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05:21 martedì 7 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Zsa Zsa, la pioniera

È morta a 99 anni nella sua villa a Bel Air, ungherese, nove matrimoni, attrice nell'Infernale Quinlan, "famosa per essere famosa", ha precorso il kardashismo.

19 Dicembre 2016

Alla fine è successo. È prematuramente scomparsa Zsa Zsa Gabor, ieri, nella sua villa, come si vuole di Bel Air, a 99 anni. Era stata fondata nel 1917, si era sposata nove volte, aveva affidato ai posteri massime di realpolitik nuziale: «Non ho mai odiato un uomo così tanto da ridargli indietro i diamanti»; «una ragazza dovrebbe sposarsi per amore e continuare a farlo finché non lo trova»; «divorziare perché non si ama più un uomo è stupido almeno quanto sposarsi perché lo si ama». Era partita da Budapest con un’infanzia non stracciona come si vorrebbe, anzi di medio-grande borghesia austro-ungarica, nascendo alla fine di un’epoca, un anno dopo la morte di Cecco Beppe (eravamo già tutti lì a dire: ecco la pre-Melania Trump, del resto l’accento era quello).

Figlia di un militare e di una mamma portatrice di Dna bestiale (è morta a 100 anni) era stata miss Ungheria, aveva seguito la sorella Eva a Hollywood e ivi partecipato a vari film, tra cui incidentalmente capolavori come L’infernale Quinlan di Orson Welles; soprattutto in California aveva installato la sua startup matrimoniale: nove mariti, appunto, tra cui un diplomatico turco (tipo Downton Abbey), un Hilton degli alberghi, uno durato un solo giorno, un co-inventore della Barbie. Più varie frequentazioni che data la latitudine e il tempismo sono finite in letteratura (foto alla “Côte Basque”, flirt col superdotato Porfirio Rubirosa, di lì direttamente nelle Preghiere esaudite di Capote). Come solo le star di primaria grandezza e le sciure ineguagliabili, era sopravvissuta alla prole (all’unica figlia, morta nel 2015, che come core business nella vita cercava di farsi riconoscere dal papà Hilton) e si era procurata almeno un marito aristocratico, un finto erede von Anhalt, figlio di poliziotto e poi per adozione adulta duca di Sassonia, usurpatore farlocco, ma in grado di renderla finalmente principessa.

photo dated 11 April 1999 shows Actress Zsa Zsa Ga

Era famosa soprattutto per essere famosa, pioniera del gossip e delle chirurgie estetiche, anche se sfidava a dimostrarlo (un milione a chi ha le prove), precorreva il kardashismo e forse l’attuale temperie anti-élite («merito attenzione non per i miei talenti, ma per chi sono io»). Ha scritto o è stata oggetto di tanti libri tra cui un Gaborabilia, varie autobiografie, tra cui un manuale per ragazze di successo in Italia genialmente curato da Aldo Busi (Come accalappiare un uomo, come tenerselo stretto e come scaricarlo, Alet 2005). È sopravvissuta a molte prove della vita: tra cui un processo per guida senza patente in Rolls Royce, e conseguente schiaffeggiamento di vigile urbano a Los Angeles, investimenti sbagliati affidati a Bernie Madoff, diversi infarti, ictus, amputazioni. È finalmente morta ieri nella sua casa di Bel Air, demente, devastata e povera. Esaurite le regine, le presidentesse e le principesse tristi, che plot per un biopic come si deve (anche con materiali già belli e pronti).

Immagini Getty Images.
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