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23:28 mercoledì 7 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

La comunità che celebra un film mai esistito

22 Dicembre 2016

Il comico di stand-up americano Sinbad, al secolo David Adkins, non ha mai preso parte a un film comico in cui impersona un improbabile genio della lampada che aiuta due bambini. Questo, almeno, è ciò che risalta da una ricerca su internet più o meno approfondita. Eppure Don, che nel 1994 gestiva un videonoleggio col padre, è assolutamente certo di aver comprato due copie della suddetta pellicola per l’attività di famiglia. E, come riporta New Statesman, l’uomo non è il solo: Carl – nome di fantasia – ha commentato: «È come se mi avessero rubato una parte dell’infanzia. Come fa un film a sparire così agilmente dalla storia?».

Il film a cui si riferiscono queste persone si intitola (o si intitolerebbe, volendo credere alla rete) Shazaam, e molti hanno ricordi precisissimi anche della sua locandina promozionale. Don, il cui ruolo era guardare incessantemente i vhs in negozio per controllare che fossero in buono stato, sostiene che avesse la scritta «Sinbad» in caratteri cubitali, e che il comico vi apparisse con lo sguardo volto a sinistra, con le braccia conserte e un sopracciglio alzato. La copertina della videocassetta, dice invece Jessica, una canadese ventisettenne, aveva uno sfondo fucsia, c’erano Sinbad vestito da genio e un ragazzino di undici o dodici anni, «spalla contro spalla».

kazCome nasce il culto nostalgico di un film che, almeno formalmente, non è mai esistito? I fan di Shazaam si sono riuniti a centinaia su un canale di Reddit, r/MandelaEffect, che deve il nome a una teoria affascinante: un gruppo nutrito di persone che condivide lo stesso ricordo che si rivela falso (come succede a chi, appunto, è fermamente convinto che Nelson Mandela sia morto durante la sua prigionia) avrebbe in realtà vissuto in una dimensione parallela, una versione del nostro universo leggermente diversa da quella in cui viviamo. D’altronde in quegli stessi anni, nota l’autore del pezzo su New Statesman, usciva Kazaam, un film del 1996 in cui il campione di basket Shaquille O’Neal interpretava un genio. Che aiutava un ragazzino. E il suo nome appariva in caratteri cubitali. Su una copertina con sfondo di colore fucsia.

Per quanto sarebbe semplice additare la confusione dei nostalgici di Shazaam, questi ultimi rigettano completamente l’accusa: Meredith, un’altra frequentatrice del canale Reddit, dice di ricordare benissimo tanto Kazaam quanto Shazaam; Don è certo di aver ordinato una copia del primo e due del secondo; Carl, che era solito guardare il film con Sinbad con la sorella, sostiene di aver volutamente evitato il film con Shaq «perché sembrava ridicolo plagiare Shazaam a pochi anni di distanza». I membri di r/MandelaEffect da più di un anno cercano disperatamente prove che confermino i loro ricordi, senza riuscire a trovarne: Google non restituisce un singolo risultato utile: non una locandina, non una scena, non una voce, né un riferimento.

Tuttavia, leggendo l’articolo di New Statesman si scopre che le memorie dei ragazzini o ragazzi degli anni Novanta che hanno (avrebbero?) visto il film sono dettagliate, precise, in un certo senso autentiche. Lo stesso Sinbad ha iniziato a usare Twitter per negare categoricamente di aver mai partecipato a una simile iniziativa cinematografica: che cos’è successo a Shazaam? C’è chi sostiene che sia stato fatto sparire perché imbarazzava il comico e l’attore Phil Hartman, che l’aveva scritto, e Carl si spinge fino a costruire una tesi più ardita: e se vivessimo in una civiltà simulata da un computer quantico in grado di riprodurre le società del passato? D’altronde, a suo dire, macchine del genere sono già state costruite.

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