È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
A Londra c’è una mostra che racconta 7 poetesse a partire dal modo in cui si vestivano
What Artists Wear è un bellissimo libro uscito nel 2021 (ne avevamo scritto qui) in cui il giornalista di moda Charlie Porter racconta cosa indossavano (e indossano) i più importanti artisti dei nostri tempi, dimostrando quanto lo stile, nell’arte, sia fondamentale e soprattutto quante cose possa raccontare su un artista e sulla sua visione del mondo. La mostra Poets in Vogue, in corso presso la National Poetry Library di Londra, ha qualcosa in comune con il libro di Porter: oltre a raccontare la vita e l’opera di sette poetesse (Sylvia Plath, Anne Sexton, Edith Sitwell, Stevie Smith, Gwendolyn Brooks, Theresa Hak Kyung Cha e Audre Lorde), analizza e racconta il loro rapporto con l’abbigliamento.
Non si tratta, come succede spesso quando vengono messi in mostra i capi d’abbigliamento dei personaggi famosi, di esporre una serie di sacre reliquie. In realtà, come sottolinea Dazed & Consufed, solo uno dei sette capi in mostra è autentico (e in effetti, da solo, vale almeno un pellegrinaggio): una gonna scozzese un tempo posseduta e indossata da Sylvia Plath. Gli altri capi, dal caftano asimmetrico indossato dopo la mastectomia che rappresenta Audre Lorde all’abito rosso fuoco basato su quello indossato da Anne Sexton durante le letture, sono riproduzioni e installazioni create appositamente per l’esposizione.
«Volevamo che ogni capo riflettesse la particolare estetica, sartoriale e poetica, di ogni singola poetessa», ha spiegato la co-curatrice Sarah Parker a Dazed. Altrettanto creativa è la selezione delle poetesse, da personalità mainstream come Plath e Sexton a firme più d’avanguardia come Theresa Hak Kyung Cha o Audre Lorde. Sophie Oliver, co-curatrice, ha osservato che nel caso di una poetessa lesbica nera come Lorde «gli abiti erano anche una “forma di azione”, strumenti per creare uno spazio per se stessa e per le donne come lei». Mentre, sempre secondo lei, esporre così sobriamente la gonna di Sylvia Plath è anche un modo per ricordare che la poetessa è stata una donna in carne ed ossa, anche se poi è stata trasformata in un’icona. La mostra dura fino al 10 settembre 2023.
È avvenuto nella categoria Miglior cortometraggio live action, dove il premio lo hanno vinto sia The Singers che Two People Exchanging Saliva.
«Non ha potuto essere qui questa sera, o non ha voluto, quindi ritirerò il premio a suo nome», ha detto Kieran Culkin, che ha ritirato il premio per lui.
Il 14 marzo di 30 anni fa usciva PK – Paperinik New Adventures. All'epoca, il nuovo Paperinik era talmente diverso dal resto del fumetto nostrano che in tanti faticarono a capirlo. Oggi, quelle storie sono ricordate con la nostalgia e l'affetto che si devono ai classici.
Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.