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05:28 domenica 9 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

George Widener

22 Marzo 2019

George Widener ha 51 anni ed è affetto da Sindrome di Asperger, un disturbo della personalità imparentato con l’autismo. In tempi politicamente meno corretti alcune persone colpite da questa sindrome venivano chiamate idiots savants, idioti sapienti, poiché presentavano una o più capacità prodigiose accompagnate a una certa difficoltà nell’esecuzione di compiti semplici. Widener è una di loro. Può passare un intero pomeriggio ciondolandosi seduto sul bordo del proprio letto ma a chi domanda il giorno della settimana in cui cadeva la terza defenestrazione di Praga (23 maggio 1618) risponde senza esitazioni: «Era un mercoledì». Non lo ha studiato, lo ha calcolato lì per lì. Quello che a una persona nella media porterebbe via un paio di minuti, persino con una calcolatrice alla mano – ammesso che conosca il procedimento corretto – per lui è un no brainer. Tre anni fa il suo cervello ha battuto in una gara di velocità un ex ingegnere della NASA armato di un laptop caricato ad algoritmi.

Fin dall’infanzia Widener ha sviluppato un rapporto intimo con le date. Praticamente – dice – non calcola, vede. È in grado di affermare su due piedi che giorno della settimana sarà il 9 settembre 9999 o era il 7 luglio 777,  memorizzare fatti con una precisione impressionante e ricostruire ricorrenze e analogie tra date ed eventi distanti secoli tra loro. Il caos della Storia per lui è una stanza ordinata in sette cassetti: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica. In quest’ultima sconsiglia di volare: molti incidenti. Il venerdì non è un buon giorno in generale: frequenza di catastrofi.

Widener è nato a Cincinnati in Ohio, secondo figlio di una coppia disastrata degli Appalachi: il padre muore giovane, la madre è un’alcolizzata con cinque figli avuti da cinque uomini diversi. La nonna – ha ricordato lui stesso in un’intervista – è stata la prima a intuire l’attrazione di George per i calendari: a 6 anni amava già combinarne le date secondo criteri di affinità numerica o coincidenze storiche. Purtroppo, per lungo tempo sua nonna è stata anche l’unica persona ad apprezzare e comprendere le peculiarità di questo talento e così, con gli anni, lo scollamento tra il caos del mondo esteriore e il suo bisogno interiore di trovare un ordine ha scavato una voragine, rendendo Widener pressoché disabile per tutta la gioventù. Un documentario della BBC di pochi anni fa ce lo mostra a Time Square, di fronte al billboard su cui scorrono gli indici del Nasdaq. È l’immagine di una persona che sta soffrendo, sopraffatta dalla sua stessa pressione compulsiva. La rapidità e la quantità di quei numeri sono troppo anche per lui, non ne regge il passo e tuttavia la necessità di sminuzzarli lo segue come un’ombra. È una sequenza che riassume tutta la prima parte della sua vita.

Per la maggior parte del tempo GW non riesce a pensare ad altro che a cifre e date, così maniacalmente e intensamente che spesso gli è impossibile fare qualsiasi altra cosa. È la vecchia storia del talento che si trasforma in una maledizione. Tra i 25 e i 40 anni vagabonda, per l’America prima e l’Europa poi, sopravvivendo come può tra lavori saltuari ed elemosine. Di giorno frequenta le biblioteche e manda a memoria nozioni scovando curiose correlazioni tra eventi storici legati da fili logici invisibili a chiunque non abiti nella sua testa, mentre di notte dorme per strada o in rifugi per senzatetto. Quando ritorna a Cincinnati per tutti è un pazzo su cui pesa una frettolosa e incompetente diagnosi di anni prima. Dice “schizofrenia” e lo porta a isolarsi sempre di più nel suo mondo di calendari. Il 2000 è la data che gli cambia la vita. Uno psicologo si interessa al suo caso: il paziente non è schizofrenico ma “soltanto” affetto da sindrome di Asperger. Widener smette di sentirsi un reietto pericoloso per sé e per gli altri e inizia a definirsi con orgoglio un “high functioning calendar savant“. Un giorno, nel 2006, incontra Kim Peek, un autistico in grado di leggere due libri contemporaneamente e ricordarli a memoria parola per parola ma incapace di vestirsi senza l’aiuto di un’altra persona. È la persona che ha ispirato il personaggio di Dustin Hoffman in Rain Man. Da quel momento Widener capisce di fare parte di una tradizione di maghi del sapere e fa una cosa che non aveva mai fatto prima: mostra a qualcuno i suoi disegni. Sono anni che ne realizza su fazzoletti di diner e bar che poi incolla gli uni agli altri per ottenere una tela completa.

Domenica scorsa sono stato all’Hamburger Banhof, un importante museo di arte contemporanea di Berlino. È la quarta volta che lo visito in anni diversi ma era soltanto la prima per la persona che era con me. Così abbiamo ripercorso insieme gli spazi dedicati alla collezione Marx, che raccoglie monumentali lavori di Beuys, Warhol, Twombly, Kiefer e Rauschenberg fino alle mostre in corso dei due Martin: Kippenberg e Honert. Alla fine abbiamo salito le scale alla sinistra dell’uscita e ci siamo trovati di fronte a una sala piena di quelli che da lontano parevano antichi papiri su cui convivevano tutti i media e i registri grafici immaginabili: dagli stampi allo stencil, dalla scrittura cuneiforme fino ai caratteri digitali, e poi mappe di megalopoli immaginarie e planimetrie estremamente dettagliate di mezzi di trasporto realmente esistiti, navi e aerei. I minuscoli caratteri cuneiformi però non erano caratteri. In realtà erano numeri e date. Gli stencil non erano serigrafati, i caratteri digitali non erano stampati. In realtà erano disegnati. Tutto era insieme arcaico e futuristico. Sembrava il compendio visivo, naif ed estremamente dettagliato allo stesso tempo, di una civiltà sul punto di essere assorbita da una intelligenza superiore. In realtà era la prima mostra personale di George Widener al di fuori dagli Stati Uniti.

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