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17:03 mercoledì 11 marzo 2026
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.
Il brand di Pat McGrath, una della make up artist più famose al mondo, ha dichiarato bancarotta E però ha già trovato nuovi investitori che sosterranno con 30 milioni la ristrutturazione dell'azienda.
Corrado Guzzanti è tornato a interpretare Vulvia di Rieducational Channel in un nuovo programma disponibile su RaiPlay L'occasione è il “talk botanico” La pelle del mondo, un programma dedicato alle piante e alla biosfera condotto dal botanico Stefano Mancuso.
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".

Woody, prendi i soldi e scappa

28 Luglio 2011

Roma, esterno giorno: una troupe internazionale e isterica sequestra piazza Madonna dei Monti, con salsiccioni d’elio nuvoloso galleggianti in un cielo quasi-lombardo, a coprire il sole e anticipare le nuvole vere. Il vigile, calmo: “ce sta Vudi Allen”.

Nel bar della sora Silvana, rifugio d’intellettuali Tq e non solo, si ristora gonfio Alec Baldwin, poi finalmente arriva lui, l’ex geniale regista, manica di camicia e pantaloni kaki, calzettoni, cappello floscio, e pochi centimetri di pelle scoperta. Come se temesse contagi o zanzare. Un’aria da travet, da dopolavoro, gli manca la tracollina di nylon col nome dell’agenzia viaggi. Divisa indossata anche per una incresciosa ascesa al Quirinale: è il Protocollo che non vigila, o siamo ancora al complesso coloniale, seppur con l’America molto più in default di noi? (mentre Napolitano non ha avuto la prontezza di scamiciarsi a sua volta, magari con una battuta di bello spirito italiano). Pare ormai vittima non si sa quanto consapevole della sindrome pro-loco: si va dove ci invitano, la Spagna poi Londra poi Parigi e adesso Roma: si fan lavorare le migliori troupe estere e si coinvolgono gli scamarci locali per le coproduzioni assicurate: magari prenotando il posto un anno prima, come un tempo la pensione a Bellaria o Igea Marina; e speriamo che il clima sia buono come l’anno scorso, come siamo stati bene e come si è mangiato bene.

Però non è bello, diciamolo, almeno per chi ricorda i fasti del passato. Ma qui, mentre già si starà studiando il soundtrack d’operetta o jazzistico a accompagnare la commedia dolceamara freudiana o dostoevskiana con molto voice over, sempre intelligentissima e graffiante, e mentre si staranno sfogliando i dépliant d’agenzia turistica per il set dell’estate prossima (magari approfittando di un’Atene convenientissima last minute) si sottovaluta il notissimo e verificato effetto-marziano, quello dell’abusata pièce teatrale di Ennio Flaiano Un marziano a Roma (1954) in cui l’extraterrestre Kunt atterrava a Villa Borghese e per un po’ era vezzeggiato dall’entusiasmo dei romani, che come si sa è mutevole; poi trascinato nella Dolce Vita e in breve normalizzato e dimenticato (“a Marzià, spostate, che ce sta ‘a Ekberg”). Così, ecco oggi ogni sera l’ex geniale regista fotografato in tutte le migliori e peggiori trattorie romane, sempre con la stessa espressione aliena e attonita: in compagnia di osti via via meno entusiasti. E concerti di clarinetto almeno bisettimanali in tutti i ristoranti giusti del centro (sempre “a sorpresa”, in realtà ormai quasi prenotabili su Internet); e si odono già conversazioni a Fregene o a Capocotta: “stasera er clarinetto anche no, da Gusto negativo, ce sta Vudi co ‘a coreana”. E i party in tutti i salotti del generone, anche quelli meno ambiti e non ancora partiti per Formentera o Ponza o Cortina, dove peraltro dice che fa freddissimo.

Ormai anche il Messaggero lo mette tra le brevi, dopo i titoli delle settimane scorse (“Woody Allen gira il primo ciak a Ostia”; “Woody Allen a via del Corso”; “Woody Allen beve a una fontanella”; “Woody Allen mangia il prosciutto”: con conseguente immaginabile commento standard romano, forse incluso e previsto nell’accordo con le film commission preposte). Roma è già stufa, era abituata ad altre performance da Hollywood sul Tevere d’epoca: risse alcoliche, furti di gioielli, suicidi veri e finti nei grand hotel di via Veneto. Altri tempi, altra promozione: molto meglio, oggi, le gang scatenate che gambizzano, queste sì cinematograficamente, nella città quasi deserta. A Vudi, spostate, che ce sta Tomas Milian.

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