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10:26 giovedì 21 maggio 2026
Il furto del Louvre, “il furto del secolo”, diventerà un film diretto da Romain Gavras Sarà l'adattamento di un libro-inchiesta che uscirà in Francia il 27 gennaio e che promette di rivelare i contenuti di documenti segretissimi.
L’epidemia di Ebola in Repubblica Democratica del Congo è dovuta anche al fatto che i primi contagiati risultavano negativi perché sono stati testati per la variante di Ebola sbagliata I sanitari hanno sottoposto tutti al test per rilevare la variante Zaire. Si è poi scoperto che le infezioni erano dovute a quella Bundibugyo.
Sally Rooney pubblicherà Intermezzo in Israele con un editore filopalestinese che si oppone all’occupazione e all’apartheid Negli ultimi 5 anni la scrittrice aveva rifiutato di essere tradotta e pubblicata in Israele, una scelta fatta per sostenere il movimento BDS (Boycott, Divestment, Sanctions).
La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.

Torri Gemelle

Il mio undici settembre a Roma. Lo scontro tra complottisti e anticomplottisti in due romanzi.

11 Settembre 2011

Ero entrato con la mia fidanzata nel bar di filosofia, nel giardino della villa dell’amante del re lungo via Nomentana. La radio stava raccontando il fatto surreale, e un antiamericano rideva; era un tipo piccolo e brutto a cui si attribuivano idee nietzchiane e la vicinanza a circoli sovversivi. La mia fidanzata rise anche lei dicendo: “È assurdo”. E io, che sono una persona molto seria in ogni occasione, le dissi: “Ma che ti ridi, sei scema? Questo significa terza guerra mondiale”.
Di lì a poco ci spostammo, io in macchina, lei in motorino, a casa di un amico nel quartiere Trieste. La madre dell’amico era americana. Guardammo con lei nel pomeriggio la CNN, e da lì vedemmo cadere le torri. La madre del nostro amico pianse; il figlio ora è in seminario e sta diventando prete; non ci parliamo più; non sto più con la mia fidanzata.
Dal quartiere Trieste tornai a casa dei miei ai Parioli facendo Forte Antenne, una strada che affianca Villa Ada con saliscendi e odori da parco nazionale, e che sbuca su una discesa diretta sul fianco della moschea. Scendendo con la macchina in contro a quel semaforo – reso famoso dalla scena di Caro Diario di Moretti in cui Moretti in Vespa esprime un parere di sinistra a un automobilista e quello gli risponde “Be’, auguri” – pensai che forse ero in pericolo, che qualcosa di brutto poteva accadere in prossimità della moschea. Ricordo il brivido e il senso di fretta. Decisi che quella sera non avrei guardato Roma – Real Madrid. La Roma non andava in Coppa Campioni da quasi vent’anni, ma se era la guerra, la guerra era anche non guardare la Roma.

Negli anni successivi è fiorita una pubblicistica di teorie del complotto su come fosse accaduto veramente l’indici settembre. Sono sempre stato paranoico e ho abbracciato narrativamente lo scontro fra complottisti e anticomplottisti dell’attentato come sponda di ogni paranoia inverificabile della vita quotidiana: così le torri gemelle sono entrate nei miei due romanzi.

*

(Da Storia della mia purezza, Mondadori, 2010)

