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19:44 mercoledì 12 agosto 2026
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.

Alla Berlinale, il Presidente della giuria Wim Wenders è stato criticatissimo per aver detto che «il cinema deve stare lontano dalla politica»

Lo ha detto durante la conferenza stampa di presentazione del festival, rispondendo a una domanda su Israele e Palestina.

13 Febbraio 2026

La Berlinale è il festival cinematografico più politico dei “big three” europei, cioè Venezia, Cannes e appunto Berlino. Quest’anno il presidente della giuria è il regista Wim Wenders che, alla conferenza stampa di presentazione dell’evento, ha elogiato il potere del cinema di contribuire a guarire un pianeta ferito. «Sì, i film possono cambiare il mondo», ha detto ai giornalisti.

Ma «non in senso politico. Nessun film ha mai davvero cambiato le idee di un politico». Le sue parole sono arrivate in risposta a una domanda sulla presunta “solidarietà selettiva” della politica e della cultura tedesca. Il riferimento era alla ritrosia che esponenti della politica e della cultura tedesca, appunto, hanno dimostrato in questi anni a esprimersi contro il governo Netanyahu e a sostegno della popolazione della Striscia di Gaza. «Dobbiamo tenerci fuori dalla politica perché se facciamo film che sono apertamente politici, allora scendiamo nel campo della politica. Ma noi siamo il contrappeso della politica, noi siamo l’opposto della politica. Il nostro lavoro lo dobbiamo fare per le persone, non per i politici», ha risposto Wenders. «Il cinema ha il potere di suscitare compassione ed empatia. I notiziari non sono empatici. La politica non è empatica, ma i film sì. E questo è il nostro dovere» conclude il regista.

Poco dopo la fine della conferenza stampa, mentre già sui social e sui giornali si iniziava a criticare durissimamente Wenders per una risposta che evidentemente non ha soddisfatto le aspettative di chi pretende che a certe domande ci sia solo una risposta possibile e accettabile, la scrittrice Arundhati Roy (vincitrice del Booker Prize nel 1997) si è ritirata dalla Berlinale. Roy, che aveva in programma di partecipare alla proiezione del suo film del 1989, recentemente restaurato, In Which Annie Gives it Those Ones, ha definito i commenti di Wenders «inaccettabili». «Sentirgli dire che l’arte non dovrebbe essere politica è sconvolgente. È un modo per chiudere una conversazione su un crimine contro l’umanità che si perpetra davanti ai nostri occhi, in tempo reale, e invece gli artisti, gli scrittori e i registi dovrebbero fare tutto il possibile per fermarlo» ha poi affermato in un comunicato stampa.

Come riporta il Guardian, la produttrice polacca Ewa Puszczyńska, membro della giuria presieduta da Wenders, ha definito “ingiusta” la formulazione della domanda da parte del giornalista, spiegando poi che  l’intento di Wenders, di tutta la giuria e di tutta l’organizzazione del festival è «parlare alla gente e di farla riflettere, ma non possiamo essere responsabili delle loro decisioni, che siano a favore di Israele o della Palestina. Ci sono molte guerre in cui vengono commessi genocidi, e noi non ne parliamo. […] La questione è più complessa di così e quella domanda era abbastanza scorretta».

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