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01:59 domenica 18 ottobre 2026
Un report dell’Onu dice che in Cisgiordania non ci sono mai stati così tanti atti di violenza dei coloni israeliani Nei primi quattro mesi del 2026 erano già 190 al mese, numeri che porterebbero a superare i duemila attacchi entro la fine dell'anno.
C’è un ragazzo inglese che da 7 anni recensisce panchine su Instagram Il suo profilo si chiama RateThisBench, raccoglie ormai più di 300 recensioni di panchine ed è anche il modo in cui ha conosciuto sua moglie.
L’Agenzia meteorologica giapponese ha avvisato i cittadini dell’imminente arrivo del terremoto più forte di sempre, poi ha cancellato l’avviso e ha detto di essersi sbagliata A quanto pare, si è trattato di un gigantesco errore del sistema di allerta precoce, di solito affidabilissimo e precisissimo.
La Giornata nazionale della meraviglia e la Giornata nazionale del riciclo della carta hanno messo a dura prova la pazienza di Sergio Mattarella Dopo aver firmato una legge che istituisce l'una e l'altra, il Presidente della Repubblica ha invitato la politica a darsi una regolata perché queste giornate stanno «vertiginosamente aumentando».
I matematici di tutto il mondo sono disperati dopo che ChatGPT ha risolto 372 problemi a cui loro lavoravano da anni in tre ore Ora i matematici stanno ancora cercando di capire quanto ci sia di giusto, e cosa voglia dire adesso fare il loro mestiere.
Di tutte le cose incredibili che succedono continuamente sul Monte Bianco, il fatto che la sua altezza aumenti (o diminuisca) ogni anno è la meno incredibile di tutte In questo periodo misura 4.807,47 metri: la sua crescita dipende da fenomeni «estremamente variabili».
Del possibile allarme sanitario in Siberia si sono preoccupati tutti tranne gli abitanti della cittadina siberiana da cui l’allarme è partito L'OMS chiede spiegazioni, Trump ne parla, i giornali di mezzo mondo scrivono di peste. A Irkutsk e a Shelekhov nessuno porta la mascherina e la frase che ripetono tutti è «va tutto bene, è tutto normale»
Nel centenario di Winnie the Pooh, l’Inghilterra sta litigando con l’America perché vuole che le siano restituiti gli orsacchiotti fatti dal creatore di Winnie the Pooh Il libro di A. A. Milne compie cent’anni, ma il pupazzo che lo ha ispirato vive a New York. E una parte dei fan britannici lo rivuole indietro.

Accra

Il Ghana e le BMX. Come le sottoculture globalizzate rinnovano l'interesse per il locale

15 Novembre 2011

Con la sua relativa stabilità economica (secondo esportatore di cacao al mondo, uno dei maggiori di oro, e dal 2007 vi è stato anche scoperto il petrolio), del Ghana ho sentito parlare principalmente in ambito calcistico. La nazionale è stata una sorpresa ai mondiali del 2006, mentre quella under 20 s’è addirittura portata a casa il titolo di categoria nel 2009 e Mario Balotelli è di origine ghanese. Forse (almeno in Italia) se ne sente parlare meno perché, considerando la media africana, il paese non è messo particolarmente male: niente conflitti etnici (nonostante una grande diversità), tasso di alfabetizzazione alto, stampa “tra le meno ostacolate” nel continente. Sarà a causa di questo suo essere troppo benestante per essere raccontato (i canoni sono africani ovviamente) che quando sento la parola “Ghana”, oltre alle immagini di repertorio di bambini poveri, mi viene in mente solo la maglietta gialla di FIFA ’98 (effettivamente, anch’io mi potrei aggiornare…).

Qualche tempo fa, però, ho trovato su internet il trailer di questo documentario: Bike Lordz: Stunts & Styles from Accra, Ghana. Il progetto consiste in un breve documentario sulla scena BMX nella capitale ghanese, con una colonna sonora tutta locale e una serie di obiettivi collaterali, tra cui un mega evento sul posto, un bike park temporaneo, e la promozione video e web necessaria per mettere i lordz sulla mappa. Per farlo i produttori hanno anche creato un profilo su Kickstarter, affidandosi al crowd-funding e proponendosi, di fatto, come mediatori tra la scena locale e i supporter globali. Insomma, vogliono collegare Accra al network già globale della BMX culture. Come si vede dalle immagini, i protagonisti del video sono giovani del posto con un’ostinata passione per la bici e la voglia di trasformarla nel proprio lavoro, quindi sembrerebbe che l’attenzione mediatica e le connessioni internazionali portati dalla crew di Brooklyn sia proprio quello di cui hanno bisogno (ok, una delle cose di cui hanno bisogno).

Bike Lordz non è che un esempio tra tanti di un interesse crescente verso le sottoculture, di matrice quasi sempre americana, che nonostante tutto emergono anche in contesti urbani noti (spesso tristemente) per tutt’altri motivi. Al lungometraggio di VICE Heavy Metal in Baghdad possiamo aggiungere Skateistan ed Havana Surf, oltre a Made in Queens e al già discusso Taqwacore, giusto per nominare quelli in cui mi sono imbattuto io, più o meno casualmente. Con le loro evidenti differenze (Skateistan è un progetto di ampio respiro con intenti socio-umanitari, come vuole essere anche Bike Lordz, gli ultimi due si riferiscono invece a tematiche culturali inerenti al noto fattore meltin’ pot, imprescindibile negli Stati Uniti), ciascuno di questi progetti coniuga il fascino per uno stile, ormai sdoganato internazionalmente, e l’interesse per un luogo, spesso marchiato da fatti o stereotipi che ne irrigidiscono la comprensione. Il fatto che in tutti sia presente la patina cool della cultura urbana statunitense li rende anche potenzialmente paternalistici, e quindi controversi, ma più che un difetto per me questo è uno degli aspetti più interessanti.

Una giornalista del TIME ha criticato Heavy Metal in Baghdad in questo modo: “Si piange l’opportunità sprecata di esplorare una cultura dove la ribellione definitiva è copiare il rock commerciale americano”. Ok, ma il pregio del documentario non era essere riuscito a mostrarci il talento di un gruppo di mediocri musicisti metal, quanto l’affondare i denti nella quotidianità deprivata dei giovani iracheni, che evidentemente hanno interessi equivalenti a quelli di una garage band brianzola. In una interminabile guerra decisa da interessi globali, forse l’unico modo per non impazzire è cercare di rivendicare il proprio diritto a essere dei giovani, a fare cose banali e anche stupide, come inventarsi cover band dei Metallica. Inoltre, anche se fa effetto dirlo, se immedesimarsi nel bambino col pancione gonfio che muore prima dei 10 anni può risultare impossibile per un occidentale, forse rispecchiarsi nella vita di chi è, tutto sommato, come noi può aiutarci a empatizzare meglio con certe realtà. Conoscere i giovani iracheni, afghani, ghanesi e cubani attraverso gli stili e le culture urbane globalizzate potrà sembrare paradossale, forse anche ipocrita, ma è dopotutto un modo per iniziare a vederli come persone, piuttosto che come un’informe nuvola di senso di colpa.

Tornando a Bike Lordz, la colonizzazione del Ghana da parte delle culture anglosassoni è un fatto storico: l’inglese è la lingua ufficiale e fa anche quello parte della cultura del paese, che è membro del Commonwealth. Un po’ come con Taqwacore e Made in Queens, quindi, sembra che Bike Lordz possa farci conoscere qualcosa di originale, un ibrido veramente locale di espressione giovanile. Un buon motivo per tenere d’occhio il progetto.

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