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13:26 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Le recensioni della seconda stagione di The Bear dicono che è molto più bella della prima

20 Giugno 2023

Stando alle prime recensioni dei critici americani, la seconda stagione di The Bear è riuscita nella difficilissima impresa di superare la prima: attualmente Rotten Tomatoes riporta il punteggio più alto possibile, il 100 per cento di gradimento, calcolato sulle sette recensioni fin qui pubblicate. Tra queste ce ne sono quattro scritte da quelli che il sito considera Top Critic: Alan Sepinwall di Rolling Stone, Bill Goodykoontz dell’Arizona Republic, Ben Travers di IndieWire e Alison Herman di Variety (a queste si aggiungerà senza dubbio, a breve, anche l’entusiastica recensione scritta da Judy Berman sul Time). Cresce dunque l’attesa, già altissima, per una delle serie più amate degli ultimi anni: il pubblico americano potrà vederla tra poco, a partire dal 22 giugno su Hulu, mentre in Italia dovremo aspettare ancora un po’, fino al 16 agosto, giorno in cui la serie sarà disponibile su Disney+. Se volete vedere i trailer usciti finora e scoprire qualche anticipazione sulla trama della seconda stagione, ne avevamo scritto qui, qui e qui.

La recensione di Sepinwall può essere riassunta tutta in una domanda che il critico si pone all’inizio del suo pezzo, quando racconta le emozioni che ha provato guardando la premiere della nuova stagione di The Bear: «Com’è possibile che io mi senta così allegro, persino rilassato, guardando uno degli show più stressanti della televisione contemporanea?», si chiede Sepinwall. Che nel resto della sua recensione prova a rispondere a questa domanda, elogiando la capacità di The Bear di alternare e mescolare il registro drammatico e quello comico, lo stress e il relax. Secondo Alison Herman di Variety, invece, il pregio maggiore del nuovo The Bear sta nell’aver imparato la lezione e nello sforzo di non ripetere gli errori commessi nella prima stagione. Secondo la critica, nei primi otto episodi della serie c’era una certa tendenza alla ripetizione delle situazioni all’eccesso di sentimentalismo. La seconda stagione, pur non riuscendo a eliminare del tutto quei difetti, li limita moltissimo, scrive Herman.

Su IndieWire, Ben Travers spiega perché ha definito questa nuova stagione di The Bear «una seconda portata persino più ricca della prima». Perché la serie riesce ad approfondire i temi trattati nella prima stagione e ad aggiungerne di nuovi, «con sicurezza, razionalità e gentilezza». Infine, l’opinione di Bill Goodykoontz dell’Arizona Republic, che si limita, per sua stessa ammissione, a ribadire l’ovvio: «The Bear è senza dubbio una delle più belle serie tv di questo momento».

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