Hype ↓
09:32 sabato 7 marzo 2026
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.
L’agenzia meteorologica giapponese fa delle previsioni esclusivamente dedicate alla fioritura dei ciliegi Quelle di quest'anno dicono che i fiori sbocceranno con un certo anticipo rispetto al solito: i primi arriveranno tra meno di due settimane.
C’è una proposta di legge per inserire la gentilezza tra i parametri con cui l’Istat misura la qualità della vita Proposta che è arrivata in Parlamento e che sostiene che una società più gentile sia non solo moralmente migliore ma anche più ricca economicamente.
L’invito per la sfilata di Dior alla settimana della moda di Parigi è una sedia In miniatura ma pur sempre una sedia che rimanda alle Sénat, quelle utilizzate all'interno del Jardin de Tuilleries, location della sfilata.
In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.
Il favorito per diventare il prossimo Presidente del Consiglio del Nepal è un ex rapper che non si toglie mai gli occhiali da sole Si chiama Balen Shah e la sua immagine è così legata a quel modello di occhiali da sole che nei negozi hanno preso a chiamarli "occhiali Balen Shah".
Il bene più a rischio a causa della guerra in Medio Oriente non è né il petrolio né il gas ma il fertilizzante Nella regione se ne produce moltissimo, la guerra ha già causato problemi logistici e aumenti dei prezzi che rischiano di stravolgere l'agricoltura mondiale.

Scrivere per non offendere nessuno: chi sono i sensitivity reader

Nell'editoria Usa una nuova figura di lettore verifica la correttezza di un manoscritto rispetto alle minoranze. Ne abbiamo parlato con l'autrice di Un bel quartiere, che ne ha usato uno per scrivere di una famiglia afroamericana.

21 Luglio 2021

Qualche anno fa, a una conferenza tenuta da Zadie Smith, una persona tra il pubblico si alza in piedi e fa una domanda: chiede se secondo lei un autore bianco può scrivere una storia dal punto di vista di una persona nera. Erano gli anni in cui in America nasceva #ownvoices, l’hashtag col quale su Twitter ci si scambiavano consigli letterari solo se i libri avevano al centro personaggi appartenenti alle stesse comunità marginalizzate dei loro autori. C’era poi stato lo scandalo di American Dirt, il romanzo che lo scorso anno Oprah aveva scelto per il suo club del libro, che aveva fatto infuriare la comunità latina perché l’autrice, bianca, si era appropriata dello sguardo della sua protagonista messicana.

Lei risponde di sì, «se vuoi dei personaggi che non sono come te, basta che tu faccia i compiti»: alla fine scrivere fiction vuol dire per forza immaginarsi le vite di personaggi che non sono come noi. Lo fanno da sempre gli scrittori, scrive una giornalista sul New York Review of Books chiedendosi se ora non possiamo più leggere Otello perché Shakespeare non era nero, se dobbiamo censurare una volta per tutte Madame Bovary perché Flaubert non era una donna bianca morta suicida con una fialetta di arsenico. È colpa dell’era woke di Twitter, della nostra nuova suscettibilità, dice, se i manoscritti vengono rifiutati e agli autori chiesto di censurare capitoli interi. Zadie Smith però ci aveva avvertiti, basta fare i compiti in tempo.

Tra il pubblico della conferenza c’è anche Therese Anne Fowler, lo racconta nei ringraziamenti del suo nuovo libro Un bel quartiere (uno dei libri del 2020 per la National Public Radio), che nel 2013 aveva scritto una biografia di Zelda Fitzgerald, un successo, da cui è stata tratta anche una serie con Christina Ricci. Ha in mente da qualche anno di scrivere un romanzo che «potesse aprire gli occhi ai lettori bianchi sul danno che ogni giorno arrecano ai loro concittadini neri», ci ha spiegato in un’intervista, ed è uscita dall’auditorium dove stava parlando Smith convinta che ne scriverà uno. Pubblicherà nel 2020 Un bel quartiere, uscito da noi lo scorso giugno per Neri Pozza, che ha al centro il conflitto tra due famiglie di vicini, i Whitman, bianchi e borghesi che si sono appena trasferiti nel quartiere, e gli Alston-Holt, afroamericani, che abitano lì da sempre. Al centro della querelle c’è un’antica quercia che separa due case, tanto amata da Valerie Alston-Holt quanto ostacolo ai deliranti piani edilizi della famiglia Wasp. Che cosa fare allora per raccontare correttamente il punto di vista della famiglia nera? Fowler ha fatto i compiti, e ha deciso di passare il manoscritto a un “sensitivity reader”.

