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15:59 mercoledì 18 marzo 2026
Hans Zimmer ha confermato che la persona che canta nel trailer di Dune 3 è proprio Timothée Chalamet Alcuni fan avevano riconosciuto subito la voce dell'attore, ma adesso è arrivata anche la conferma del compositore della colonna sonora del film.
L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.

Una giornata per essere clear

Cronache dall'inaugurazione della nuova, enorme sede di Scientology a Milano. Che atmosfera si respira al gran gala di una setta?

02 Novembre 2015

E se la via della fede fosse un viale? Viale Fulvio Testi, una delle principali arterie del traffico sull’asse Milano-Monza, in questa mattinata di sole e cielo terso ospita i seguaci italiani di Scientology, il culto religioso fondato da Lafayette Ronald Hubbard. L’occasione è l’inaugurazione della nuova ciclopica sede milanese dell’organizzazione, sita al civico 327, a due passi tanto dal Parco Nord quanto dal confine con Sesto San Giovanni. Per raggiungerla prendo la linea metropolitana M5 fino al capolinea Bignami, e sulla mia carrozza inizio ad accorgermi di un certo affiatamento tra gli altri passeggeri. Una coppia di mezza età in compagnia di una donna più giovane parla di «giornata storica», e una volta arrivati mi basta seguire il trio per qualche decina di metri per trovarmi di fronte all’edificio che stavo cercando.

Lo stabile in cui si trasferisce la «Chiesa di Scientology di Milano continentale», come si definisce ufficialmente, vanta una superficie di diecimila metri quadri, più del doppio dell’estensione della sede di Padova, la cui apertura qualche anno fa aveva già mobilitato gli scientologi del Belpaese. Edificato negli anni Sessanta, il palazzo è stato ristrutturato di recente ed è stato rilevato da Scientology tre anni fa, dopo essere appartenuto in passato a Philips e all’ormai defunta società informatica Sun. Le coccarde rosse che incorniciano la facciata severa, su cui spiccano già da qualche giorno le croci a otto punte simbolo della religione, le ho già viste in alcuni palazzi del potere cinese nel periodo passato a Pechino, e, altra consonanza, anche l’organizzazione e il servizio d’ordine dell’evento paiono particolarmente efficaci. In uno spiazzo usato da Atm come interscambio è stato allestito una specie di teatro en plein air, con molti posti a sedere (qualche migliaio, occhio e croce) e un palco con due schermi. Supero una piccola folla di curiosi intenti a fotografare la scritta «Chiesa di Scientology» sull’ingresso aggettante del compound ed entro in una prima zona transennata, al di là della quale un attento e nervoso servizio catering sta allestendo un banchetto. Scorgo salumi, formaggi, olive, salatini e tartine per adepti gourmet.

Una persona impressionabile e ingenua, capace di cedere alle lusinghe di una setta. Eppure, voi l’avete mai vista, una setta?

L’atmosfera è rilassata e gioviale. Se avete letto Going Clear. Scientology, Hollywood and the Prison of Belief (da qualche giorno edito in Italia da Adelphi col titolo La prigione della fede) o visto l’omonimo documentario che ha ispirato, potreste pensare che l’adepto di Scientology sia una sorta di automa pronto a credere acriticamente alle improbabili cosmogonie di Ron Hubbard e a dilapidare patrimoni in corsi che dovrebbero (teoricamente) portarlo a una condizione spirituale superiore. Una persona facilmente impressionabile e ingenua, insomma, capace di cedere alle lusinghe di una setta. Eppure, voi l’avete mai vista, una setta? Oggi a Milano il colpo d’occhio rivela persone di ogni estrazione: cinquantenni molto eleganti con famiglie al seguito, universitari in tuta sportiva, donne sui quaranta, coppie di anziani, qualche bambino. Tutti sembrano felicissimi di trovarsi qui e desiderosi di aumentare le proprie conoscenze: c’è chi presenta la sorella, chi chiede lumi sull’assenza del marito o dell’amico conosciuto anni fa. Si fanno commenti sul bel tempo, sull’affluenza; soprattutto si sorride molto. Se questa gente crede che in noi dimorino demoni malvagi che sono la causa ultima di ogni nostro problema esistenziale, osservandola tenderei a dargli torto.

sci
Via Twitter.

