Si chiama Rest + Read, si tiene in Galles e si pagano 1.250 sterline (1.495 euro) per quattro giorni di lettura e silenzio.
La Svezia ha vietato l’uso delle creme antietà ai minori di 15 anni
Commesse disperate, proposte di vietare l’ingresso nei beauty store ai minori di 10 anni e preadolescenti fissate con la skincare: negli ultimi mesi su Instagram e TikTok si sta parlando tantissimo del fenomeno delle Sephora Kids. Parliamo soprattutto di bambine, in genere tra gli 8 e i 13 anni, appassionate, «per non dire stregate», come scriveva Angela Bubba in questo articolo per approfondire il fenomeno, dal mondo dei prodotti di bellezza, specialmente di skincare. Da qualche mese, in tutto il mondo, gruppi di preadolescenti stanno prendendo d’assalto alcune catene di store, Sephora in testa, facendo disperare le commesse. Non solo creano caos e disordine, ma rischiano di danneggiare la loro pelle utilizzando prodotti progettati per donne in età avanzata.
A quanto pare in Svezia la situazione era così grave da costringere la principale catena di farmacie del paese, Apotek Hjärtat, a prendere dei provvedimenti, introducendo un limite di età per l’acquisto dei prodotti antietà. Come si legge su Dazed, se hai 15 anni o meno e vivi in Svezia ora non potrai più acquistare prodotti per la cura della pelle contenenti AHA, BHA, vitamina A (retinoidi) e vitamina C. «Utilizzare prodotti di cura della pelle avanzati che, ad esempio, mirano a ridurre le rughe e ottenere un tono della pelle più uniforme non è qualcosa di cui una bambina ha bisogno», ha affermato Annika Svedberg, capo farmacista di Apotek Hjärtat, che conta circa 390 negozi in tutta la Svezia. La catena non venderà questi prodotti a clienti di età inferiore ai 15 anni a meno che non abbiano il permesso dei genitori o una condizione della pelle rilevante.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.
Questi dieci giorni di viaggio nello spazio ci hanno ricordato perché l'essere umano da sempre tende verso il cielo: perché da lì le miserie e le macerie della Terra non si vedono e l'illusione dell'unità umana diventa verità.