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07:39 martedì 3 marzo 2026
L’ex ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis verrà processato perché in un podcast ha detto di aver provato l’ecstasy 37 anni fa L'ex ministro delle Finanze è accusato di «promozione e pubblicità di sostanze stupefacenti» e rischia dai 6 mesi ai 10 anni di carcere.
Nell’album di beneficenza Help(2), assieme a tutte le rockband più importanti di quest’epoca, ci saranno anche gli Oasis Nel disco, che esce il 6 marzo, ci sarà anche una loro versione di “Acquiesce” registrata durante uno dei concerti a Wembley del reunion tour.
C’è un videogioco in cui la missione è sopravvivere alla vita da disoccupato Si chiama Unemployment Simulator 2018 e affronta il dolore emotivo e la pressione sociale che derivano dal ritrovarsi improvvisamente disoccupati.
Un fan ha scoperto su internet che Rosalía si è esibita ai Brit Awards su un remix techno di “Berghain” fatto da lui Si chiama Conrdad Taylor, è un producer e dj tedesco che vive a New York e non aveva idea che sarebbe successo.
Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».
I prezzi dei voli sui jet privati stanno aumentando a dismisura a causa dei ricchi bloccati negli aeroporti del Medio Oriente che cercano di scappare Prima della guerra tra Iran e Usa e Israele il costo di un volo privato da Riyad all'Europa oscillava tra 50 e 80 mila dollari, ora è arrivato a 350 mila.
Scritto con Ottessa Moshfegh, interpretato da Josh O’Connor, Saoirse Ronan e Jessie Buckley: il nuovo film di Alice Rohrwacher è già uno dei più attesi dell’anno Ad aprile la regista inizierà le riprese dell'adattamento di The Three Incestuous Sisters, fiaba gotica scritta e illustrata da Audrey Niffenegger.
L’esercito statunitense ha usato Claude, l’AI di Anthropic, nell’attacco all’Iran nonostante il divieto di Trump e la contrarietà di Anthropic E continuerà a farlo per almeno altri sei mesi, quando poi passerà a usare prodotti e servizi gentilmente offerti da OpenAI.

Tumblr contro l’anoressia

La nuova policy che vieta i blog che «esaltano uno stile di vita distruttivo» stabilisce un precedente

12 Marzo 2012

Un giorno di sole a fine febbraio i padroni di Tumblr hanno messo in rete un comunicato dal titolo «A New Policy Against Self-Harm Blogs». Da lì in avanti, spiegavano, non sarebbe più stato permesso a nessuno degli utenti di pubblicare contenuti che «promuovono o celebrano comportamenti autolesionisti». Tra i comportamenti autolesionisti: l’anoressia, la bulimia, il procurarsi ferite, tagli, bruciature, il suicidio.

La decisione è stata innescata non tanto da un subitaneo interesse verso il Bene Comune, quanto da un articolo uscito due settimane prima sull’Huffington Post, che dipingeva un quadro apocalittico della situazione e identificava l’utilizzatore medio di Tumblr come un’adolescente femmina i cui due interessi-base sono cacciarsi un pugno in gola e condividere foto di ragazze molto secche taggandole con le parole “pro ana“, “pro mia“, “thinspo“. (Quest’ultima sta per thinspiration, ed è l’unica abbreviazione relativamente recente diffusa online: pro ana e pro mia circolano, come è stato fatto notare, fin da quando GeoCities era l’avanguardia.) I padroni di Tumblr hanno letto il pezzo, hanno, si immagina, risposto a migliaia di telefonate, e hanno pensato che fosse il momento di intervenire. Una cosa normale.

Bene, anche tralasciando chi s’è messo a urlare COS’E, CI VOLETE CENSURARE? COME I NAZISTI?, il panico scatenatosi intorno a questa scelta ha raggiunto tali dimensioni che i boss di Tumblr hanno dovuto precisare molto meglio cosa intendevano con «promuovere o celebrare» un certo tipo di comportamento. Stando alle nuove linee-guida, perciò, potranno restare aperti senza problemi blog come Confessions About Eating Disorders , che si propongono come spazi di discussione per chi soffre di questi disturbi, e raccolgono “segreti” su cibo, corpo e malattia sotto forma di brevi testi anonimi (uno stile popolarizzato da PostSecret e poi adottato da quasi ogni community dedicata a un singolo tema, serio o faceto); i blog che verranno segnalati come “inappropriati” e risulteranno davvero tali avranno un po’ di tempo per eliminare il contenuto ora proibito, e non saranno mai chiusi d’ufficio.

