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16:24 mercoledì 7 gennaio 2026
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.

Un giornalista ha fatto saltare un’intervista ad Adele perché si è dimenticato di ascoltare 30

22 Novembre 2021

«Sono mortificato, mi scuso profondamente», queste le parole con le quali il giornalista australiano Matt Doran ha cercato di rimediare al pasticcio combinato in vista di un’intervista ad Adele. Doran lavora infatti per Channel 7, un’emittente televisiva australiana, che non ha potuto mandare in onda l’intervista alla cantante perché lui, nel bel mezzo della conversazione con Adele, ha confessato di non aver ascoltato il suo ultimo album, 30, uscito lo scorso venerdì. A quel punto Sony (produttore del disco attraverso la sua controllata Columbia) ha usato il potere di veto concesso dal contratto con Channel 7 per impedire la messa in onda dell’intervista e far saltare un accordo che – comprendendo anche i diritti per la trasmissione in Australia dell’intervista di Adele con Oprah Winfrey – valeva 540 mila sterline.

Doran ha spiegato l’accaduto raccontando che una mail con dentro un link “e-card” all’album gli era arrivato prima di venerdì ma che questa mail, semplicemente, gli è sfuggita per una questione di pessimo tempismo. «Deve essere successo mentre atterravo a Londra», cioè il 4 novembre, ha detto il giornalista. Doran e una troupe di Channel 7 erano stati inviati in Inghilterra appositamente per incontrare Adele. «Nel momento in cui ho cominciato l’intervista, ero completamente all’oscuro del fatto di aver ricevuto una mail con l’anteprima del suo disco», ha detto, cercando di difendersi dalle accuse di sciatteria rivoltegli da numerosi colleghi in patria e all’estero.

Pare che l’incidente abbia avuto origine da una domanda banalissima posta da Adele a Doran alla fine dell’intervista: «Hai ascoltato l’album?», avrebbe chiesto la cantante al giornalista. E lui, a quel punto, avrebbe risposto semplicemente «No, non l’ho ascoltato». Adele se ne sarebbe andata via arrabbiatissima, ma Doran ci ha comunque tenuto a precisare che «Quella che doveva essere un’intervista di 20 minuti è durata quasi mezz’ora» e che la maggior parte di questo tempo lui e Adele lo hanno passato «a parlare dell’album».

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