Hype ↓
15:53 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

St. Vincent, l’unica rockstar

Il suo Masseduction è stato uno dei migliori album del 2017: mercoledì 27 giugno Annie Clark suona al Magnolia di Milano.

27 Giugno 2018

Se sei musicalmente molto capace ma in più bella, beneducata, alla moda come si conviene, poco sorridente alla Victoria Beckham (i sorrisi in foto fanno sembrare sciocchina), frequentatrice dei giri giusti e della gente giusta, alcuni noterebbero pure magra (in epoca di spauracchi da fat shaming non si può più dire tranquillamente, pena la forca). Insomma se sei tutte queste cose insieme, la strada per te sarà incredibilmente in salita. Quando si nomina St. Vincent ancora in tanti storcono il naso, St. Vincent che noia, St. Vincent che modaiola, St. Vincent che furba, St. Vincent che precisina, St. Vincent che fredda, St. Vincent che palincula (si dice fuori Milano?). Lei è molto brava, ma possedere anche tutte le qualità sopradette aggrava la sua situazione, per quella sindrome per cui nelle musiciste (al femminile, sì) il pubblico preferisce immedesimarsi quando sono giustamente imperfette, preferibilmente sfatte. Amy Winehouse piaceva a tutti anche perché era una tossica, Madonna fa meno paura adesso che ha sessant’anni e si può dire che sul palco sfigura (saliteci voi), Lady Gaga ha il nasone (chirurgicamente aggiustato, ma il pubblico non lo freghi: sempre nasona resta), la magnifica Rihanna è meglio quando è grassa così non mette in soggezione, va bene anche Giusy Ferreri perché almeno faceva la cassiera all’Esselunga, e continuate voi l’elenco. Il pubblico vuole l’effetto “una di noi”, vero o bluff che sia. Il pubblico è cattivo. St. Vincent è bella e brava, come avrebbe detto un qualsiasi Pippo Baudo, anzi lui in un’altra epoca una come lei avrebbe potuto persino inventarla. E allora, se è bella e brava, a chi può stare simpatica, a chi può mai piacere davvero?

Che abbia fatto un ultimo grande disco, Masseduction, sembra un dettaglio di poco conto, un incidente venuto bene come tutto quello che le capita: che vuoi, è bella, beneducata, alla moda, mica le può andare male qualcosa. Il 27 giugno lo suona a Milano (al Magnolia, c’è ancora posto, accorrete), insieme a tutti i dischi passati che – ne convengono pure i detrattori – sono bravi e belli anche loro, da Marry Me ad Actor, e poi Strange Mercy, e quello appena precedente all’ultimo che per titolo ha il suo nome, e Love This Giant scritto e cantato col sommo David Byrne (i giri giusti, la gente giusta). Alla data italiana ci saranno tanti di quegli ascoltatori che puntano il dito, che noia che fredda che modaiola, perché ormai St. Vincent è una cosa grossa: bisogna comunque essere presenti, anche solo per lamentarsi. Variety definisce il tour «un progetto pop-art» e si pone una domanda retorica che farà irritare molti: «Che St. Vincent sia davvero l’unica rockstar donna del nostro tempo?».

Il titolo assegnato dal giornale non viene per caso. I più fini osservatori sanno che Anne Erin Clark detta Annie – almeno all’anagrafe ha un nome del tutto insignificante: una macchia sul pedigree – è nipote di Tuck Andress e Patti Cathcart, vale a dire Tuck & Patti, duo jazz-folk noto alle masse radiofoniche soprattutto per la cover di Time After Time di Cyndi Lauper. Quindi pure i natali della nostra sono compromessi, non ha mica penato, la genetica anche musicale era dalla sua parte. Quella è la tradizione di famiglia, quella dunque è la strada. Il primo gruppo in cui entra Annie ha come frontman Sufjan Stevens, altro ex indie quest’anno certificato presso bolle più ampie per via delle due canzoni scritte per Call Me by Your Name di Luca Guadagnino. St. Vincent l’ha accompagnato al basso sul palco degli Oscar su Mystery of Love, candidata alla statuetta: i palinculi si sono presi tutto, anche la prima serata Abc!

Poi è venuto l’amore a incasinare tutto. Annie – che si definisce «gender fluid», mica poteva fare le cose semplici, rimproverano i soliti storcitori di naso – ha nel curriculum sentimentale un paio di fidanzate belle e come lei poco simpatiche ai più, prima la top Cara Delevingne, poi la diva Kristen Stewart. Annie finisce nei rotocalchi senza manco volerlo, o forse sì, questo è ciò che sospettano i critici: è una strategia bella e buona! Secondo alcuni, Masseduction non ha avuto il successo meritato in quanto uno dei migliori album del 2017, ma per via del posizionamento della sua autrice sul mercato dei media pettegoli. Oggi St. Vincent sarebbe famosa soprattutto per altri motivi, mica per la musica. “Seduzione delle masse”, recita il titolo. Il pubblico non lo freghi.

Questo giugno potrebbe finire per diventare il momento che cambia tutto. L’ultimo video di St. Vincent, girato per il remix di Fast Slow Disco, esce in pieno Pride Month ed è espressamente dedicato alla causa LGBTQ. C’è lei tutta sudata in un gay club, in mezzo a uomini s-vestiti di pelle e di borchie. Una spumeggiante orgia arcobaleno che potrebbe definitivamente collocarla dentro un mondo che non aveva cavalcato così tanto fino ad ora: quello omosessuale, appunto. St. Vincent neopaladina della causa, peccato che si sentano già i primi gnègnè di bandiera: lei che si elegge madrina del Gay Pride? Ma per favore! Non è abbastanza baraccona! E sempre lì si torna. Bella e brava, e tutto quello che viene dopo. Essere St. Vincent è davvero una faticaccia, signora mia.

Foto Getty
Articoli Suggeriti
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Leggi anche ↓
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata

Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.

Project Hail Mary è l’esempio di ottimismo radicale di cui non sapevamo di avere un disperato bisogno

In cima al botteghino italiano e mondiale, il film di Phil Lord e Christopher Miller fa due cose in maniera eccellente: conferma il talento comico di Ryan Gosling e ci ricorda che si può ridere anche alla fine del mondo.

Con La torta del presidente, Hasan Hadi ci ricorda che il peggiore dei mondi possibili è quello in cui l’infanzia è privata dell’innocenza

Vincitore del premio per la migliore opera prima all'ultimo Festival di Cannes, il film parla di una bambina a cui viene affidato un compito impossibile nell'Iraq di Saddam Hussein. Ma, in realtà, è una disperata difesa della sacralità dell'infanzia.

La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto

Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300

È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.

Fred Again ha messo su YouTube tutto il (già leggendario) concerto in cui ha suonato assieme a Thomas Bangalter dei Daft Punk

La versione integrale del concerto dell’Alexandra Palace di Londra dura due ore e ha già accumulato più 820 mila visualizzazioni su YouTube.