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05:51 mercoledì 20 maggio 2026
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.

67, l’intercalare preferito della Generazione Alfa, è stata scelta come parola dell’anno anche se non significa niente

Dictionary l’ha scelta come parola simbolo del 2025: è la prima volta che un termine senza un significato specifico ottiene questo titolo. 

30 Ottobre 2025

Pressoché sconosciuto ai maggiorenni che non interagiscono con gli adolescenti, incompreso e incomprensibile per genitori e insegnanti che ci hanno a che fare ogni giorno: 67 è una delle parole dell’anno più criptiche e divisive mai scelte da Dictionary, tanto che all’annuncio Cbs ha fatto seguire una lunga spiegazione dell’origine e il significato del termine.  67, da leggersi rigorosamente a cifre separate (“six seven”, non “sixty seven”), infatti non vuol dire assolutamente nulla. È una sorta d’intercalare fortemente identificativo delle generazione alfa, ovvero quella che convenzionalmente raggruppa tutti i nati dal 2010 in poi. Quindicenni o giù di lì, nel pieno dell’adolescenza, che trovano assolutamente irresistibile urlare durante le lezioni scolastiche “six seven!” o utilizzarlo nel mezzo delle conversazioni come intercalare o ancora trovare ogni stratagemma per farlo pronunciare agli adulti che li circondano e che si ostinano a chiedere loro cosa significhi. 

67 ha superato la competizione di altre parole estremamente popolari negli ultimi dodici mesi come overtourism (iperturistificazione) e tradwife (traditional wife, il ritorno in auge di una versione aggiornata della moglie e madre perfetta, angelo del focolare dai valori molto conservatori). Perché scegliere un termine senza un senso specifico, un intercalare che per giunta ha pienamente senso solo tra gli under quindici? Esattamente per questo motivo: la storia di 67, termine reso popolare dal rapper Skrilla nella canzone “Doot Doot (6 7)” (dove fa riferimento all’altezza del giocatore dell’NBC LaMelo Ball), è la sintesi delle ultime evoluzioni del rapporto dei più giovani con la lingua e la società. È estremamente generazionale, non ha propriamente senso come il brainrot, ha una genesi specifica (l’altezza del giocatore citata nella canzone) ma si è distaccato da subito dal suo senso originario. Inoltre a rendere 67 virale è stato un miscuglio inspiegabile di ritmo, cadenza e sonorità piaciuta all’algoritmo ancor prima che agli adolescenti: è diventato così popolare proprio per come ha saputo cavalcare le logiche di TikTok per insinuarsi nella realtà. 

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