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CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

La stampa Usa sta ripetendo con Trump l’errore fatto con Hitler e Mussolini?

14 Dicembre 2016

In questi mesi si sta parlando di come coprire giornalisticamente l’elezione di Trump e l’ascesa di altre forze o leader ritenuti estremisti: è giusto “normalizzare” l’immagine di The Donald, ora che è stato eletto presidente, oppure sdoganarlo rischia di condonare le sue posizioni razziste? In questo contesto, il magazine dello Smithsonian ha dedicato una retrospettiva al modo in cui la stampa americana ha coperto l’ascesa di Hitler e Mussolini negli anni Venti e Trenta.

Lo storico John Broich nota che, all’indomani della Marcia su Roma, il Duce è stato a lungo «il cocchino della stampa americana, nonostante riflettesse ben poco i valori americani»: infatti, riferisce lo studioso, il suo nome compare in ben 150 articoli tra il 1925 e il 1932, «per lo più in tono neutrale, positivo, o divertito». Il Saturday Evening Post ha pubblicato una biografia a puntate del dittatore fascista, mentre il New York Times l’aveva lodato per avere stabilizzato la situazione politica in Italia. Tuttavia alcune testate, come il New Yorker e Harper’s, nonché penne del calibro di Ernest Hemingway, si sono rifiutati di normalizzare la sua immagine.

Benito Mussolini Adolf Hitler

La relativa popolarità di Mussolini durante i primi anni del Ventennio, prosegue lo storico, ha avuto anche l’effetto di favorire l’ascesa di Adolf Hitler in Germania, che fu soprannominato “il Mussolini tedesco” (e in più dalla sua aveva aver vinto le elezioni). In alcuni casi, certo, la stampa era critica: «Ma il modo principale di attaccare Hitler era ritrarlo come una specie di clown. Era una macchietta “senza senso” che urlava “parole folli”», scrive la rivista.

Inoltre Newsweek l’aveva deriso per la sua somiglianza con Charlie Chaplin, descrivendolo come «una caricatura», «insicuro» e «volubile». Il Washington Post aveva liquidato i suoi seguaci come «elettori facilmente impressionabili». Tuttavia, nota Broich, verso la fine degli anni Trenta la maggior parte delle testate americane avevano iniziato a capire di avere commesso un errore nel sottovalutare Hitler e Mussolini.

Nelle immagini: Mussolini, Hitler e Chamberlain a Monaco, 1939 (STAFF/AFP/Getty Images); Hitler e Mussolini in visita a Firenze, 1938 (Keystone/Getty Images)
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