Nato per necessità di sopravvivenza, poi espressione di esistenza, infine palcoscenico di rappresentazione, fino a ieri festa. Ma oggi, in un clima politico ostile, cosa deve essere il Pride? Apocalittico o integrato? Incendiario o pompiere?
L'editoriale di "Gran Turismo", il numero estivo ora in edicola e sul nostro store in cui parliamo di come il turismo sia ormai diventato un problema politico.
Se vuole smettere di essere così odiato a Venezia e in tutta Italia, Bezos può fare una cosa: produrre il film su Rexal Ford/Francis Kaufmann, l'unica distrazione che può salvarci dall'ansia per Medio Oriente e Stati Uniti.
Lo ha rivelato un'inchiesta di Open: l'uomo è riuscito ad accedere ai fondi del tax credit, senza mai girare nemmeno una scena.
Voli low cost e affitti brevi hanno contribuito alla democratizzazione del turismo. Poi qualcosa è cambiato, viaggiare è diventato costoso, difficile, dannoso. Ma il turismo non è diminuito, anzi. Ne parliamo sul nuovo numero di Rivista Studio, "Gran Turismo", appena arrivato in edicola.
Sempre più persone prendono appuntamento via social per un ritocchino low cost nelle toilette pubbliche, con rischi enormi per la salute.
Sta già succedendo, in realtà: chi può parte quando le temperature sono ancora sopportabili, i luoghi meno affollati e i prezzi più accessibili.
I quotidiani dicono che il regista a cui il presunto assassino di Villa Doria Pamphilj ha rubato l'identità esiste, ma basta fare una rapida ricerca online per verificare che le prove della sua esistenza sono davvero minime (e strane).
Armati di pistole ad acqua, trolley e santini, i manifestanti sono scesi in piazza per tutto il fine settimana appena trascorso.
È una parola vecchia che però sta tornando attuale per descrivere la straniante sensazione che tutti proviamo ormai da un pezzo: quella di dover continuare a funzionare come individui mentre il sistema attorno a noi crolla, tra guerre e crisi economiche.
Israele attacca, il Pd interpreta, un aereo cade. Con la colonna sonora dei Beach Boys.
Dopo l’impatto, Vishwash Kumar Ramesh ha ripreso i sensi in mezzo alle macerie: i soccorritori l’hanno trovato mentre cercava il fratello.
Più delle banche, dei McDonald’s, dei negozi di lusso e di fast fashion.
La crisi dell'app di rateizzazione è l'ennesimo segnale della crisi di un sistema: dalla società del consumo siamo passati a quella del debito e ora, infine, a quella dei cattivi pagatori.
Un taglio fatto in un salone di tendenza per inseguire un'immagine ideale di sé innesca un principio di dissociazione, una catena di ulteriori sforbiciate e una serie di domande esistenziali.