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13:44 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

Forse sbirciare la fine di un libro non è sbagliato

20 Aprile 2017

In una della battute più celebri di Harry, ti presento Sally, Harry spiegava: «Quando compro un nuovo libro, come prima cosa leggo l’ultima pagina. Così, nel caso dovessi morire prima di completarlo, saprò come finisce la storia». Fuori dalle commedie di Nora Ephron, tuttavia, sbirciare la fine di un libro prima del tempo è considerata una pratica stupida e poco elegante, uno spoiler auto-inflitto che denota poco rispetto per la letteratura (a dire il vero anche Harry, nel film, si riferiva a questo vezzo come al suo «lato oscuro»). La giornalista Danuta Kean, che scrive di libri per il Guardian, tuttavia, confessa non solo di sbirciare quasi sempre la fine di un libro appena comperato o ricevuto, ma sostiene anche che la pratica ha una doppia utilità: evita di leggere libri dalla fine deludente, e poi, per paradosso, aiuta ad apprezzare meglio la qualità di un’opera letteraria.

Kean, che ha dedicato un articolo all’argomento, spiega che questo suo vezzo ha avuto spesso il risultato di offendere gli autori che recensiva: «Dal loro punto di vista saltare alla fine implicava una mancanza di fiducia nella loro visione, un fallimento nel comprendere l’opera di ingegneria e l’abilità che si nascondono nell’organizzare una trama. Tuttavia, per me, è il contrario». La giornalista sostiene che, proprio perché, secondo lei, gestire la conclusione di una storia è la parte più delicata nella costruzione di una trama, dare subito un’occhiata al finale di un libro permette di rendersi conto della solidità di un racconto molto più di quanto non sia possibile leggendone l’inizio.

Soprattutto, prosegue Kean, quando un libro è ben scritto, conoscerne il finale non toglie nulla all’esperienza della lettura: «Sapere ciò che accade nelle ultime pagine non indebolisce il piacere di leggere un libro, semmai lo aumenta». L’autrice dell’articolo attribuisce questo fenomeno al fatto che la trama, in fondo, non è poi così importante, ma «è soltanto una scusa per una buona scrittura». In realtà, tuttavia, alcuni studi psicologici, di cui aveva parlato il Guardian in passato, che gli spoiler, per paradosso, permettono di seguire meglio la trama di una storia: il conoscere un finale, infatti, è un buon espediente cognitivo per concentrarsi meglio sugli sviluppi di una vicenda complessa, dandoci la capacità di immagazzinare informazioni che andrebbero perse a causa della suspence.

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