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09:34 mercoledì 18 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Da 40 anni nessuna generazione trasgredisce meno degli adolescenti di oggi

22 Settembre 2017

“Generazione Z” è una definizione che solleva alcune perplessità. Si tende a far ricadere in questa categoria i nati tra la metà degli anni Novanta e la metà degli anni Duemila, o comunque dopo i Millennials (ma su Studio notavamo come l’età dei Millennials sia interpretata in modi diversi: di conseguenza variano i requisiti per appartenere alla Generazione Z). Secondo alcuni commentatori, i due elementi che hanno contribuito a formare fortemente l’identità dei giovanissimi sono stati la crisi economica del 2008 e l’invenzione dei social network. La crisi ha reso le nuove leve più insicure, mentre un modo più connesso ne ha profondamente modificato il modo di relazionarsi.

A volte, come dimostra questo studio di cui parla Wired, è facile cadere negli stereotipi. Ma un altro luogo comune potrebbe essere la vulgata che vuole gli adolescenti di oggi molto precoci per il fatto di essere cresciuti in un’epoca in cui il digitale ha messo loro a disposizione tutto e subito. Uno studio infatti rovescia questa immagine. Jean Twenge, la responsabile della ricerca, ne sintetizza così il contenuto parlando con Quartz: «In termini di stili di vita, i diciotto anni di oggi equivalgono ai quindici anni di ieri».

Secondo la ricerca, che ha preso in considerazione otto milioni di americani nati tra il 1976 e il 2016, sempre meno adolescenti fanno esperienza di tipiche “trasgressioni” giovanili o semplicemente di comportamenti più adulti, come ubriacarsi, prendere la patente, invitare le ragazze a uscire, sperimentare il sesso o lavorare. Ad esempio, tra il 1976 e il 1979, l’86 per cento degli studenti di scuola superiore erano andati a un’appuntamento con una ragazza o un ragazzo, ma la stessa cosa è capitata solo al 63 per cento degli scolari tra il 2010 e il 2016. Così, nel 1991, il 54 per cento degli adolescenti aveva sperimentato il sesso. Una cifra che nel 2015 è scesa al 41.

Le cause di uno stile di vita più morigerato sono più di una. Il fatto che spendiamo una parte sempre maggiore nel nostro tempo online è sicuramente tra le ragioni, ma la tendenza evidenziata dai ricercatori comincia da prima della diffusione di internet su vasta scala. Piuttosto sembra che i ragazzi di oggi siano più annoiati perché sono chiusi in una botte di ferro, costruita per loro dal monitoraggio costante dei genitori in famiglie generalmente più ristrette di quelle di una volta. Le catene che legano genitori e figli sono quindi più forti, il che ha, come risultato, un maggiore coinvolgimento dei figli e una minore tensione a compiere atti di ribellione. Infine gli adolescenti assimilano un messaggio che vien loro trasmesso dal comportamento delle generazioni più grandi. Quello di rimandare il momento di “sistemarsi” è infatti un atteggiamento comune: tendiamo a prolungare la fase in cui usciamo e ci divertiamo spesso, oppure impegniamo lo stesso tempo per fare esperienze e prepararci al lavoro.

Foto Getty
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