere la vulgata che vuole gli adolescenti di oggi molto precoci per il fatto di essere cresciuti in un’epoca in cui il digitale ha messo loro a disposizione tutto e subito. Uno studio infatti rovescia questa immagine. Jean Twenge, la responsabile della ricerca, ne sintetizza così il contenuto parlando con Quartz: «In termini di stili di vita, i diciotto anni di oggi equivalgono ai quindici anni di ieri».

Secondo la ricerca, che ha preso in considerazione otto milioni di americani nati tra il 1976 e il 2016, sempre meno adolescenti fanno esperienza di tipiche “trasgressioni” giovanili o semplicemente di comportamenti più adulti, come ubriacarsi, prendere la patente, invitare le ragazze a uscire, sperimentare il sesso o lavorare. Ad esempio, tra il 1976 e il 1979, l’86 per cento degli studenti di scuola superiore erano andati a un’appuntamento con una ragazza o un ragazzo, ma la stessa cosa è capitata solo al 63 per cento degli scolari tra il 2010 e il 2016. Così, nel 1991, il 54 per cento degli adolescenti aveva sperimentato il sesso. Una cifra che nel 2015 è scesa al 41.

Le cause di uno stile di vita più morigerato sono più di una. Il fatto che spendiamo una parte sempre maggiore nel nostro tempo online è sicuramente tra le ragioni, ma la tendenza evidenziata dai ricercatori comincia da prima della diffusione di internet su vasta scala. Piuttosto sembra che i ragazzi di oggi siano più annoiati perché sono chiusi in una botte di ferro, costruita per loro dal monitoraggio costante dei genitori in famiglie generalmente più ristrette di quelle di una volta. Le catene che legano genitori e figli sono quindi più forti, il che ha, come risultato, un maggiore coinvolgimento dei figli e una minore tensione a compiere atti di ribellione. Infine gli adolescenti assimilano un messaggio che vien loro trasmesso dal comportamento delle generazioni più grandi. Quello di rimandare il momento di “sistemarsi” è infatti un atteggiamento comune: tendiamo a prolungare la fase in cui usciamo e ci divertiamo spesso, oppure impegniamo lo stesso tempo per fare esperienze e prepararci al lavoro.

Foto Getty
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