Di cosa si è parlato questa settimana

Il 2026 è iniziato con la netta sensazione che da un punto di vista mondiale sarà peggio del 2025.

di Studio
10 Gennaio 2026

Esteri – Esami di Maduridà
Il 3 gennaio Donald Trump ha pensato di infliggere un ulteriore colpo al già malconcio ordine mondiale andando a prelevare il presidente del Venezuela Maduro per trasportarlo insieme alla moglie in un carcere di Brooklyn, dichiarando (ma poi ritornando in parte suI suoi passi) di volersi occupare direttamente del governo del Paese. Comprensibilmente tanti esuli venezuelani hanno esultato per la fine di un regime dittatoriale che aveva portato violenza e povertà, ma la pessima notizia è la fine definitiva di un equilibrio geopolitico durato più di trent’anni e basato su accordi e regole condivise sul piano internazionale. La Russia e la Cina, anche se formalmente alleati del Venezuela, hanno subito iniziato a fregarsi le mani per le rispettive mire su Ucraina e Taiwan. La Groenlandia, nuovo obiettivo dichiarato del Presidente americano, ha iniziato a tremare. E non per il freddo.

Ancora esteri – Ahia-Tollah
Le notizie al momento sono poche, perché il regime ha deciso di spegnere internet in tutto il Paese, ma concordanti: le proteste, che da diversi giorni si stavano susseguendo nelle strade e nelle piazze di molte città iraniane, sono culminate giovedì notte in manifestazioni sempre più grandi e partecipate e in scontri con le forze del regime che sembra, e sottolineiamo sembra, stiano soccombendo. Si parla di regime al collasso e di ayatollah in procinto di fuggire. Potrebbe essere l’unica ottima notizia nel mare di cattive notizie politiche a cui siamo ormai abituati.

Stati Uniti – Ice Tube
Nello scenario distopico, che sembra uscito pagina per pagina da un romanzo di Philip K. Dick, che è ormai diventata l’America, l’ultimo e tra i più gravi episodi degli ultimi mesi (e di episodi gravi non ne mancano), è l’uccisione deliberata di una donna da parte dei famigerati ICE, ovvero la speciale agenzia anti-immigrazione che sta seminando il panico nel Paese con il mandato di Trump. La donna, una regolare cittadina americana, madre di tre figli, era alla guida di una macchina ed è stata ritenuta colpevole di non essersi fermata all’alt della polizia, anche se in realtà in un video la si sente dire “sto uscendo” (dalla macchina), un agente dell’ICE non ha trovato modo migliore di fermarla che sparare nel suo parabrezza. Un racconto di fantascienza, appunto, oppure una scena del film che probabilmente vincerà l’Oscar, Una battaglia dopo l’altra.

Tv – Fuffer contro Duffer
C’è persino un nome (“Conformity Gate”) che dà il titolo a una delle più bizzarre teorie del complotto che ci sia capitato di ascoltare (e dire che…). Teoria, nata ovviamente su Reddit, e di cui si sono convinti un bel po’ di fan della serie Stranger Things, ovvero che l’episodio finale, rilasciato alla fine del 2025 e considerato non proprio all’altezza delle aspettative, fosse stato manomesso e che ci fosse un episodio segreto partorito dai fratelli Duffer in uscita sulla piattaforma. Tanto che la stessa Netflix si è vista costretta a rilasciare una dichiarazione ufficiale in cui ha negato l’esistenza di altro materiale.

Cinema – Ricorso al Tarr
È morto il 6 gennaio a Budapest Béla Tarr, non una star, ma un nome conosciuto da chi è appassionato di cinema. Tarr, cresciuto nell’Ungheria comunista e fuggito dall’Ungheria di Orban, è stato uno sperimentatore, un autore con una visione (35mm, bianco e nero, lunghi piani sequenza), arrivando a diventare un maestro. Il cavallo di Torino, Le armonie di Werckmeister, Satantango (questi ultimi due tratti da romanzi di László Krasznahorkai, premio Nobel alla Letteratura 2025 e suo storico collaboratore) sono alcune delle sue opere da ricordare e, in caso, da recuperare.

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