Per accedere ai posti a sedere bisogna attraversare un breve corridoio, anch’esso transennato e delimitato da due file ordinate di gazebo, dove il personale della Chiesa controlla la presenza dell’ospite nei registri degli invitati. Sui gazebo sono stati appesi fogli di carta recanti le scritte «Milano e Missioni» o «Torino Verona Modena», e gli accenti della folla di scientologi paiono effettivamente di provenienza disparata. Due adolescenti di aspetto mitteleuropeo mi superano di fretta parlando fra loro in inglese. Le parole di una bimba richiamata da un genitore rimasto al di qua della zona con le transenne spiegano la prassi a una signora che non comprende: «Vai lì [indicando i gazebo], dici come ti chiami e di che org sei, e ti danno il bollino». Le «org» sono le molteplici sezioni di Scientology, che negli anni ha saputo diversificare le sua attività in una vasta gamma di enti che vanno dalla Sea Org – fondata da Hubbard nel 1967 a bordo della flotta di navi con cui salpò per i mari di mezzo mondo, e oggi riservata agli alti funzionari; vi si accede firmando un contratto della durata di un miliardo di anni – alla Citizen Commission on Human Rights, un gruppo impegnato a combattere «gli abusi dei diritti umani» della psichiatria, una scienza particolarmente invisa ai seguaci.

Un gruppo di trentacinquenni si ferma a parlare con una conoscente, una coetanea che ha già completato l’iter di accredito. Con tono a metà tra il serio e il faceto, uno di loro accosta l’evento odierno all’inaugurazione del «palazzo Super Power», il Flag Bulding aperto nel 2013 a Clearwater, Florida, sfarzosissimo quartier generale scientologo, così ribattezzato per via dell’omonimo corso che porterebbe gli adepti di lunga data a sviluppare facoltà sovrannaturali. Qualcuno chiede se il centro sarà già «operativo» domani e gli viene risposto che basta aspettare il pomeriggio. Due uomini di mezza età parlano della vecchia sede di Scientology a Milano, quella nella zona di via Farini in cui, come un rappresentante della Chiesa avrebbe rivelato, i fedeli «non entravano più»: che fine farà? Molti dei mobili rimarranno lì, dice il primo, che spiega che aiuterà personalmente col trasloco. L’altro sa da fonti certe che David Miscavige, il venerato leader del culto nonché delfino di Ron Hubbard, ieri è stato avvistato nel parcheggio della struttura e interverrà sul palco. Al suo amico Milano non piace; non si trova a suo agio, dice: seguirà un corso nella sede di Copenaghen. Invidia all’interlocutore il suo essere entrato in Scientology qualche anno prima di lui, in un periodo per qualche motivo più indicato, e poi, con una metafora medica, si lamenta degli effetti di un programma che sta seguendo: «Se io ho bisogno della Vitamina A, tu non puoi darmi la Vitamina B».

Il rapporto dei fedeli con la loro comunità e i culti che officia sembra però entusiasta, e difficile da far collimare con quel complesso sistema di ricatti e controllo descritto da Wright e gli altri detrattori di Scientology. Perlomeno in superficie, s’intende. Mariangela (il nome è di fantasia), una donna bassa e robusta sulla cinquantina, racconta di essere entrata nella chiesa «quindici anni fa», e di non essersene mai pentita. Cosa ne pensa delle polemiche, del libro di Wright, del documentario Hbo? «Queste leggende circolano da sempre, servono ai giornali per vendere qualche copia e ai fuoriusciti famosi a fare soldi», risponde lei senza fare un plissé. L’intimità raggiunta nei nostri trenta secondi di conversazione non mi permette di farle domande più personali (quali attività frequenta nella sua org? E quanto ha speso per prendervi parte? Adesso si sente meglio?), ma Mariangela ha tutto l’aspetto di essere una persona felice. Dal palco parleranno rappresentanti dei vigili e del Comune, e anche un consigliere di Rifondazione comunista della Zona 9, il cui benvenuto chiamerà una piccata e un po’ dadaista precisazione da parte del segretario cittadino del suo partito: «Rifondazione comunista è abissalmente distante dalle pratiche manipolatorie della setta di Scientology».

Faccio un ultimo giro di ricognizione lungo il perimetro dell’edificio. Gli scientologi si accalcano anche vicino alle transenne della seconda entrata, quella più prossima all’ingresso della nuova sede. Un paio di operai si affrettano a fissare gli ultimi sostegni e mi chiedono una mano per far passare un laccio all’esterno della recinzione. Gli addetti di Protezione civile e Carabinieri pattugliano la strada sotto le loro pettorine, e uno di loro a un certo punto parla senza rivolgersi a nessuno in particolare: «È proprio una giornata meravigliosa», dice. Chissà se i clear venuti fin qui oggi se la stanno godendo più degli altri.

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