Cosa mi aveva messo in quello stato d’animo duttile ai paradossi? Non è chiaro. Certo, dopo l’11 settembre il mio mondo di idee, di piacere, di libri era crollato un po’ come le torri: nella paura di un collasso generale o di una piega dittatoriale dell’Occidente, dovevo affidarmi a qualcosa di solido, il pensiero debole non mi bastava. Ma la tradizione, così, in senso generico, vittoriano, all’inglese, in Italia non c’era; e il centrosinistra in dieci anni aveva liquidato il patrimonio ereditario della sinistra comunista, la sua pratica bellezza Bauhaus; inoltre, ma lo definirei più qualunquismo morale che altro, ero stanco del mio individualismo. Quando arrivarono i musulmani a lamentarsi, a far presente che il nostro mondo showroom occidentale era un colosso dai piedi d’argilla e l’avrebbero fatto cadere, mi domandai: Anche loro hanno visto giusto: ma chi è che ha spogliato del suo fondamento il mondo occidentale? (Del suo fondamento cristiano!, mi sorprendevo a pensare.) Tremavo nel darmi la risposta imboccatami da certi libri dell’underground cattolico, ma la risposta era: gli ebrei! Gli stessi ebrei dei manifesti di propaganda fascista di tre generazioni prima, gli ebrei avidi, ricchi, informati e in possesso del potere, quelli che decidono il governo a Parigi, i titoli dei giornali a New York, il prezzo della vita in Medioriente – e ambiscono a un mondo senza identità, mescolato, relativo, dove ti manca la terra sotto i piedi. Non ci arrivai così in due minuti. Prima credetti alle cospirazioni in senso generale, logge segrete, il finto allunaggio degli americani, le teorie su Pearl Harbor e l’11 settembre. Poi, trattandosi di capire chi gestiva la cospirazione, il cerchio si strinse attorno ai nostri cugini nella fede, i deicidi, il popolo eletto, il sangue di Giuda e re Davide, gli ebrei. A loro il compito diabolico di influenzare in segreto il potere politico e l’opinione pubblica.

World Trade Center Hit by Two Planes

(Da Il caso Vittorio, minimum fax, 2003)

E non era colpa loro se erano antiamericani: il momento era decisivo per la storia d’Europa e dell’opinione pubblica europea. La gauche caviar rendeva noto dalle pagine di Le Monde Diplomatique che così non si andava avanti e l’Europa aveva bisogno di diventare più forte e di uscire dallo scacco in cui l’atteggiamento USA verso i paesi dell’Europa dell’Est la stava mettendo. Quei paesi di ex comunisti riconvertiti con fervore oscuro al capitalismo stavano rovinando tutto. L’antiamericanismo andava visto nella prospettiva di un principio di distacco dagli USA e di avvicinamento piuttosto alla Cina, che, secondo le voci che giravano, aveva un appuntamento fissato per il 2015 o il 2017 con gli Stati Uniti per la resa dei conti. Guerra.
L’Europa svezzava i suoi figli coi complotti.
Come la storia di Mike Vreeland ex membro dell’Intelligence della marina americana che aveva scritto su un foglietto che ci sarebbe stato un attacco alle Twin Towers e al Pentagono prima dell’11 settembre – come il collegamento fra il terzo uomo della CIA e alcuni grossi guadagni con scommesse in borsa (put) sul crollo delle compagnie aeree degli aerei dirottati – come l’articolo della Pravda che nell’estate 2001 parlava di un attacco finanziario a New York per fermare la bolla speculativa e – come la lunga paranoica descrizione dei ritardi nelle procedure di affiancamento degli aerei dirottati da parte dei caccia, arrivati troppo tardi e troppo lentamente – che negli “ambienti diplomatici internazionali” era previsto già dall’estate che gli USA attaccassero l’Afghanistan intorno a ottobre – che in pratica si trattava di un colpo di stato fatto dall’interno per far cambiare rotta all’amministrazione… Questo complotto dei falchi della guerra americani e israeliani era molto piacevole da delineare, per i giovani intellettuali europeisti: un gustoso scenario da romanzo di Robert Ludlum. C’è chi pensava persino che lo scrittore dietrologo di spystories, morto a oltre settant’anni proprio di recente, fosse una vittima illustre dell’intera macchinazione. Cresceva così lo spirito della giovane Europa. Uno spirito che tornava a pervadere gli affetti e interrompere i contatti di corpi – e se davvero è stato un colpo di stato interno il contesto dell’attentato alle torri gemelle? sarebbe in linea con quel libro di Luttwak di cui ti ho parlato, del colpo di stato perfetto – le parole di Samuele accaldato durante l’amore notturno. Uno spirito che mescolava politica e sentimento come dieci anni fa, quando ci si innamorava di chi leggeva Marx & Engels… ma stavolta che sentimento era? Che ci si faceva con questo ardore notturno, con l’incubo di colpi di stato interni e crolli inesorabili di grattacieli?

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