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19:38 venerdì 14 agosto 2026
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Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.

Come evitare il contatto visivo in ascensore, in un videogioco

09 Dicembre 2013

Lo spazio più piccolo della nostra quotidianità, l’ascensore, è anche uno dei più “difficili” da gestire per l’essere umano, per il suo inconscio e il suo istinto. Sulla “psicologia dell’ascensore” sono stati scritti saggi e molti articoli, e alcuni esperimenti sono stati realizzati con scimmie come protagonisti per cercare le analogie tra il loro comportamento e il nostro.

Oggi, in ascensore, il riflesso è automatico: smartphone in mano, sguardo fisso sullo schermo. Ieri era diverso: solitamente si guardava in basso, o parti del proprio vestito, o il soffitto. Negli Stati Uniti, dove l’indicatore del piano è posto sopra la porta di ingresso, in alto e in posizione centrale, si fissa quel punto, tutti insieme: è posizionato lì apposta, per attirare gli sguardi.

Leggi anche: A che piano, scusi? – Viaggio nello spazio più ristretto della quotidianità, gli ascensori: tra etichetta non scritta, inquietudini più o meno consce, evoluzione ed estetica.

Evitiamo il contatto visivo tra di noi per un ancestrale istinto di sopravvivenza: riconosciamo inconsciamente un incrocio di sguardo come una minaccia. Esperimenti fatti con macachi chiusi in gabbie piccole e quadrate hanno mostrato lo stesso comportamento: si guardano attorno, ma tentano in tutti i modi di guardarsi vicendevolmente.

Una studentessa del Royal College of Art di Londra, Rachel Knoll, ha sviluppato un videogame (che per ora è soltanto un progetto, e non è scaricabile o acquistabile) proprio per simulare questo comportamento: riscoprire le tattiche per sviare lo sguardo in ascensore, senza l’aiuto dello smartphone.

Il gioco, Avoidance Training, utilizza la telecamera del computer per riconoscere il movimento del volto del giocatore, che può (anzi, deve) evitare di incrociare gli occhi degli altri passeggeri, che salgono e scendono a ogni piano. Oppure arriverà il momento del Game Over. Secondo Rachel, il gioco da un lato mette in luce l’assurdità del nostro comportamento “asociale”, e dall’altro insegna alla generazione-smartphone qualche vecchia abitudine o tattica che si è andata perdendo nel tempo. Come spazzolarsi un blazer, o sistemare il nodo della cravatta, senza che ce ne sia bisogno. Così, giusto per evitare lo sguardo altrui.

(via)

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