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16:12 venerdì 23 gennaio 2026
Oltre 800 artisti hanno lanciato un appello per chiedere che la repressione delle proteste in Iran sia trattata come un crimine contro l’umanità Tra i firmatari ci sono anche Shirin Neshat, Jafar Panahi Juliette Binoche, Marion Cotillard e Yorgos Lanthimos.
Arctic Monkeys, Pulp, Blur, Fontaines D.C., Depeche Mode, Cameron Winter, King Krule, Wet Leg, Anna Calvi: l’album Help 2 è il sogno realizzato degli amanti dell’indie E questi sono solo alcuni degli artisti e delle band riuniti dalla War Child Records per questo album di beneficenza che uscirà il 6 marzo.
Jeremy Strong è talmente fan di Karl Ove Knausgård che lo ha anche intervistato per Interview I due hanno parlato del nuovo romanzo di Knausgård ma soprattutto di quanto entrambi odino essere famosi.
A Davos gli Stati Uniti hanno presentato il piano per la costruzione di “New Gaza” ed è peggio delle peggiori aspettative Si è parlato molto di grattacieli e appartamenti di lusso affacciati sulla costa, molto poco, quasi per niente del futuro di istituzioni e popolo palestinese.
Cameron Winter dei Geese ha tenuto un concerto a sorpresa a un minuscolo evento di beneficenza per Gaza Si è esibito per 250 fortunati e ignari spettatori al Tv Eye di New York, presentandosi pure con un nome falso, Chet Chomsky.
La comunità scientifica è strabiliata da una mucca che ha imparato a usare una scopa per grattarsi La mucca si chiama Veronika, ha 13 anni, vive in Austria ed è il primo esemplare di bovino a dimostrare questa capacità con scientifica certezza.
Dopo quattro anni di silenzio, finalmente è uscita una nuova canzone degli Arctic Monkeys Fa parte dell'album benefico di War Child Records che uscirà a marzo e che, oltre a riunire band e artisti strepitosi, vanta la collaborazione di Jonathan Glazer.
Metà delle città più popolose del mondo sono a rischio siccità perché consumano più acqua di quanta ne abbiano L’analisi mostra livelli critici di stress idrico in molte metropoli. In Italia Roma, Napoli e l'intera Sicilia sono già in fascia rossa.

Twitter, Facebook e il mondo arabo

11 Giugno 2012

È passato poco più di un anno dalle rivolte egiziane chiamate, grazie a una gentile concessione della toponomastica, “di piazza Tahrir”. Si parlò – ed è nozione diffusa a tutt’oggi – dell’enorme importanza dei social network, Twitter in primis, tra i rivoltosi, e la scoperta di un’utilità veramente ” sociale” dei social network colpì il mondo dell’informazione.

Due infografiche prodotte da Khaled El Ahmad, blogger giordano, mostrano quanta “sensazione” fosse presente in quegli entusiasmi, e dicono chiaramente che la diffusione nei paesi arabi di social network è ancora piuttosto embrionale. Soltanto lo 0,26 % della popolazione egiziana è attiva su Twitter, ad esempio (e lo 0,1 % di quella tunisina, e lo 0,04 % di quella siriana). Dal nord Africa al Medio Oriente, invece, stupirà constatare come il paese in cui è maggiore l’abitudine “al cinguettio” è il Kuwait,  con il 9 % circa della popolazione. Facebook è invece estremamente più popolare, e tocca il picco del 36 % negli Emirati Arabi Uniti.

Cliccate sulle immagini per visualizzarle nella loro completezza.

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