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16:32 lunedì 30 marzo 2026
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.
KitKat ha confermato che il furto di un camion con 12 tonnellate di KitKat avvenuto in Italia è una notizia vera, è successo davvero Mentre parliamo, c'è qualcuno, da qualche parte in Europa, che sta nascondendo 413.793 barrette di KitKat a forma di macchina da Formula 1.
Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.
Trump ha detto in maniera molto chiara ed esplicita che vorrebbe prendersi il petrolio iraniano Ma ha anche aggiunto che ci sono degli «scemi» negli Stati Uniti che glielo stanno impedendo. Non ha chiarito chi siano questi scemi, però.
Il reboot cancellato di Buffy si è rivelato uno dei peggiori disastri della storia della tv americana La cancellazione della serie reboot è una sconfitta per tutti: Disney, la regista Chloé Zhao, Sarah Michelle Gellar, e soprattutto i fan.
Stando alla ricostruzione della Questura di Roma, il “controllo” a Ilaria Salis prima della manifestazione No Kings è stato fatto perché nessuno aveva capito che si trattava di quella Ilaria Salis Il controllo all'europarlamentare è durato circa un'ora, tanto è stato necessario perché gli agenti si accorgessero di chi avevano davanti.
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 12.000 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».

Due app per capire chi sei

Due app per riflettere (giocando) sul ruolo di uomo e fruitore nella società dei consumi

25 Maggio 2012

Logosquiz

Ogni schermata offre sedici loghi da cui sono stati tolti – qualora facessero parte dei loghi – i nomi estesi. Del logo Camper, rimangono solo la M e la P, di altri – Kraft è il primo che mi viene in mente – è tolta ogni lettera. Lo scopo è capire di che marchio si tratta scrivendone il nome esatto su un’altra schermata. In caso di difficoltà si possono usare i crediti guadagnati azzeccando per sbloccare tre indizi a logo. I marchi sono qualche centinaio. Non credo sarò in grado di finirlo: ci sono aree del capitalismo che non conosco bene, al di là di compagnie aeree, banche, abbigliamento sportivo, automobili e cibo spazzatura.

Come appare il mondo occidentale agli occhi di un alieno? Una strada, una rivista, un sito pieni di marchi contengono un’abbondanza di informazioni emotive. La compattezza dei loghi permette di evocare gran quantità di esperienze personali. Il baffo della Nike – le partite di calcetto e le serate a ballare; il logo Durex, da quando sono adolescente – l’esperienza dell’amore; la scritta Fender – il sogno del rock and roll; i loghi delle compagnie aeree – il coraggio di salire su un volo intercontinentale. Ma sono della generazione che ha letto la prima edizione di No Logo durante gli anni della formazione ed ero pronto ad avere una reazione di disgusto divertito al diluvio di loghi che Logosquiz prometteva. Quel che non mi aspettavo – e che il ricatto mnemonico dell’idea del gioco mi ha imposto – è quella strana forma di sete di conoscenza che ho avuto giocando a scoprire i loghi. Una parte del mio cervello non era soddisfatta di avere una conoscenza soltanto vaga della maggior parte dei loghi che pensavo di conoscere. Il mio cervello ha dimostrato di volerli imparare. Il fatto di dover scrivere il nome esatto, altrimenti non vale, altrimenti ti concede solo un cerchietto con dentro il simbolo per “simile”, mi ha mostrato che una parte di me tiene molto alla parte mondana di me che conosce le marche, i servizi offerti, le pubblicità, il lavaggio del cervello. Non so ancora cosa fare di questa scoperta, ma è una scoperta.

Score! Classic goals

La campagna pubblicitaria della Rai per gli Europei di calcio di quest’estate è ingegnosa: sovrappone su scene affollate di gente per strada le tracce delle azioni che hanno portato a gol famosi dell’europeo. Mi è rimasta fatalmente impressa la scena di uno che cammina verso il banchetto di un fioraio: il tracciato sovraimpresso di passaggi e tiro trasforma il quadretto nell’azione che ha portato Trezeguet – qui interpretato dal ragazzo di fronte al fioraio – a segnare il Golden Gol di Euro 2000 nella porta di Toldo – qui il banchetto del fioraio.

È impossibile dimenticare quel gol. Score! Classic goals è un’applicazione che si basa sulla passione per i gol segnati nelle grandi competizioni, quelli per cui abbiamo sofferto o esultato. Vediamo il campo da gioco, ripreso dall’alto come fosse una simulazione di calcio come altre, ma l’unica cosa che dobbiamo fare è tracciare col dito sullo schermo dell’iPhone i passaggi e il tiro, così come ci sono stati ricordati da una schermata precedente in cui sono disegnati come sopra un foglio per gli schemi. Dopo che abbiamo tracciato sul campo della simulazione i passaggi giusti, il gioco ci fa vedere le vere traiettorie e misura l’approssimazione con cui le abbiamo riprodotte col dito. Se l’azione prevede diversi passaggi e poi il tiro, la simulazione si ferma all’inizio di ogni tocco, per farcelo tracciare, poi si riattiva per mostrarci il vero passaggio o tiro, e si procede così fino alla conclusione dell’azione.

È veramente un gioco per feticisti. Per arrivare ai singoli quadri si scelgono i gol da un album di figurine che va completato. Score! Classic goals sembra volerci proporre a un ennesimo grado di coinvolgimento il rapporto che abbiamo con il calcio: il calcio si guarda in tv, poi si gioca, poi si simula sulla PlayStation, poi si posta su Facebook, e ora questo: ora si celebra il rapporto da spettatori con un gol importante, ricopiandolo.

Forse non avrei avuto una reazione così forte alla scoperta di questo gioco se non avessi scoperto contemporaneamente Logosquiz. Presi insieme, i due giochi sembrano come una richiesta di fedeltà da parte di quegli aspetti della cultura dei consumi che sento più vicini: il puro marchio, legato alla vendita al dettaglio; e il calcio, per cui tanti soldi e tante ore ho speso, più che per qualunque altro prodotto del capitalismo tranne forse la musica.

L’appello di questi due giochi alla memoria, con il suo ricatto morale, mi fa pensare a quella pubblicità di qualche anno fa in cui l’associazione italiana marchi tentava di commuoverci rappresentando la vita di un consumatore, mostrando come i marchi facessero parte della sua storia. Era facile resistere a quella pubblicità, perché andava solo guardata, mentre questi due giochi ti costringono a funzionare su un piano diverso, a calare le difese per ottenere i punti, e solo alla fine di dimostrano quanto ci sei dentro, qualunque sia la tua posizione formale, esplicita, sull’argomento.

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