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12:44 lunedì 16 marzo 2026
A Sean Penn importa così poco di aver vinto l’Oscar che non si è presentato alla cerimonia e non ha mandato nessuno a ritirare il premio al posto suo «Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.

Ben Smith tra Politico, Twitter e il blog dell’era post-blog

07 Novembre 2011

Appena tre anni fa, nel 2008, un blog sembrava lo strumento perfetto per seguire una continuous news come le elezioni presidenziali statunitensi. Ben Smith, firma del quotidiano Politico, ha seguito quei mesi di passione (lo scontro finale tra Obama e McCain, il fattore Palin) dal blog ospitato nel sito del giornale. Un lavoro unico che gli ha fatto guadagnare il titolo di «padre del blog politico-giornalistico» – conquistato nel campo anche durante le sue esperienze precedenti, al New York Daily News e il New York Observer – e che ha fatto la fortuna della testata, che dalla sua fondazione (2007) aveva scelto l’approfondimento e le cronache da Capitol Hill come suo punto di forza. Il blog di Smith era tra le armi più potenti e note a disposizione di Politico. Una miniera di scoop e rivelazioni, pubblicate in tempo reale sul sito, un tesoro online che aiutava anche le vendite del cartaceo.

Tre anni dopo, però, tutto è cambiato. Il blog è diventato uno strumento lento e pesante, se paragonato a Twitter, nuova icona dell’istantaneità online. Ben Smith se ne è accorto e ai primi di settembre ne aveva parlato con Adweek:

Sin dai primi giorni della campagna 2008, Smith si è distinto per essere il primo ad arrivare sulla notizia. (…) Ma da allora molte cose sono cambiate. Secondo Smith, «Twitter sta succhiando la vita ai blog»: «Mentre un tempo i lettori riaggiornavano il mio blog per controllare le mie ultime notizie, ora stanno su Twitter».

L’intervista-sfogo continuava in una sorta di lamento professionale e umano: il giornalista definiva il suo lavoro «incredibilmente old school», stupendosi di come in appena tre anni quello che sembrava la Ferrari del giornalismo online si fosse tramutato in una Duna. Come fare? Abbandonare il blog e convertirsi in toto a Twitter? Impossibile: come fare a dare una notizia (spiegandola) in 140 caratteri?

Il problema non era solo di Smith ma di Politico.com (oltreché di molti altri giornalisti e blogger), che sulla formula-blog aveva basato il suo successo. A quanto pare, però, una soluzione è stata trovata. Di che si tratta? Di una cosa che al momento non ha ancora un nome («Come li chiamiamo?», si è chiesto lo stesso Smith, «Canali? Verticali? Pagine? Non ho ancora trovato una parola che vada bene») ma che, come ha annunciato il giornalista dal suo rinato diario online, si affaccia nell’era del post-blog.

Il vecchio e polveroso blog politico personale ha avuto bisogno di alcuni aggiornamenti. Twitter ha rimpiazzato i blog personali come spazio per la conversazione politica, liberandomi dal dover scrivere di ciò di cui tutti stanno parlando in tempo reale, e spingendomi verso scoop e approfondimenti. Altri blogger di successo – da Andrew Sullivan a Michelle Malkin, da Chris Cillizza a Ezra Klein — hanno dovuto istituzionalizzare il loro lavoro, assumendo personale e formalizzandosi per migliorare il proprio servizio al pubblico.

Lo staff che aiuterà Smith e il suo blog è composto da Emily Schultheis, reporter di Politico e Dylan Byers, ex di Adweek e autore dell’intervista-lamento pubblicata dal magazine a settembre.

Tre persone al posto di una, per ridare vita a un genere un po’ in crisi. E non è un caso che la ristrutturazione arrivi alle porte del 2012, anno delle prossime presidenziali Usa. Nella scorsa tornata elettorale Obama e il blog di Ben Smith trionfarono; oggi sono entrambi in difficoltà ed entrambi si sentono in dovere di non sprecare il lavoro fatto fino a oggi.

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