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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

La vegetariana è stato tradotto male?

26 Settembre 2017

L’anno scorso La vegetariana, il primo libro di Han Kang tradotto in inglese, vinceva il Man Booker International Prize. Il romanzo pubblicato da Portobello Books fece decidere alla giuria, per la prima volta nella storia del premio, di dividere la somma di 50 mila sterline in due, e assegnarne la metà alla traduttrice, Deborah Smith, una ragazza di 28 anni che aveva cominciato a studiare il coreano soltanto 7 anni prima. Kang aveva pubblicato La vegetariana in patria ben 9 anni prima di ricevere il prestigioso premio britannico. In Italia il libro è stato pubblicato da Adelphi, con una copertina bellissima: un’immagine floreale del fotografo giapponese Nobuyoshi Araki (Adelphi ha appena pubblicato anche Atti umani, che parla della strage di Gwangju del 1980).

Adesso il Los Angeles Times ha dedicato un articolo ai grossi dubbi che la traduzione del libro ha generato in Corea del Sud. L’autrice dell’articolo, Charse Yun, definisce la traduzione di Smith decisamente imperfetta. Yun racconta che nel 2007 il romanzo di Kang aveva ricevuto buone reazioni dalla critica ma non era stato letto più di tanto, risultando troppo bizzarro e oscuro per il grande pubblico. Soltanto dopo la vittoria del premio, il libro ha iniziato a diffondersi (anche perché era la prima volta che un’autrice coreana vinceva il Man Booker). Dopo un po’ i media coreani hanno cominciato a segnalare numerosi errori, omissioni e abbellimenti nella traduzione. Uno studioso coreano ha addirittura dichiarato che i lettori inglesi sono stati “traditi”. Ha iniziato a circolare un interrogativo: se la traduzione l’ha tanto modificato, la letteratura coreana può rivendicare la gloria dell’originale?

Come sottolinea Yun, ci sono davvero alcuni errori. Smith confonde “braccio” con “piede” o scambia “un buon appetito” con “un cuoco più che competente”. Occasionalmente, addirittura, confonde i soggetti delle frasi, attribuendo il dialogo e le azioni ai personaggi sbagliati. Ma secondo Yun la questione più grave è l’alterazione stilistica del testo. Smith abbellisce lo stile sobrio di Han con avverbi, superlativi e parole in più. «Non è facile trovare un’analogia adeguata», spiega, «ma immaginate lo stile semplice e contemporaneo di Raymond Carver abbellito con l’elaborata prosa di Charles Dickens». Insomma, il contesto e lo stile sono così diversi che per alcuni sarebbe più corretto definire il lavoro di Smith un adattamento, più che una traduzione.

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