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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

La “Tinder Horror Story” è la leggenda metropolitana del momento

16 Febbraio 2017

Madeleine Davies ha raccontato su Jezebel una storia che ha ascoltato ormai parecchie volte: è una vicenda molto spiacevole, tramandata oralmente come un mito antico, che di solito comincia nell’hinterland di Boston. Una giovane ragazza, dice la storia, si trasferisce in Massachusetts per iniziare un corso di laurea. Una zia le offre la sua casa in un sobborgo della metropoli, come sistemazione temporanea, in attesa che trovi un posto suo. La zia parte per l’Europa per un anno.

La ragazza – è stato riferito a Davies da una sua amica che giurava che il tutto fosse capitato a «un’amica di un’amica» – inizia a sentire strani rumori nel seminterrato, ma inizialmente attribuisce il fatto al naturale assestamento degli edifici di costruzione più vecchia. I sibili e gli strani suoni però persistono, e alla fine l’inquilina chiama la polizia: al ricevitore trova una persona che la tranquillizza dicendole che probabilmente è soltanto paranoia, ma che per sua sicurezza invierà una pattuglia, tra circa 40 minuti. Nemmeno tre minuti dopo, tuttavia, diverse auto della polizia arrivano sgommando nel cortile della casa; i poliziotti ispezionano la casa e trovano un uomo nel seminterrato, insieme ad alcuni strumenti di tortura. La ragazza lo riconosce come un ragazzo che aveva di recente conosciuto su Tinder, e che riaccompagnandola a casa dopo un appuntamento aveva scoperto che viveva da sola. Viene fuori che il centralino delle forze dell’ordine si era accorto che qualcuno stava origliando la chiamata, e aveva finto da lì in avanti.

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Come tutte le leggende metropolitana, la “Tinder Horror Story” ha tratti tipici: è capitata ad “amici di amici”, non c’è alcuna traccia che sia successa davvero (come l’autrice di Jezebel ha avuto modo di provare), e prende un fatto ordinario – la persona conosciuta su Tinder – per renderlo un thriller angosciante. Davies indica, ironicamente, il fatto che una Millennial usi un telefono fisso invece che il solito smartphone come un «campanello d’allarme» per l’affidabilità della storia; quando l’ha sentita la prima volta, scrive, le è stato assicurato che la malcapitata avrebbe scritto un resoconto della sua terribile esperienza sul magazine Seventeen, ma finora nulla di tutto ciò è stato confermato, né Seventeen ha risposto alle richieste di chiarimenti di Jezebel. Come si diceva, non c’è alcuna prova tangibile a corredo di questa storia, nemmeno in forum e siti specializzati negli aneddoti dell’orrore (come creepypasta), ma negli Stati Uniti è diventata molto popolare.

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