Hype ↓
01:39 mercoledì 19 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

Un’intervista a Carsten Nicolai

23 Maggio 2011

L’artista e sound performer berlinese Carsten Nicolai, alias Alva Noto per gli appassionati di musica elettronica, è di casa in Italia. A Roma solo il mese scorso per la sua prima personale alla galleria Lorcan O’ Neill, è tornato nel nostro Paese in questi giorni per presentare l’album Summvs, la sua quinta collaborazione con Ryuichi Sakamoto. Una suggestiva alchimia tra le note intense del musicista giapponese e le sue frequenze sonore asciutte tradotta in uno spettro di forme e colori. Lo abbiamo incontrato durante il sound check alla Triennale di Milano, che ha ospitato l’evento – sold out ovviamente – nell’ambito dei Music Workshop 2011.

L’ultima volta che ci siamo visti eravamo a Firenze e stavi lavorando a un progetto per lo spazio non profit BASE incentrato su Stalker, il capolavoro del regista russo Andrei Tarkovskij, protagonista proprio ora di una rassegna fotografica e filmica allo Spazio Oberdan di Milano. Curiosa coincidenza, no? Cosa ti lega così tanto a lui?

Carsten Nicolai: Sì. Anzitutto, il suo modo di interpretare il tempo: un tempo dilatato, lentissimo, ma instabile, che può indurre a cambiamenti repentini. E poi il sostrato intellettuale dei suoi film, vere e proprie analisi psicologiche della società, la stessa che ho conosciuto vivendo nella Germania dell’Est. Nonostante “Stalker” sia pura science fiction, guardandolo si percepisce la depressione che vivevamo in quegli anni.

Tradotto nel tuo lavoro?

Tarkovskij mi ha insegnato a fare arte combinando indagine scientifica e filosofica, senza fare ricorso al quotidiano.

Nella scienza, però, un progetto (per quanto sperimentale) mira a fornire una risposta esaustiva a una domanda. In arte, il concetto di risposta è astratto, inafferrabile, e il fallimento dietro l’angolo; questo vale soprattutto nel tuo lavoro, perché pur adottando un approccio scientifico, dai valore a elementi incontrollabili come la reazione del pubblico a input di tipo sonoro. Come risolvi la questione?

Alcuni anni fa mi sono imbattuto in un articolo di Takashi Ikegami per la rivista scientifica “Artificial Life”, in cui lo studioso analizzava il comportamento delle macchine in relazione al tema dell’errore. È evidente che le macchine non sbagliano, mentre l’uomo sì, e sbagliando è costretto a cambiare prospettiva, a guardare il problema con occhi diversi. È in questi momenti che si verifica l’inatteso: la possibilità di incorrere nel fallimento, a pensarci bene, è un tratto distintivo dell’uomo e fonte di creatività.

Nel tuo percorso artistico ci hai mostrato le proprietà fisiche del suono. Penso a 334m/s, dove ne hai misurato la velocità inducendo una reazione chimica tra ossigeno e gas propano; o al programma unitxt, con cui hai generato un codice che traduce il suono in flussi di immagini. A cosa ti stai dedicando adesso?

Sto lavorando ad un software, uniscope, che permetterà di implementare quanto elaborato in passato in termini di visualizzazione sonora. Sarà uno strumento universale, utile nelle perfomance e nelle installazioni. In parallelo, sto progettando un edificio in Giappone a metà tra scultura e architettura, funzionale all’ascolto della musica; commissionato dalla Landscape Triennale, sarà pronto per il 2012. Nel breve termine, invece, uscirà una nuova pubblicazione della mia collana INDEX, nata dalla mia collaborazione decennale con l’artista Ryoji Ikeda e dedicata alla rappresentazione grafica del suono.

Parliamo della ragione che ti ha portato di nuovo in Italia. Il tuo primo album con Ryuichi Sakamoto, Vrioon (2002), è entrato nella top 50 del magazine britannico “The Wire”. Con Summvs – pubblicato dalla tua casa discografica Raster Noton e disponibile dal 9 maggio – si chiude il cerchio?

Si, considero il progetto esaurito; ma in questi anni Ryuichi mi ha insegnato a lavorare in modo più disinvolto con le melodie e non è detto che non torneremo a lavorare insieme in circostanza diverse.

Unendo le iniziali dei cinque album si forma la parola VIRUS. Cosa significa per voi?

E’ un caso fortuito. Ce ne siamo accorti quando abbiamo iniziato a collaborare al quinto e ci ha fatto subito pensare alla frase di William S. Burroughs: il linguaggio è un virus. Per noi lo è anche la musica.


Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.