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19:28 sabato 17 gennaio 2026
Josh Safdie ha detto che nella prima versione del finale di Marty Supreme Marty diventava un vampiro Persino un produttore dalla mente aperta come A24 ha pensato che fosse un finale troppo strano e l'ha costretto a cambiarlo, ha spiegato il regista.
Il miliardario Larry Ellison, fondatore di Oracle, ha dovuto cambiare nome al suo megayacht dopo essersi accorto che leggendolo al contrario diceva “Im a nazi” Peccato, perché Izanami, divinità madre del pantheon shintoista, era proprio un bel nome. Almeno, lo era se lotto da sinistra a destra.
Dopo la morte del figlio di Chimamanda Ngozi Adichie, in Nigeria è iniziata una protesta contro il disastroso stato della sanità nazionale La scrittrice ha perso un figlio di appena 21 mesi e ha fatto causa all'ospedale in cui era ricoverato, accusando i medici di gravissime negligenze.
15 francesi, 13 tedeschi, 2 finlandesi, 2 norvegesi, un britannico, un olandese, nessun italiano: sembra una barzelletta ma è il contingente militare europeo in Groenlandia Basteranno un centinaio di soldati a fermare le mire espansionistiche degli Stati Uniti d'America? Il rischio di scoprirlo presto, purtroppo, c'è.
Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Un’intervista a Jennifer Egan, premio Pulitzer 2011

14 Dicembre 2011

Jennifer Egan, scrittrice classe 1962 nativa di Chicago, da poco fresca di pubblicazione in Italia (il libro si chiama Il tempo è un bastardo, minimum fax), è anche l’ultima vincitrice del Premio Pulitzer e National Book Award per la narrativa. Un estratto del romanzo in questione, il capitolo “Sai che m’importa”, è stato pubblicato sull’ultimo numero di Studio, ancora in edicola e libreria. Oggi è apparsa un’interessante intervista di Martina Testa, direttore editoriale proprio di minimum fax, sul sito della casa editrice. La trovate qui, di seguito pubblichiamo alcuni estratti:

Scrivere Il tempo è un bastardo è stato un po’ come lavorare al tempo stesso su un romanzo e su dei racconti: l’ho scritto per parti, ma avendo ben chiaro in testa che quelle parti sarebbero confluite a formare un unico libro. All’inizio non mi ero resa conto che ne sarebbe venuto fuori un libro: mi sembrava di scrivere racconti solo per prendere tempo, per evitare di scrivere un altro romanzo. Ma mi sono accorta che con l’immaginazione tornavo di continuo su quel materiale, e alla fine ho lasciato che la mia curiosità ci entrasse dentro e lo esplorasse fino in fondo. Tutto il processo è stato molto intuitivo.

Anzi, penso che si possa affermare che è la narrativa americana scritta dagli uomini ad aver preso, negli ultimi anni, una direzione più intimista, concentrandosi sull’ambito familiare. Insomma, io a quegli stereotipi non ci credo, però sono convinta che il fatto di aspettarsi che le donne scrivano – o debbano scrivere – in una prospettiva più domestica spesso crei ansia e tarpi le ali a giovani scrittrici che magari avrebbero voglia di parlare di tutt’altro. Io invece le incoraggerei sempre a correre rischi, a essere ambiziose, e a non preoccuparsi di cosa ci si aspetta da loro!

Raramente in quello che scrivo ci sono elementi autobiografici, perché scrivo proprio per evadere dai confini della mia vita, e non riesco a provare questa sensazione se ho in testa me stessa o delle persone che conosco. Forse il personaggio di cui mi sono più divertita a scrivere è stato Bennie Salazar, ma in realtà me la sono goduta parecchio con tutti. Lou è una specie di demonio, ma mi è piaciuto da morire scrivere di lui. Spesso i miei preferiti sono i personaggi maschili, perché sono quelli che sento più lontani da me. Comunque, credo di non essermi mai divertita tanto a scrivere un libro quanto stavolta.

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