Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.
Il nuovo corto diretto da Thibaut Grevet per Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento
Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Anonymity è un cortometraggio che nasce per accompagnare la collezione autunno/inverno 2026 di Maison Margiela firmata da Glenn Martens. A dirigerlo è Thibaut Grevet, il regista francese che aveva firmato anche Joy, il corto realizzato per la primavera/estate 2026 con le musiche di Max Richter suonate da un’orchestra di bambini. Questa volta Grevet immagina il trailer vecchio stile di un thriller psicologico con protagonista Rebecca Hall che si ritrova faccia a faccia con un suo doppelgänger mascherato e vestito esattamente come lei. Scale a chiocciola, pioggia torrenziale, luci rosse e viola, l’‘atmosfera ricorda quella dei film di Mario Bava e Dario Argento (soprattutto Suspiria, anche per via delle musiche di Senjan Jansen che citano abbastanza chiaramente la colonna sonora dei Goblin), ma nei commenti c’è anche chi nomina Brian De Palma e David Lynch. Le maschere sono realizzate dall’atelier Artisanal di Parigi.
Già a partire dal nome, Anonymity, il cortometraggio gioca proprio con il concetto di anonimato che da sempre costituisce l’identità di Margiela. È dalla sfilata di debutto nel 1988, infatti, quando le modelle sfilarono con il volto coperto da veli, che Maison Margiela ha fatto dell’anonimato il suo punto fermo, spostando l’attenzione dal corpo e dal viso verso il capo d’abbigliamento in sé. Una storia che ormai dura da quasi quarant’anni ed è stata recentemente raccontata anche nella mostra Anonymity: Our History of Masks che si è tenuta a Pechino ad aprile e ripercorreva, attraverso gli archivi, le scelte radicali introdotte dal fondatore Martin Margiela.
Visualizza questo post su Instagram