Hype ↓
03:34 sabato 29 novembre 2025
I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

White Lotus 3, il Grand Tour dei cafoni continua alla grande

Dopo le Hawaii e la Sicilia, la commedia umana di Mike White si sposta in Thailandia. C'è tutto quello che ha fatto il successo delle prime due stagioni: ricchi stronzi, sesso, corpi, sudore, massaggi, moda e morte.

20 Febbraio 2025

I gomiti, basta guardare i gomiti: quelli che tiene sul tavolo Saxon (Patrick Schwarzenegger, bravissimo e grottesco), rampollo ricco e stronzo della famiglia Ratliff che – nonostante i soldi a palate, il college prestigioso e la sicumera tipica di chi è nato nell’agio – non sa stare composto a tavola, contrapposti a quelli a prova di galateo di Mook (Lalisa Manobal), semplice impiegata – anzi no, health mentor – presso il White Lotus di Koh Samui. La lotta di classe della pluripremiata serie di Mike White, giunta alla sua terza stagione dopo 44 Emmy tra primo e secondo capitolo, potrebbe essere riassunta con il dettaglio del giovane miliardario cafone vs la lavoratrice ambiziosa ed educata, ma si tratta appunto soltanto di un dettaglio che White posiziona strategicamente all’interno della sua commedia umana – o meglio, (dis)umana, come scrive Benedetta Bragadini su Rolling Stone – che dopo Hawaii e Sicilia approda in Thailandia (come sempre, in Italia la serie si vede su Sky e NOW Tv).

E già la scelta delle mete parla da sola: il resort extralusso che fa da teatro alle vicende dei disgraziati protagonisti non è mai situato in località cool, esclusive e non turistificate, ma in posti tacky, ormai alla portata dei vacanzieri più burini, quasi a voler sottolineare la sottile dicotomia tra buzzurri convinti di non esserlo e buzzurri consapevoli e felici di esserlo.

Impianto che vince non si cambia: anche stavolta White Lotus si apre con un misterioso omicidio, salvo poi fare un rewind per raccontarci come ci si è giunti, a partire dall’arrivo dei villeggianti sull’isola. Ed è qui che White supera sé stesso, mettendo insieme un cast impeccabile di volti noti e meno noti che funzionano alla perfezione nel dar vita a un gruppo di schifosi che, di nuovo, racconta i nostri lati più oscuri, disdicevoli e ignobili.

Il morto finale è un mero pretesto perché a nessuno in fondo importa sapere chi finirà ammazzato: come sempre in White Lotus il vero spettacolo sono le relazioni disfunzionali tra i personaggi, la satira sociale, la vacuità spirituale di persone convinte che un po’ di wellness, mindfulness, healing, meditazione, filosofia orientale e yoga possa rimetterle in sesto senza però staccarsi dallo schermo del cellulare manco un giorno.

«Guardare ricchi stronzi che si lamentano perché non capiscono se hanno “una suite fantastica” o “la migliore suite” è sempre stato ridicolo (e insieme divertente, triste e spaventoso, perché è vero.) Ma vedere come la ricchezza che pensavano li avrebbe salvati viene loro strappata mentre il tempo scorre risulta immensamente soddisfacente. E, per chi di noi ha ancora un po’ di compassione che interferisce con il piacere di assistere alla meritata punizione, sorprendentemente commovente», osserva Ben Travers su IndieWire. In questo tragicomico palcoscenico brillano Tim Ratliff (Jason Isaacs), tormentato uomo d’affari con un accento che oscilla tra il british e la North Carolina, accompagnato dalla moglie Victoria, una Parker Posey che raccoglie il testimone comico lasciato da Jennifer Coolidge ed è sublime nell’interpretare una sorta di regina Wasp costantemente fatta di Lorazepam.

