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ChatGPT è “indagato” nel caso di uno school shooting in Florida perché secondo gli inquirenti avrebbe contribuito all’organizzazione della strage Secondo l'accusa, l'imputato Phoenix Ikner avrebbe utilizzato il chatbot non solo come fonte di informazioni ma come un vero e proprio "consulente stragista".
Il Regno Unito vieterà la vendita di qualsiasi prodotto contenente nicotina ai nati dopo il 2009 per creare la prima generazione smoke free della storia Niente sigarette vere e proprie, niente sigarette elettroniche, niente nicotine pouch, niente di niente sarà accessibile a chi è nato dall'1 gennaio 2009 in poi.
Nel Diavolo Veste Prada 2 c’era anche Sydney Sweeney ma la sua parte è stata tagliata per una “scelta creativa” Il cameo dell'attrice, che doveva apparire nei panni di sé stessa, è stato cancellato. E, secondo molti, in questa decisione c'entrano gli scandali e la politica.
La giunta militare del Myanmar ha messo al bando gli assorbenti perché convinta che i ribelli li usino per fasciarsi le ferite Secondo le organizzazioni umanitarie, i militari pensano davvero che gli assorbenti vengano usati così perché probabilmente non ne hanno mai visto uno.
Pedro Pascal ha fatto causa a un liquore perché si chiama Pedro Piscal Il liquore in questione è un pisco, la più popolare bevanda alcolica del Cile, paese Natale di Pascal.
In Russia adesso le biografie di Bulgakov vengono vendute con un’etichetta che le definisce propaganda a favore della droga Sorte che però non è toccata solo a lui: l'etichetta verrà apposta anche sui libri di Pelevin, King, Palahniuk, Murakami e Steinbeck
La Cnn ha scoperto una vera e propria “accademia dello stupro” su internet, ma nonostante la denuncia nessuno l’ha chiusa Il sito contiene migliaia di video e foto di violenze, oltre a consigli e tutorial su come eseguirle e nasconderle. Ma, a quanto pare, le autorità non possono chiuderlo a causa di un cavillo.
Massive Attack, Kneecap, Brian Eno, Sigur Rós, Nadine Shah e altri mille artisti hanno chiesto di boicottare l’Eurovision se anche quest’anno a Israele sarà permesso di partecipare Hanno firmato una lettera aperta per boicottare la manifestazione, chiedendo l’esclusione immediata di Israele.

Tumblr contro l’anoressia

La nuova policy che vieta i blog che «esaltano uno stile di vita distruttivo» stabilisce un precedente

12 Marzo 2012

Un giorno di sole a fine febbraio i padroni di Tumblr hanno messo in rete un comunicato dal titolo «A New Policy Against Self-Harm Blogs». Da lì in avanti, spiegavano, non sarebbe più stato permesso a nessuno degli utenti di pubblicare contenuti che «promuovono o celebrano comportamenti autolesionisti». Tra i comportamenti autolesionisti: l’anoressia, la bulimia, il procurarsi ferite, tagli, bruciature, il suicidio.

La decisione è stata innescata non tanto da un subitaneo interesse verso il Bene Comune, quanto da un articolo uscito due settimane prima sull’Huffington Post, che dipingeva un quadro apocalittico della situazione e identificava l’utilizzatore medio di Tumblr come un’adolescente femmina i cui due interessi-base sono cacciarsi un pugno in gola e condividere foto di ragazze molto secche taggandole con le parole “pro ana“, “pro mia“, “thinspo“. (Quest’ultima sta per thinspiration, ed è l’unica abbreviazione relativamente recente diffusa online: pro ana e pro mia circolano, come è stato fatto notare, fin da quando GeoCities era l’avanguardia.) I padroni di Tumblr hanno letto il pezzo, hanno, si immagina, risposto a migliaia di telefonate, e hanno pensato che fosse il momento di intervenire. Una cosa normale.

Bene, anche tralasciando chi s’è messo a urlare COS’E, CI VOLETE CENSURARE? COME I NAZISTI?, il panico scatenatosi intorno a questa scelta ha raggiunto tali dimensioni che i boss di Tumblr hanno dovuto precisare molto meglio cosa intendevano con «promuovere o celebrare» un certo tipo di comportamento. Stando alle nuove linee-guida, perciò, potranno restare aperti senza problemi blog come Confessions About Eating Disorders , che si propongono come spazi di discussione per chi soffre di questi disturbi, e raccolgono “segreti” su cibo, corpo e malattia sotto forma di brevi testi anonimi (uno stile popolarizzato da PostSecret e poi adottato da quasi ogni community dedicata a un singolo tema, serio o faceto); i blog che verranno segnalati come “inappropriati” e risulteranno davvero tali avranno un po’ di tempo per eliminare il contenuto ora proibito, e non saranno mai chiusi d’ufficio.

