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C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.

Foto da spiaggia

Le fotografie di Olivo Barbieri delle spiagge adriatiche in mostra a New York: un punto di vista impossibile per l’occhio umano sulle adunate acquaginniche.

17 Marzo 2016

In Italia la parola spiaggia porta con sé significati diversi. È, innanzitutto, un significante che non comprende la semplice distesa di sabbia spianata, portata dall’uomo e dagli enti turistici regionali o ministeriali, oppure dalla pazienza imperturbabile delle maree. La parola spiaggia è una scatola di ricordi in cui trovare le immagini del mare; delle stuoie di legno degli anni Ottanta o Novanta, degli asciugamani, dei lettini e sedie sdraio e ombrelloni; delle docce pubbliche di acqua dolce; dei chiringuiti sulla spiaggia, quando presenti; dei paperback con le copertine smunte e rotte dal sale. Tutte queste immagini, se assemblate in modo diverso, danno significati, a loro volta, estremamente diversi. C’è poi una cosa che, più di ogni altra, condiziona l’immagine mentale della spiaggia: la presenza, o meno, degli stabilimenti organizzati.

Ho ricevuto la mia educazione marittima in Liguria, vale a dire: ogni giugno, luglio, agosto, da zero a diciotto anni, ho trascorso le mie estati a Moneglia, nel Levante ligure. Le spiagge di questa regione sono, per la maggior parte dei casi, attrezzate. Gli stabilimenti, e gli ombrelloni e i lettini e le staccionate dei diversi colori, sono un elemento estetico primario per chi pensa alla spiaggia ligure. Lo stesso avviene sulle coste romagnole, da Vasto a Ravenna, ancora più vaste, uniformi, edificate, esteticamente lontanissime sia da quelle più iconiche del Sud, ma anche da quelle selvagge e dunose della Toscana. Chi abbia frequentato le spiagge attrezzate e uniformizzate avrà familiarità con i tristi riti della ginnastica in spiaggia. Sono sessioni di aquagym, o «risveglio muscolare», o aerobica, o balli dai nomi tropicali, da svolgersi nelle acque più basse, in presenza di istruttori o istruttrici abbronzati e fluorescenti, stipendiati dal “villaggio” o dallo stabilimento balneare presso cui si è preso in affitto l’ombrellone. Chi abbia familiarità con la sola vista di tali attività conosce le sensazioni che questi flaccidi reggimenti danzanti riescono a comunicare: la mortalità, in un’essenza quasi purissima.

Olivo Barbieri, fotografo italiano ed emiliano, ha scelto un punto di vista insolito e impossibile per l’occhio umano, per disumanizzare le adunate acquaginniche rendendole miniaturizzate, a tratti virtuali. Ha scattato queste fotografie da un elicottero, nel tratto tra Vasto e Ravenna, intervenendo poi in post-produzione sul colore del mare, reso blu e piatto, nell’intenzione di trasformarlo in un blu archetipico, nel blu a cui tutti pensano, quando pensano al mare. L’effetto disumanizzante è aumentato da alcune fotografie in cui ai piccoli umani sono state sostituite minuscole silhouette bianche, come in un rendering di architettura. In cui le masse sono plastiche e artificiali, statuine colorate di colori pastello in movimenti innaturali. Il contrario delle masse umanissime a mollo nelle acque basse dell’Adriatico, forse. O forse no.

La mostra Adriatic Sea (staged) Dancing People è attualmente in corso alla Yancey Richardson Gallery di New York. Lo sarà fino al 19 marzo.

Tutte le immagini: © Olivo Barbieri, Courtesy of the Artist and Yancey Richardson Gallery
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