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Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
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Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
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Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

A Londra c’è una mostra che racconta 7 poetesse a partire dal modo in cui si vestivano

10 Marzo 2023

What Artists Wear è un bellissimo libro uscito nel 2021 (ne avevamo scritto qui) in cui il giornalista di moda Charlie Porter racconta cosa indossavano (e indossano) i più importanti artisti dei nostri tempi, dimostrando quanto lo stile, nell’arte, sia fondamentale e soprattutto quante cose possa raccontare su un artista e sulla sua visione del mondo. La mostra Poets in Vogue, in corso presso la National Poetry Library di Londra, ha qualcosa in comune con il libro di Porter: oltre a raccontare la vita e l’opera di sette poetesse (Sylvia Plath, Anne Sexton, Edith Sitwell, Stevie Smith, Gwendolyn Brooks, Theresa Hak Kyung Cha e Audre Lorde), analizza e racconta il loro rapporto con l’abbigliamento.

Non si tratta, come succede spesso quando vengono messi in mostra i capi d’abbigliamento dei personaggi famosi, di esporre una serie di sacre reliquie. In realtà, come sottolinea Dazed & Consufed, solo uno dei sette capi in mostra è autentico (e in effetti, da solo, vale almeno un pellegrinaggio): una gonna scozzese un tempo posseduta e indossata da Sylvia Plath. Gli altri capi, dal caftano asimmetrico indossato dopo la mastectomia che rappresenta Audre Lorde all’abito rosso fuoco basato su quello indossato da Anne Sexton durante le letture, sono riproduzioni e installazioni create appositamente per l’esposizione.

«Volevamo che ogni capo riflettesse la particolare estetica, sartoriale e poetica, di ogni singola poetessa», ha spiegato la co-curatrice Sarah Parker a Dazed. Altrettanto creativa è la selezione delle poetesse, da personalità mainstream come Plath e Sexton a firme più d’avanguardia come Theresa Hak Kyung Cha o Audre Lorde. Sophie Oliver, co-curatrice, ha osservato che nel caso di una poetessa lesbica nera come Lorde «gli abiti erano anche una “forma di azione”, strumenti per creare uno spazio per se stessa e per le donne come lei». Mentre, sempre secondo lei, esporre così sobriamente la gonna di Sylvia Plath è anche un modo per ricordare che la poetessa è stata una donna in carne ed ossa, anche se poi è stata trasformata in un’icona. La mostra dura fino al 10 settembre 2023.

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