Lo stesso, il caso Tumblr crea un precedente. Là dove la maggioranza dei social network, nel chilometro di testo che voi firmate generalmente alla cieca, accept, accept, accept, inserisce clausole precise che proibiscono l’istigazione a reati violenti o gli insulti a sfondo razziale, i singoli social network si muovono con estrema lentezza quando si tratta di intervenire perché certe clausole non stanno venendo rispettate. Questo è il terreno per cui Facebook (nel 2008, se non ricordo male) fa chiudere i gruppi che invitano a dare alle fiamme campi nomadi nelle periferie del Nord-Est solo dopo che per mesi circolano petizioni tra gli utenti italiani, e poi, nel 2011, lascia aperti gruppi aventi come mission statement prendere le troie a calci nella vagina“, anche quando la notizia finisce sui giornali di tutto il mondo. (Confermando, in questo, le teorie secondo cui Facebook ha raggiunto la velocità di fuga e ora vaga nello spazio-tempo come le pare a lei, senza più sottostare a nessuna delle leggi fisiche che regolano la vita sulla Terra.) E chi voleva contestare la mossa di Tumblr ha trovato pane per i suoi denti, visto che, per dirne una, le immagini a contenuto pornografico non sono mai state bannate ufficialmente: è qui che il nostro amico James Deen ha fatto strage di cuoricini, e poi ha fatto piangere i giornalisti televisivi che lo accusavano di corruzione di minori.

Due cose, qui.

La fortuna di Tumblr si deve a tre suoi caratteri fondamentali (è gratis, è facile da usare, non ti chiede di usare il tuo vero nome), e a un quarto il cui impatto, forse, era stato un po’ sottovalutato: ci vuole meno di un minuto per caricare un’immagine e condividerla con gli altri utenti. E moltissimi account, su Tumblr, sono proprio questo. Rulloni di fotografie una via l’altra. Belle, brutte, medie, sciocche. Non ve ne rendete conto, perché, a meno che voi scegliate di seguire proprio questi utenti, ciascuno va avanti per la sua strada; forse avete notato un thinspo blog solo se qualche vostro amico aveva ripreso una delle loro immagini. (Magari commentando «beh, che schifo», o «ce n’è di gente strana». Non posso escluderlo.) Prendete The Pursuit of Pretty, il blog di una donna al primo anno di università che si dichiara «pronta ad avere il corpo dei miei sogni», e mette online foto di frammenti del suo corpo attuale (magro, per la cronaca) ripetendo «sono brutta, sono grassa, devo vomitare». Questa persona giorni fa si lamentava perché alcuni utenti avevano cominciato a trollare le anoressiche/bulimiche, taggando con “pro ana” foto che ritraevano fette di torta, pezzi di pizza, eccetera; e scriveva «smettetela di giudicare gli altri, pensate a quello che dovete fare VOI per essere felici». (Testuale. Controllate pure.)

In più, se c’è da stabilire cosa sia «esaltazione di uno stile di vita distruttivo» e cosa rientri in una discussione utile sull’argomento, le linee fanno presto a confondersi.

Un esempio. Alcolisti Anonimi, per citare quello che conosco direttamente, è un gruppo di auto-aiuto non moderato da alcun professionista della terapia, dove, certe volte, una maggiore influenza in termini etici e pratici ce l’hanno i veterani del programma; ma perché “il programma” funzioni è comunque previsto che tu prenda, ti vesta ed esca di casa, per andare in una stanza dove più o meno guardi in faccia altre persone. (Se non c’è una sede di AA nella tua città, ti attacchi.) Mentre le regole dell’auto-aiuto tra persone che hanno lo stesso problema, online, possono essere molto diverse.

In questo momento ho davanti il foto-diario di una donna che si presenta come «17 anni, non mi purgo da 83 giorni, non mi faccio del male da 1 giorno». Questa persona si considera malata, ma recovering, in via di recupero; per questa persona, parte del suo affrontare il problema sta nel condividere a ciclo continuo foto di braccia coperte di tagli.

Non metto il link al suo blog.

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