Le riprese sono appena iniziate ma già si parla di una possibile prima alla Mostra del cinema di Venezia.
Netflix farà un reboot dei Teletubbies
Tinky Winkie, Dipsie, Laa-Laa, Po: molte persone potrebbero leggere questi nomi canticchiando, soprattutto coloro che sono stati bambini tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000. I Teletubbies, che ormai appartengono al vintage della cultura pop contemporanea, sono andati in onda per la prima volta sulla Bbc quasi venticinque anni fa. Il sole con il volto da bambina, che li accompagnava nelle loro avventure, adesso ha 27 anni. Ma per i Teletubbies, Netflix sta preparando un ritorno in scena con un reboot la cui voce narrante sarà Tituss Burgess, attore e cantante statunitense noto soprattutto per l’interpretazione di Titus Andromedon nella serie netflix Unbreakable Kimmy Schmidt. Come rivela il Guardian, il loro ritorno è previsto sulla piattaforma streaming il 14 novembre e l’autore della serie sarà Andrew Davenport, co-creatore dello show originale.
Lo show vedeva quattro creature rotonde e colorate vivere in una campagna inglese stilizzata e idilliaca. La serie – trasmessa per la prima volta dal 1997 al 2001 – ottenne un successo tale da attirarsi anche le critiche della destra ultra-religiosa statunitense. Jerry Falwell, televangelista, aveva attaccato il personaggio Tinky Winky – per intenderci: il Teletubbie viola – spiegando che: «È viola il colore dell’orgoglio gay e la sua antenna ha la forma di un triangolo, il simbolo dell’orgoglio gay». Inoltre Tinky Winky aveva la voce di un ragazzo ma spesso portava con sé una borsa rossa. Questo l’aveva trasformato in una vera e propria icona gay e messo in dubbio nell’ambiente cattolico il valore educativo del programma. La polemica alla fine divenne talmente grande da richiedere l’intervento risolutivo di Kenn Viselman, capo della società che produceva lo show, per precisare che «Tinky Winky non è gay. Non è etero. È solo un personaggio in uno show per bambini. Penso che dovremmo lasciare i Teletubbies liberi di giocare in Teletubbyland senza provare per forza a definirli».
È l'ultima piattaforma streaming ad arrivare nel nostro Paese, forte però di una fama senza pari nel panorama televisivo. Li abbiamo incontrati e con loro abbiamo parlato di Harry Potter e Portobello, della competizione con YouTube e delle (notevoli) difficoltà del mercato italiano.
Diretto dalla regista premio Oscar Laura Poitras e da Mark Obenhaus, il documentario racconta una leggenda del giornalismo americano ma è anche un viaggio nei cambiamenti del mestiere, tra redazioni vecchio stile, litigi con editori e nuove piattaforme.