This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Steven Spielberg sta scrivendo e dirigerà un biopic sulla sua vita
Mentre aspettiamo che il suo West Side Story venga finalmente rilasciato, considerando che è già pronto da tantissimo tempo e che sarebbe dovuto uscire a fine 2020, Steven Spielberg è già pronto per tornare dietro la macchina da presa per dirigere un film basato sulla storia della sua vita. Un “film di formazione” come lo definisce Vulture che ne ha dato la notizia, ispirato soprattutto alla sua infanzia in Arizona.
Nonostante non si sappia ancora molto, sembra che Michelle Williams sia in trattative per interpretare la madre del giovane Steven (al momento sta lavorando al ruolo di Peggy Lee nel film biografico della MGM intitolato Fever, diretto da Todd Haynes), che però non si chiamerà Steven Spielberg nonostante il film avrà le fattezze di un biopic. Il regista sta scrivendo la sceneggiatura insieme al suo solito collaboratore, Tony Kushner, e le riprese del film, ancora privo di titolo, dovrebbero iniziare a luglio di quest’anno, con un’uscita prevista nel 2022.
Sarà il primo film di cui Spielberg si prenderà il merito come co-sceneggiatore da A.I. Intelligenza artificiale del 2001, un progetto ereditato da Stanley Kubrick. Stando alle ultime indiscrezioni, per ora il regista starebbe conducendo alcuni provini con giovani attori per trovare il protagonista che dovrà essere interpretato da due persone diverse, un bambino e un adolescente, e i ragazzi che interpreteranno i suoi amici d’infanzia, fondamentali per la sua formazione. In numerose interviste Spielberg ha infatti raccontato di essersi avvicinato al cinema proprio a quell’età.
This Music May Contain Hope è l'album con cui l'artista compie il suo coming of age parlando di dolore, crescita, guarigione, della salvezza che ognuno ha il dovere di perseguire. Appena uscito, ha già suscitato l'entusiasmo della critica.
Perché ogni volta che annunciano un nuovo adattamento di uno dei sei romanzi dell’autrice inglese è certo che lo guarderemo, anche se sarà molto simile ai precedenti e racconterà una storia letta e riletta.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
La forte somiglianza di costumi, scenografie e cast, unita alla pallida paletta cromatica vista nel trailer appena uscito, ha convinto i fan che nella serie ci abbia messo lo zampino l'AI.