Lo stesso, il caso Tumblr crea un precedente. Là dove la maggioranza dei social network, nel chilometro di testo che voi firmate generalmente alla cieca, accept, accept, accept, inserisce clausole precise che proibiscono l’istigazione a reati violenti o gli insulti a sfondo razziale, i singoli social network si muovono con estrema lentezza quando si tratta di intervenire perché certe clausole non stanno venendo rispettate. Questo è il terreno per cui Facebook (nel 2008, se non ricordo male) fa chiudere i gruppi che invitano a dare alle fiamme campi nomadi nelle periferie del Nord-Est solo dopo che per mesi circolano petizioni tra gli utenti italiani, e poi, nel 2011, lascia aperti gruppi aventi come mission statement prendere le troie a calci nella vagina“, anche quando la notizia finisce sui giornali di tutto il mondo. (Confermando, in questo, le teorie secondo cui Facebook ha raggiunto la velocità di fuga e ora vaga nello spazio-tempo come le pare a lei, senza più sottostare a nessuna delle leggi fisiche che regolano la vita sulla Terra.) E chi voleva contestare la mossa di Tumblr ha trovato pane per i suoi denti, visto che, per dirne una, le immagini a contenuto pornografico non sono mai state bannate ufficialmente: è qui che il nostro amico James Deen ha fatto strage di cuoricini, e poi ha fatto piangere i giornalisti televisivi che lo accusavano di corruzione di minori.

Due cose, qui.

La fortuna di Tumblr si deve a tre suoi caratteri fondamentali (è gratis, è facile da usare, non ti chiede di usare il tuo vero nome), e a un quarto il cui impatto, forse, era stato un po’ sottovalutato: ci vuole meno di un minuto per caricare un’immagine e condividerla con gli altri utenti. E moltissimi account, su Tumblr, sono proprio questo. Rulloni di fotografie una via l’altra. Belle, brutte, medie, sciocche. Non ve ne rendete conto, perché, a meno che voi scegliate di seguire proprio questi utenti, ciascuno va avanti per la sua strada; forse avete notato un thinspo blog solo se qualche vostro amico aveva ripreso una delle loro immagini. (Magari commentando «beh, che schifo», o «ce n’è di gente strana». Non posso escluderlo.) Prendete The Pursuit of Pretty, il blog di una donna al primo anno di università che si dichiara «pronta ad avere il corpo dei miei sogni», e mette online foto di frammenti del suo corpo attuale (magro, per la cronaca) ripetendo «sono brutta, sono grassa, devo vomitare». Questa persona giorni fa si lamentava perché alcuni utenti avevano cominciato a trollare le anoressiche/bulimiche, taggando con “pro ana” foto che ritraevano fette di torta, pezzi di pizza, eccetera; e scriveva «smettetela di giudicare gli altri, pensate a quello che dovete fare VOI per essere felici». (Testuale. Controllate pure.)

In più, se c’è da stabilire cosa sia «esaltazione di uno stile di vita distruttivo» e cosa rientri in una discussione utile sull’argomento, le linee fanno presto a confondersi.

Un esempio. Alcolisti Anonimi, per citare quello che conosco direttamente, è un gruppo di auto-aiuto non moderato da alcun professionista della terapia, dove, certe volte, una maggiore influenza in termini etici e pratici ce l’hanno i veterani del programma; ma perché “il programma” funzioni è comunque previsto che tu prenda, ti vesta ed esca di casa, per andare in una stanza dove più o meno guardi in faccia altre persone. (Se non c’è una sede di AA nella tua città, ti attacchi.) Mentre le regole dell’auto-aiuto tra persone che hanno lo stesso problema, online, possono essere molto diverse.

In questo momento ho davanti il foto-diario di una donna che si presenta come «17 anni, non mi purgo da 83 giorni, non mi faccio del male da 1 giorno». Questa persona si considera malata, ma recovering, in via di recupero; per questa persona, parte del suo affrontare il problema sta nel condividere a ciclo continuo foto di braccia coperte di tagli.

Non metto il link al suo blog.

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