Hype ↓
14:29 giovedì 2 aprile 2026
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.
Ci sono diversi indizi che fanno pensare che gli Strokes stiano per far uscire nuova musica Criptici messaggi pubblicati su Instagram e su un nuovo sito hanno mandato in visibilio i fan. C'è chi scommette già su un singolo in uscita domani.
Un bambino di sette anni ha disegnato la mascotte che gli astronauti di Artemis II stanno portando con loro verso la Luna Si chiama Rise (la mascotte, non il bambino) ed è stata selezionata in un concorso a cui hanno partecipato 2600 bambini da 50 Paesi del mondo.
Paul McCartney è stato bannato da Reddit per aver postato le foto del suo concerto nel suo subreddit con il suo profilo Non è chiaro perché è successo, però. A quanto pare, McCartney non ha violato nessuna linea guida della piattaforma. Ma è stato bannato lo stesso.
Jacquemus sta finanziando il restauro della Fontana del Bagno delle Ninfe di Versailles Si tratta di una fontana XVII secolo il cui restauro richiederà un anno di lavori. Il designer torna così nella reggia francese, dove aveva già ambientato due sue sfilate.
L’anno perfetto delle Città di pianura e di Francesco Sossai si conclude con il record di candidature ai David di Donatello Sono 16 le nomination ottenute dal film, più di tutti gli altri. Adesso bisogna aspettare la cerimonia del 6 maggio.
Durante un incontro con la stampa di New York, Mamdani ha fatto tutto il suo discorso usando l’autotune In realtà era una parodia dei suoi veri discorsi, una gag a cui si è prestato in occasione dell'Inner Circle Dinner, un evento benefico organizzato dalla stampa newyorchese,
La faccia di Kris Jenner è diventata il portafortuna più usato in Cina da chi vuole diventare ricco A metà tra meme e manifesting, la faccia di Kris Jenner ha riempito i feed dei più popolari social cinesi, Weibo e RedNote su tutti.

Breve storia dei libri come status symbol

24 Ottobre 2016

I libri sono ancora uno status? Restano nell’era digitale un segno distintivo di prestigio sociale? Secondo Frank Furedi, sociologo e commentatore, sì: «È la ragione per cui quando vengo intervistato per la tv a casa o nel mio ufficio all’università, mi chiedono sempre di stare di fronte alla mia libreria». Partendo da questo assunto, Furedi ha scritto su Aeon un saggio in cui analizza come, nel corso della storia, leggere, al di là dei contenuti – anche il solo fatto di possedere dei libri o di mostrarli –  sia stato riconosciuto come un simbolo di “qualità” delle persone.

Sin dall’invenzione della scrittura cuneiforme e dei geroglifici (tra il 3500 e il 3000 avanti Cristo), i lettori e gli interpreti dei testi incisi sulle tavolette hanno guadagnato una forma di promozione sociale. E gli stessi oggetti su cui erano incisi i testi venivano considerati preziosi quando non, in alcuni casi, sacri. La credenza che i geroglifici dell’antico Egitto avessero poteri magici non è così lontana, nota Furedi, dall’idea ancora in vita oggi che la lettura dei libri costituisca un’esperienza spirituale. Questa grande importanza simbolica ha fatto poi in modo che la lettura in generale e il tipo di libri letti in particolare diventasse un carattere distintivo della persona, un aspetto del carattere, e infine il motivo per cui le persone nel corso della storia hanno tenuto a mostrare se stessi come amanti dei libri.

Nell’antica Roma, già a partire dal secondo secolo avanti Cristo, i “testi” furono riportati dai cieli alla realtà terrena e furono soprattutto considerati beni di lusso che attribuivano a chi li possedeva prestigio culturale. Non possono che colpire un lettore di oggi, le parole che Seneca rivolgeva ai feticisti del testo come oggetto: «Molte persone senza una istruzione scolastica usano i libri non come uno strumento di crescita culturale, ma come decorazione per le sale da pranzo».

Con l’avvento del Rinascimento, e l’intensificarsi dei commerci e degli scambi, la diffusione dei libri aumentò al punto da rendere molto più larga la distinzione legata al possesso del libro come oggetto. Ma questo in qualche modo alimentò una serie di manifestazioni di feticismo librario mai viste. Come è il caso di Richard de Bury, che Furida definisce esempio di lettore pomposo e pretenzioso: il suo saggio Philobiblon, scritto nel 1345 ma pubblicato solo nel 1473, viene definito «il più antico trattato in inglese sui piaceri della letteratura» anche se in realtà dice molto poco sull’esperienza di leggere. È piuttosto il libro di un feticista interessato a collezionare libri più che a leggerli.

L’immagine del leggere che supera in forza l’atto di leggere non è in definitiva una caratteristica dell’età di Instagram. Nell’arte rinascimentale erano diffusi ritratti di persone colte nell’atto di leggere. Come Laura Amtower scrive in Engaging Words: The Culture of Reading in the Middle Ages «un’inondazione di immagini non solo di libri ma di gente che legge libri».

A partire dal Diciottesimo secolo, con la sempre maggiore diffusione della lettura, gli intellettuali introdussero un’ulteriore distinzione arrivata fino a oggi, cioè quella tra lettori più o meno forti. In The Vice of Reading del 1903 Edith Wharton scrive: «Leggere non è una virtù, ma leggere bene è un’arte, e un’arte che solo il lettore nato può acquisire». Per la Wharton un lettore meccanico non acquisirà mai il dono di leggere, così come Viriginia Woolf, nel suo saggio Il lettore comune del 1925 definisce il lettore media come qualcuno che non è stato premiato dalla natura. Il leggere è diventato un fatto così prestigioso che leggere a un bambino, dice Furida, significa come minimo essere buoni genitori: «Un genitore che legge a un figlio in pubblico sta facendo una dichiarazione al mondo».

L’era digitale ha fatto in modo che l’atto di leggere, specie in pubblico, diventasse onnipresente, ma chiaramente ha creato un’ulteriore differenziazione. Chi vuole segnalare la propria intelligenza al mondo non può servirsi di strumenti digitali. Tablet e smartphone non segnalano un gusto o una raffinatezza particolare.  E così gli arredatori di interni continuano a usare le librerie per rappresentare eleganza e sofisticatezza.  Un’azienda che si chiama Books by the Foot offre ai propri clienti di curare una libreria che faccia incontrare «la tua personalità con le tue esigenze di spazio» fornendo libri divisi per «colori, grandezza, altezza e temi». Un business che dimostra come, anche nell’era digitale il libro in quanto oggetto continui a simboleggiare la cultura alta.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero