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22:27 giovedì 3 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Parr Vs Ceto Medio Inglese

Perché in Italia abbiamo molti difetti ma non l'inclinazione al totalitarismo

30 Settembre 2011

Cartoline a colori pubblicitarie: promuovono i villaggi vacanze “Butlin’s” il cui slogan è “Our true intent is all for your delight”, ossia più o meno Vogliamo davvero farvi godere. I villaggi vacanze Butlin nascono in Inghilterra nel secondo dopoguerra, dopo la fine del razionamento della carne e l’inizio del mito del benessere: nascono per garantire divertimento a ciclo continuo in una terra vessata dal maltempo. L’opposto del maltempo significa vacanze al coperto: sale da ballo, piscine, centri commerciali, bar a tema caraibico, sale da biliardo a perdita d’occhio; più qualche svago all’aperto per quando non piove: giostre, passeggiate, barchette e laghetti. Le cartoline promozionali, prodotte tra gli anni cinquanta e i settanta, ossia l’epoca d’oro dei villaggi “Butlin’s”, sono capolavori di staged photography: scattate da un numero di fotografi impiegati dall’azienda, ritraggono frotte di vacanzieri in un misto di caos e posa, di relax ed estetica concentrazionaria. Il libro, intitolato come lo slogan dei villaggi, “Our true intent is all for your delight” è curato da Martin Parr, esperto di nostalgia e di ceto medio, fotografo e curatore inglese dell’agenzia Magnum, che agli inizi della carriera ha lavorato nei villaggi vacanze. Nella prefazione racconta come all’inizio degli anni settanta avesse sottovalutato la bellezza di queste fotografie perché la fotografia seria era ancora in bianco e nero, e come poi dopo la mostra di William Eggleston al MOMA di New York nel 1976, sdoganatrice del colore, avesse riconsiderato con occhi nuovi il materiale di “Butlin’s”.

Che dopo la seconda guerra l’idea di vacanza per il ceto medio fosse proprio un campo di concentramento dove tutto è ben organizzato ed efficiente è il paradosso su cui si costruisce la fantascienza inglese. Ceto medio, ordine, ottusità, disciplina, svaghi e spirito conservatore. La fantascienza inglese è molto più in bilico sul presente rispetto a quella americana: Arancia meccanica, V for Vendetta, Tommy, Quadrophenia – sono opere in cui si racconta il gusto kitsch del ceto medio e il suo rapporto con un bisogno morboso di ordine, uniformità. Perciò questo libro di “Butlin’s” pure se parla del passato risulta per me, un italiano, una fotografia del futuro. Il motivo è quasi imbarazzante da ammettere: come italiano, non ho mai fatto esperienza di un ordine sociale soffocante, ma l’ho diciamo pure introiettato come mio futuro immaginario a forza di guardare fantascienza inglese. In verità non riesco a immaginare cosa si provi a provenire da una nazione così quadrata, così orientata a fare di ogni cittadino un ingranaggio di un meccanismo, da avere appunto come paura principale quella di un mondo troppo funzionante.

È paradossale essere italiani e amare la fantascienza occidentale. Lo vediamo naturalmente come nostro futuro, ma il futuro del controllo totalitario non si può inferire dal presente italiano. L’italiano che più si dichiara angosciato da un imminente futuro totalitario è il presidente del Consiglio, il che significa, direi, che non corriamo questo pericolo. Ogni volta che trovo un’opera d’arte che mostra il conformismo massificante degli inglesi o degli americani dovrei dirmi che l’Italia è troppo piena di tamarri individualisti con tatuaggi da pirata per poter mai organizzarsi e privarmi della libertà. Dovrebbero privare di libertà i tamarri in scooterone, prima di arrivare a me. E sono troppi. Ogni problema che abbiamo in Italia viene dal contrario del totalitarismo: dallo Particulare. Dal feudalesimo, dall’individualismo, dalla famiglia nucleare, dalla mentalità da clan, dal non avere il sentimento del pubblico ma solo del privato. Gli unici momenti in cui mi sento osservato dal panopticon li provo alla dogana all’aeroporto JFK e in giro per il centro di Londra, con tutti i microcartelli che mi dicono cosa fare e non fare e con tutte le telecamere. Cosa c’è in gioco quando un italiano informato e antinazionalista guarda V for Vendetta o sfoglia il libro di Martin Parr sull’universo concentrazionario del villaggio vacanze “Butlin’s?” Cos’è, odiamo così tanto l’Italia che quasi vorremmo ereditare i problemi degli altri?

Martin Parr racconta (nell’introduzione al libro, scritta peraltro con un’eleganza e un’economia di parole e immagini invidiabile) che l’idea dei villaggi vacanze è del 1936 ma che vennero aperti dopo la fine della guerra perché durante il conflitto vennero messi a disposizione dell’esercito. Una volta aperti al pubblico pagante, i villaggi conservarono alcune caratteristiche militaresche, come la chiamata a colazione via altoparlante o il servizio d’ordine per non far entrare villeggianti abusivi, visto che all’interno era tutto gratis. In compenso, l’esercito inglese di sicuro non aveva il concorso di bellezza per anziane “Glamorous Grannies”.

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