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20:37 mercoledì 4 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

Perché Tuono Pettinato è stato un fumettista diverso dagli altri

Morto il 14 giugno a 44 anni, nei suoi fumetti Andrea Paggiaro era diretto, affilatissimo, capace di un’ironia alla portata di tutti.

15 Giugno 2021

A Tuono Pettinato, nome d’arte di Andrea Paggiaro, scomparso ieri a 44 anni, piaceva Un posto al sole. Ne parlava ogni sera, sui social, e lo teneva in sottofondo mentre lavorava; si divertiva a citarne le dinamiche e i personaggi, a fare sue certe battute, e a ingigantirle e a esagerarle. E in un certo senso faceva la stessa cosa con i suoi fumetti. Parlava di tutto e tutti, e riusciva a tenersi in disparte, a mettere a fuoco il mondo e le persone dalla distanza, e a dare un dinamismo delicato ai disegni e alle parole. «Un fumettista», ha detto un anno fa ad Artribune, «è un gatto che passa la maggior parte del tempo a catturare e uccidere un topo e il resto del tempo a mostrarlo in giro, ad amici, parenti, colleghi ed estranei, sperando che possano apprezzare il topo».

Nei suoi lavori c’è qualcosa del primissimo Schulz e dei Peanuts. Ma anche di Calvin & Hobbes (in Nevermind è particolarmente evidente e voluto). I suoi personaggi sono persone piccole, a volte semplicissime, altre meschine, e sono, proprio come Charlie Brown, una sintesi di tutto quello che siamo: della nostra banalità, della nostra imperfezione e della nostra goffaggine. Tuono non girava attorno ai concetti. Era diretto, affilatissimo, straordinariamente brillante e intelligente, capace di un’ironia alta, detonante, ben nascosta ma alla portata di tutti. Aveva una cultura sterminata di film e serie tv, di opere sconosciute e particolari.

Le sue biografie sono istantanee di sensazioni e di idee, sono lo stravolgimento di vite intere, e proprio per questo sono bellissime. Nei suoi fumetti, e nelle sue strisce, andava in scena quel disastro che è l’umanità. In Corpicino, ancora attuale, parlava del rapporto morboso che abbiamo con il dolore e la sofferenza. In Chatwin, pubblicato da Rizzoli Lizard, ha usato i gattini per raccontare gli esseri umani, e per metterne in risalto le contraddizioni, gli eccessi e le assurdità. Il suo mondo era un mondo sospeso, un mondo quasi favolistico, possibile ma allo stesso tempo incredibile.

I suoi disegni sono sempre stati precisi, puliti e chiari. La ricercatezza era occasionale, e si traduceva in un gioco di doppi sensi. Una linea ne evocava altre cento, e una scritta poteva trasformare volti e figure, renderli più simili alla realtà, inspessirli, farli diventare più credibili, più veri, più concreti. Alcune strisce erano cattivissime, urlate, spudorate, volutamente odiose. Erano fotografie, infografiche, erano efficacissime.

Tuono era leggero e pacato. E i colleghi che ora lo ricordano ne parlano come di una persona buonissima, sempre disponibile, innamorata del fumetto. Faceva parte dei Superamici, aveva trovato compagni d’avventura in ogni spazio, in ogni momento; ascoltava tantissimo i più giovani, e non vedeva l’ora di poter lavorare con loro. Non si lasciava mai andare ai pregiudizi. Ha sempre provato, esplorato, cercato di capire. Era curioso, e di questa curiosità, oggi, rimane una grandissima traccia nelle sue opere. Era andato in Giappone con Dario Moccia per Big in Japan (Rizzoli Lizard), e si era divertito nell’esplorare un paese sconosciuto, nell’assorbire informazioni e dettagli. E poi c’erano i suoi disegni, le sue tavole, gli schizzi improvvisati e comunque meravigliosi. Restano anche quelli, oggi. Condivisi dagli amici, dai lettori, condivisi dagli editori. L’onorevole Filippo Sensi, ricordandolo alla Camera, l’ha definito come «uno degli intellettuali più rilevanti di questa nostra stagione». Ed era precisamente questo. Intellettuale e rilevantissimo. Sempre presente, sempre capace, vorace, sempre pronto a dire e a fare; sempre illuminato da quella voglia di trasformare le parole in storie, e di usare le sue storie per esprimersi. Aveva preso il suo nome da Borges, era un appassionato di musica, era comparso ne L’ispettore Coliandro, e si era esibito, senza suonare davvero, con i Laghetto. Era tante cose insieme, tanti estremi, tante sfumature, un autore abilissimo e un fumettista magnifico. La sua più grande rivoluzione è stata rimanere sé stesso.

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