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17:29 venerdì 24 aprile 2026
Su YouTube è stato pubblicato Giorni di gloria, il primo film italiano a raccontare la Resistenza Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
Sta per uscire il nuovo album di Thomas Bangalter dei Daft Punk ed è di nuovo la colonna sonora di un balletto Si intitola Mirage: Ballet For 16 Dancers e uscirà il 5 giugno. Nell'attesa, se ne può ascoltare già un pezzettino su YouTube.
La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.
Il prezzo dei preservativi aumenterà (almeno) del 30 per cento a causa della guerra in Medio Oriente Lo ha detto una fonte abbastanza attendibile: Goh Miah Kiat, il Ceo di Karex, il più grande produttore di preservativi del mondo.

I droni fanno più paura dei Google Glass

17 Aprile 2014

La cosa più “inquietante” che sta capitando intorno a noi non è la diffusione di device che registrano a ruota continua di informazioni e fanno di noi delle specie di cyborg (tipo gli occhiali di Google), bensì i droni. Questa, almeno, è l’opinione degli americani registrata da uno sondaggio recente del Pew Research Center’s Internet Life Project, che ha indagato sull’attitudine delle persone nei confronti del futuro della tecnologia.

Tra i dati che emergono, un generale ottimismo nei confronti della tecnologia. Circa il 59% degli americani infatti ritiene che la vita stia “principalmente migliorando” grazie ad essa, mentre meno di un terzo, circa il 30%, crede che stia “principalmente pegggiorando”.

Esistono però alcuni sviluppi – o, meglio, alcune prospettive di sviluppo, visto che l’indagine tocca sia nuove tecnologie che si stanno già diffondendo e la prospettiva di altre non ancora diffuse – che inquietano le persone. L’idea che un domani i genitori possano “alterare il Dna” della propria prole non piace al 66% degli intervistati.

L’idea che lo spazio aereo sia aperto a droni privati spaventa una percentuale simile di persone, il 63%, mentre device sul genere Google Glass non piacciono soltanto al 53% degli americani (nota: a differenza delle alterazioni del Dna, la diffusione dei droni e device che registrano informazioni è una realtà).

L’attitudine generale nei confronti della tecnologia viaria a seconda dell’età, genere e titolo di studio… ma non sempre nel modo che ci si attenderebbe.

Per esempio non è vero che gli anziani sono più diffidenti nei confronti della tecnologia rispetto ai giovani: la fascia d’età più preoccupata dai risvolti tecnologici è quella dei 30-40enni, mentre i ventenni dichiarano esattamente lo stesso livello di preoccupazione degli ultrasettantenni. I laureati sono molto più ottimisti sulla tecnologia dei diplomati e le donne lo sono molto meno degli uomini.

(via)

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