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L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.
Hermès ha fatto un videogioco in realtà aumentata per far andare a cavallo anche chi non sa andare a cavallo Il videogioco è stato presentato durante Saut Hermès, un concorso di equitazione (reale e non virtuale) che il brand sponsorizza da tempo.
La soluzione proposta dall’Unione europea alla crisi energetica consiste in lavorare da casa, fare car sharing, andare piano in autostrada e non prendere l’aereo La riunione dei Ministri dell’Energia si è chiusa senza vere e proprie proposte, ma con un surreale invito alla morigeratezza energetica per i cittadini.
Grazie alla fissazione di Hollywood per i film ambientati nell’antica Roma, il bilancio di Cinecittà è tornato in attivo Il nuovo film su Gesù di Mel Gibson, il biopic su Annibale e il nuovo Assassin's Creed si sono rivelati un toccasana per i conti di Cinecittà.
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.

Una ricerca dimostra che i videogiochi hanno un problema con le persone Lgbtq+

14 Febbraio 2024

La Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) ha realizzato un sondaggio per capire quante siano le persone Lgbtq+ che giocano abitualmente ai videogiochi e come queste siano rappresentate nell’industria e nei prodotti dell’industria videoludica. Stando al GLAAD, dunque, il 17 per cento dei gamer sono omosessuali, lesbiche, bisessuali, transessuali o queer. E fin qui, niente di nuovo: che circa un quinto dei videogiocatori appartengano alla comunità Lgbtq+ è cosa nota ormai da tempo. L’altra cosa notada altrettanto tempo è che questa percentuale non trova nessuna corrispondenza nei videogiochi: soltanto il 2 per cento dei titoli console, infatti, ha nel suo cast almeno un personaggio Lgbtq+.

«Il numero di videogiocatori abituali appartenenti alla comunità Lgbtq+ è cresciuto del 10 rispetto al sondaggio Nielsen’s Games360 fatto nel 2020. […] I dati dimostrano che per questi gamer la questione dell’inclusività ha un’importanza che va oltre il videogioco in sé e per sé. Circa il 70 per cento di loro ha detto che è più difficile che acquistino un titolo prodotto da uno studio che discrimini i lavoratori Lgbtq+». Secondo il sondaggio GLAAD, il 72 per cento dei gamer intervistati ha detto di che la presenza di personaggi Lgbtq+ in un videogioco «li fa sentire meglio», più accettati e compresi. Una percentuale che sale al 78 per cento nella fascia demografica che va dai 13 ai 17 anni.

La questione dell’inclusività e della rappresentatività dei videogiochi è antica, ormai. Che la comunità gamer abbia diversi problemi ad accettare personaggi (e persone) appartenenti a minoranze è un fatto tristemente noto: non è un caso che a dieci anni di distanza dall’inizio del Gamergate, ancora si pubblichino articoli per spiegare che no, passi avanti non se ne sono fatti poi tanti. E questo sondaggio GLAAD è solo un’altra conferma.

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