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20:50 mercoledì 18 marzo 2026
Elio Germano si è fatto un profilo Instagram solo per far campagna per il No al referendum sulla giustizia La “canzone” che Germano canticchia nel video riprende quella che cantava Gigi Proietti in uno spot per il no al referendum sul divorzio.
Una ragazza ha trovato la discarica in cui è stato buttato il tappeto rosso degli Oscar, ci è entrata, ha strappato un pezzo del tappeto, se l’è portato a casa e ne ha fatto un tappeto da salotto La ragazza, Paige Thalia, ha documentato tutto su TikTok e ha precisato che con la stoffa avanzata ha fatto una copertina per il suo cane.
Per la prima volta verrà trasmesso in tv il documentario sul concerto dei Pink Floyd a Pompei Stasera, dalle 23:35 su Rai5 verrà mandato in onda per la prima volta Pink Floyd: Live at Pompei MCMLXXII.
Vogue ha fatto causa a un giornale di moda per cani perché si chiama Dogue Secondo la casa editrice Condé Nast, il magazine, che ha una circolazione di 100 copie, «potrebbe danneggiare in maniera irreparabile la reputazione di Vogue».
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L’annuncio di Meloni ospite del podcast di Fedez sembrava la cosa più assurda della campagna referendaria. Poi abbiamo visto il trailer della puntata La puntata verrà pubblicata giovedì 19 marzo alle 13. Nel frattempo, abbiamo un trailer che ha già raggiunto altissime vette di surrealismo.
Il fatto che continui a chiedere alla Nato di intervenire nello Stretto di Hormuz dimostra che Trump non ha capito cos’è la Nato La Nato non può fare nulla perché è un'alleanza difensiva, che tra l'altro non è neanche stata interpellata prima degli attacchi Usa e Israele contro l'Iran.
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.

A quanto pare Susan Sontag scrisse il libro di suo marito

14 Maggio 2019

Una nuova biografia di Susan Sontag sostiene che la scrittrice americana sia la vera autrice del classico di Philip Rieff, suo primo marito, Freud: The Mind of the Moralist. Come segnala il Guardian, la rivelazione è contenuta in Sontag: Her Life di Benjamin Moser, che uscirà il prossimo settembre e che «presenta prove testuali e aneddotiche secondo cui Sontag non era solo il co-autore non ufficiale dell’analisi di Freud del 1959, una cosa che sappiamo già da molto tempo». Sontag aveva sposato il sociologo Rieff a 17 anni, solo 10 giorni dopo aver partecipato a una delle sue lezioni; a 20 anni collaborò con lui al libro su Freud.

Le edizioni precedenti al 1959 riportavano un ringraziamento speciale a Susan Rieff (creditata quindi con il cognome del marito) che è poi sparito nelle edizioni successive. Secondo quanto si legge in Susan Sontag: An Annotated Bibliography 1948-1992, gli accordi per il divorzio tra i due (stipulati proprio nel 1959) prevedevano che Rieff potesse reclamare l’intera paternità del libro. Per compilare la biografia di Sontag, Moser (che è anche autore di una biografia di Clarice Lispector) ha potuto contare sul libero accesso alla fondazione che si occupa dell’eredità intellettuale della scrittrice, compreso l’archivio conservato presso la Ucla che sarà aperto al pubblico solo tra una decina d’anni. Ha inoltre raccolto le testimonianze inedite di alcuni amici e conoscenti di Sontag.

Moser riconosce che Freud: The Mind of the Moralist è basato, almeno in una certa misura, sulle ricerche e sulle note di Rieff, ma afferma anche che egli «Quasi certamente non ha scritto il libro su cui si basava la sua carriera». L’amica di Sontag Rae Amiran ha dichiarato che, mentre la coppia viveva a Cambridge, nel Massachusetts, «Susan passava i pomeriggi a riscrivere da zero [le note di Rieff, ndr]» mentre nel 1957, la stessa scrittrice scriveva sul suo diario che stava riordinando «i materiali su Freud, prendere appunti e lavorando su alcuni passaggi difficili del capitolo 2». In una lettera alla madre, poi, Sontag scriveva di essere molto avanti con la stesura del libro, «avendoci lavorato circa 10 ore al giorno», mentre nel 1958 confermava di aver rinunciato definitivamente ai diritti del libro su Freud all’amico Jacob Taubes, che le rispose di essere molto dispiaciuto della sua decisione e che Rieff avrebbe dovuto vergognarsi. Secondo Moser, quarant’anni dopo Rieff mandò una copia del libro a Sontag con un biglietto in cui si legge: «Susan, amore della mia vita, madre di mio figlio, co-autore di questo libro: perdonami. Per favore. Philip».

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