Victoria si muove impettita e accigliata, è protetta da un parasole perché va bene andare in vacanza al caldo ma l’abbronzatura è cosa da villani, regala una serie di perle – «Solo perché la gente è ricca, non significa che non sia volgare»; «Devi temere la povertà come la temono tutti quelli come noi» – destinate a diventare meme virali ed è fissata con la parola decent, che ripete costantemente per assicurarsi che il contesto cha la circonda sia dignitoso e quindi alla sua altezza.

La vera innovazione di questa terza stagione è rappresentata dalla dinamica interpersonale tra Laurie (Carrie Coon, forse uno dei volti migliori e più sottosfruttati attualmente in circolazione), Jaclyn (Michelle Monaghan) e Kate (Leslie Bibb), tre amiche di lunga data che si riuniscono per un girls trip che non è un viaggio per lasciarsi alle spalle la crisi di mezza età e nemmeno una celebrazione del compimento dei 40 anni, bensì un «tour della vittoria».

«White, che è chirurgico nel descrivere i punti ciechi, i risentimenti e l’estetica delle donne ricche, dipinge ognuna di loro attraverso un mix plausibile e immediatamente leggibile di insicurezze e desideri, riuscendo nel difficile compito di presentare l’orbita instabile di un’amicizia femminile come un problema dei tre corpi, in cui i corpi celesti si riallineano perennemente in nuovi duetti per punzecchiare il terzo», osserva Kathryn VanArendonk su Vulture.

Ci sono tanto sesso, tanti corpi, tanto sudore, tanti massaggi, tanta moda – Ermenegildo Zegna, Loewe, JW Anderson, Gucci – e una natura selvaggia e lussureggiante che “invade” la routine dei protagonisti, tra lucertoloni che si nascondono nelle stanze e scimmie che spiano le vicissitudini dai rami degli alberi e sembrano quasi deridere le piccole, grandi miserie che affliggono questo manipolo di capitalisti sbruffoni. Forse questa terza stagione di White Lotus parte più lenta e punta maggiormente su un crescendo rispetto alle precedenti, discostandosene però nella modalità in cui viene trattata la materia stessa che costituisce la base della serie.

Le battute sono più esilaranti e caustiche, la scrittura è più precisa, affilata e crudele, White non concede sconti nel demolire i fragili valori di ciascun personaggio in maniera a volte straziante, a volte divertente. «Non puoi fuggire dal tuo dolore», rivela un monaco buddhista a Tim Ratliff, e quel dolore diventa, per noi che lo guardiamo, un sottile piacere: chiamiamola pure schadenfreude, chiamiamola revanscismo, chiamiamola giustizia cosmica, ma non scordiamoci mai, neanche per un secondo, che quei ricchi cafoni, spesso e più o meno volontariamente, siamo (anche) noi.

Articoli Suggeriti
La vita vera, istruzioni per l’uso

L'uso dei dispositivi, i social, l'intelligenza artificiale ci stanno allontanando dalla vita vera. Come fare allora a ritrovare una dimensione più umana? Un viaggio tra luddisti, nuove comunità e ispirazioni, nel nuovo numero di Rivista Studio.

I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid

Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.

Leggi anche ↓
La vita vera, istruzioni per l’uso

L'uso dei dispositivi, i social, l'intelligenza artificiale ci stanno allontanando dalla vita vera. Come fare allora a ritrovare una dimensione più umana? Un viaggio tra luddisti, nuove comunità e ispirazioni, nel nuovo numero di Rivista Studio.

I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid

Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.

Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action

E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.

Andrea Laszlo De Simone ha fatto di tutto per non diventare famoso

È il più “schivo” dei musicisti italiani, evita l'autopromozione e limita moltissimo anche i live. E nonostante questo, il suo Una lunghissima ombra è stato uno dei dischi più attesi del 2025. Lo abbiamo intervistato nel nuovo numero di Rivista Studio, che esce oggi.

Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant

Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.

Piefrancesco Favino è il protagonista di un insolito cortometraggio per Audemars Piguet

Intitolato The Testimonial, è diretto da Alice Fassi e prodotto da C41