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11:31 martedì 15 settembre 2026
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.

La nuova estetica di TikTok

Dalle e-girls (e boys) ai video che riprendono lo stile documentaristico di YouTube fino ai filtri che stravolgono la faccia: come TikTok sta riformulando l’idea di bellezza per la Generazione Z.

17 Dicembre 2021

Questo è un estratto da uno degli articoli raccolti nel numero speciale di Rivista Studio, tutto dedicato all’app cinese di proprietà di ByteDance, una piattaforma che in due anni sembra essersi evoluta più velocemente di quanto abbia fatto Instagram negli ultimi dieci. Per scoprire il resto del numero, con saggi, interviste, reportage e approfondimenti su come TikTok sta cambiando il senso della bellezza e del desiderio, la musica, la moda, la cultura pop e in generale il nostro modo di stare su internet, puoi trovarci in edicola o comprare una copia qui.

Atifa Arshad @atifaarshad_, 160 mila follower, che sul suo profilo condivide tutorial make-up e consigli skin-care

Senza la staticità di Instagram e la lungaggine di YouTube, l’app cinese è un caleidoscopio ipnotico di corpi, volti, voci, movimenti, suoni, parole, scritte e spazi, interni ed esterni, che sembrano inglobare tutte le idee del momento storico in cui viviamo, a patto che siano state rigurgitate abbastanza volte per diventare virali e ricomparire ossessivamente nella pagina “For You”, quella che solo qualche anno fa avremmo chiamato timeline, creata ad hoc per ogni utente dal suo algoritmo sofisticato e terribile. Ma TikTok oggi non è TikTok di due anni fa. Come le app che l’hanno preceduta, dalle quali ha preso e rielaborato molto, ha attraversato molte fasi e continuerà a farlo, a una velocità tale che potrei parlarvi di trend popolari nel momento in cui scrivo che saranno irrimediabilmente sorpassati una volta che questo giornale arriverà nelle edicole. Una cosa è certa, però. Dal passaggio da Musical.ly a TikTok, nel 2017, ma soprattutto dal passaggio da Instagram a TikTok, e perciò dal dominio dell’immagine statica a quella del video breve, a rimetterci per primi sono stati quelli che fino a quel momento erano stati incensati come coloro che la bellezza, e la desiderabilità, l’avevano appena ridisegnata, ovvero gli influencer. Già nel 2019, appena un anno dopo che TikTok aveva preso la forma che conosciamo oggi, l’era dell’aspirazionalità così come si era costituita su Instagram negli anni Dieci era già passata. Niente più feed ordinati, foto strategicamente posizionate per alimentare profili dalle vite invidiabili piene di viaggi, feste, abiti e accessori costosi, ma uno scroll infinito di video caotici e spesso incomprensibili per chi avesse più di venticinque anni, a voler essere generosi. I ragazzi su TikTok, che avremmo imparato a chiamare creator, se ne sono sin da subito sbattuti di sembrare perfetti e aspirazionali, proprio perché hanno passato la pre adolescenza a guardare i fratelli maggiori ridicolizzarsi su internet e hanno deciso, come è giusto che sia, di voler essere esattamente il contrario. O almeno, di presentarsi al loro pubblico virtuale in maniera diametralmente opposta.

Il primo cambiamento notevole è stato quello degli spazi, e in questo la pandemia ha giocato un ruolo fondamentale. Ma anche prima che il lockdown ci rinchiudesse in casa per mesi e di fatto allargasse a dismisura la popolazione dell’app, i ragazzi su TikTok avevano già scelto i loro spazi d’elezione nella quotidianità della loro vita. Non più viaggi in località esotiche o costosi weekend in montagna, ma la cameretta, il soggiorno, la scuola, il parcheggio o la piazzetta di ritrovo. Luoghi domestici, vicini, dove l’autenticità sbandierata dagli influencer nelle loro foto fintissime su Instagram si riformula nell’intimità, nel familiare. E-girls e boys, letteralmente ragazze e ragazzi che stanno su internet, diretti discendenti degli emo dei primi anni Duemila, che si riprendono mentre ballano, cantano, fanno strani movimenti ed espressioni di fronte alla videocamera del loro telefono, movimenti che diventano trend e che tutti i loro coetanei riprendono. Lo stile predominante è un miscuglio eterogeneo di cose già viste, sennò non sarebbe internet. Le ragazze hanno l’eye-liner pesante sugli occhi, indossano minigonne e parigine come negli anni Novanta, si disegnano lacrime e cuoricini sulle guance, mettono il blush anche sul naso, come negli anime, ma utilizzano anche elementi goth, Bdsm, pure un po’ punk, in un calderone di harness, piercing, collarini bondage, plushies (ovvero i peluche, preferibilmente a forma di personaggi dei manga), capelli decolorati e mantelli di Tanjiro (è il protagonista di Demon Slayer). Anche i maschi si muovono nello stesso universo estetico: la definitiva de-nerdizzazione dei “fumetti” è completata, anzi, essere nerd è diventato cool, se questa parola avesse ancora un senso dopo la frantumazione delle sottoculture provocata, proprio, da internet.

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