Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
67, l’intercalare preferito della Generazione Alfa, è stata scelta come parola dell’anno anche se non significa niente
Dictionary l’ha scelta come parola simbolo del 2025: è la prima volta che un termine senza un significato specifico ottiene questo titolo.
Pressoché sconosciuto ai maggiorenni che non interagiscono con gli adolescenti, incompreso e incomprensibile per genitori e insegnanti che ci hanno a che fare ogni giorno: 67 è una delle parole dell’anno più criptiche e divisive mai scelte da Dictionary, tanto che all’annuncio Cbs ha fatto seguire una lunga spiegazione dell’origine e il significato del termine. 67, da leggersi rigorosamente a cifre separate (“six seven”, non “sixty seven”), infatti non vuol dire assolutamente nulla. È una sorta d’intercalare fortemente identificativo delle generazione alfa, ovvero quella che convenzionalmente raggruppa tutti i nati dal 2010 in poi. Quindicenni o giù di lì, nel pieno dell’adolescenza, che trovano assolutamente irresistibile urlare durante le lezioni scolastiche “six seven!” o utilizzarlo nel mezzo delle conversazioni come intercalare o ancora trovare ogni stratagemma per farlo pronunciare agli adulti che li circondano e che si ostinano a chiedere loro cosa significhi.
67 ha superato la competizione di altre parole estremamente popolari negli ultimi dodici mesi come overtourism (iperturistificazione) e tradwife (traditional wife, il ritorno in auge di una versione aggiornata della moglie e madre perfetta, angelo del focolare dai valori molto conservatori). Perché scegliere un termine senza un senso specifico, un intercalare che per giunta ha pienamente senso solo tra gli under quindici? Esattamente per questo motivo: la storia di 67, termine reso popolare dal rapper Skrilla nella canzone “Doot Doot (6 7)” (dove fa riferimento all’altezza del giocatore dell’NBC LaMelo Ball), è la sintesi delle ultime evoluzioni del rapporto dei più giovani con la lingua e la società. È estremamente generazionale, non ha propriamente senso come il brainrot, ha una genesi specifica (l’altezza del giocatore citata nella canzone) ma si è distaccato da subito dal suo senso originario. Inoltre a rendere 67 virale è stato un miscuglio inspiegabile di ritmo, cadenza e sonorità piaciuta all’algoritmo ancor prima che agli adolescenti: è diventato così popolare proprio per come ha saputo cavalcare le logiche di TikTok per insinuarsi nella realtà.
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