Prima che lo sentissi da lei durante una presentazione lo scorso giugno, non avevo mai sentito parlare di un sensitivity reader, così ho cercato su Google. Di articoli in italiano se ne trovano giusto due, uno per lo più tradotto dall’inglese, mentre dai siti americani provengono longform lunghissimi e offerte di lavoro. Il sensitivity reader setaccia il manoscritto alla ricerca di frasi e osservazioni offensive, stereotipi, bias, incomprensioni e rappresentazioni sbagliate che gli autori non appartenenti a una certa minoranza possono aver tralasciato. Per la stessa regola, un sensitivity reader deve appartenere alla comunità di cui si sta parlando. Dando uno sguardo veloce online, puoi chiedere un “sensitivity-check” del tuo romanzo per qualcosa come 250 dollari: «Sono una persona disabile, sono ebreo e gay e soffro di disturbo da deficit di attenzione», scrive uno, su writingdiversely.com, un sito di consulenza di sensitivity reader, «sono musulmana, pachistana con una storia di immigrazione alle spalle e soffro di ansia sociale», dice un’altra.

È all’interno della narrativa scolastica e Young Adult che ha iniziato a tratteggiarsi questa figura, essendo capitato più volte che libri  venissero ritirati dalle vendite perché i lettori avevano ritenuto che le minoranze fossero state rappresentate in maniera problematica e stereotipata. Fondamentale per i lettori di quest’età è la questione dell’identità, dal momento che il lettore sta ancora cercando la sua, prendendo spunto qua e là e quindi la caratterizzazione deve essere aderente e autentica, mai abbozzata. Così il sensitivity reader risolverebbe due dei problemi principali dell’industria editoriale, dove da una parte c’è una sempre maggiore richiesta di rappresentare personaggi che appartengono a minoranze, e dall’altra ci sono quegli stessi autori bianchi a scriverne le storie e spesso a finire nei guai (secondo una stima del New York Times, nel 2018 l’89 percento degli autori pubblicati dalle maggiori case editrici americane erano bianchi).

«Il problema è che gli scrittori in passato non hanno fatto le dovute ricerche e gli editori hanno pubblicato i libri accettando ciecamente l’accuratezza delle rappresentazioni», ha spiegato a Studio Fowler; così come nel giornalismo è fondamentale fare fact-checking, nei romanzi lo è fare un “sensitivity-checking”. In un’inchiesta, il New York Times si chiedeva se questi reader non operassero una sorta di censura preventiva del romanzo, se non fossero guardiani della cancel culture, qualcosa sul tipo “togliamo questa frase perché qualcuno potrebbe offendersi”. Per come la vede Fowler, non è una professione nata soltanto dalle pressioni di questa nuova era, ma semplicemente per facilitare un modo di operare che esiste da sempre: «Si tratta più che altro di formalizzare una parte del processo di ricerca che ogni scrittore è sempre stato obbligato a fare quando scrive di personaggi che sono fondamentalmente diversi da lui».

Era il 2018 quando Therese Anne Fowler, su consiglio dell’editore, si è rivolta a un sensitivity reader: «Era meno comune al tempo», e cioè prima del casino di American Dirt, quel famoso libro finito al bookclub di Oprah. O di The Continent, di cui un’infografica del Washington Post ha rintracciato la riscrittura del sensitivity reader di un manoscritto prima definito “razzista e dannoso”. Tendenzialmente i lettori rimangono anonimi, al pubblico come all’autore, impossibili da rintracciare e intervistare, com’è stato per quello di Therese Anne Fowler. Dal momento che «a capo del razzismo ci sono le persone bianche, sta a loro eradicarlo. Scrivere questo romanzo è stata un’azione che ho intrapreso verso quel fine», ha risposto Fowler quando le ho chiesto come mai considerasse una forma di “attivismo” la sua scelta di raccontare la storia di Un bel quartiere, «e cioè includere il punto di vista dei personaggi neri».

Articoli Suggeriti
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo

Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.

In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn

E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.

Leggi anche ↓
A distanza di due giorni l’una dall’altra sono spuntate due nuove opere attribuite a Michelangelo

Una è un dipinto intitolato "Pietà Spirituali", l'altra un busto marmoreo del Cristo Salvatore. La storia della loro attribuzione al Buonarroti è piuttosto avventurosa.

In Artificial, il prossimo film di Luca Guadagnino, ci sarà la prima colonna sonora composta da Damon Albarn

E ha spiegato che lavorare a questo film gli ha fatto capire che le intelligenze artificiali non saranno mai capaci di fare musica vera.

Vedendo Nouvelle Vague di Richard Linklater si provano due sentimenti: gioia perché la Nouvelle Vague è esistita e tristezza perché non tornerà mai più

Questo non è soltanto un film sulla realizzazione di un film (leggendario) o sulla storia di un movimento artistico (rivoluzionario). È soprattutto un invito a fermarsi e chiedersi: cos'è che vogliamo dal cinema di oggi e di domani?

Mitski ha organizzato un listening party del suo nuovo disco solo per gatti in un cat café

Sul suo canale YouTube c'è anche un video ASMR in cui fa l'unboxing del vinile circondata da gatti incuriositi.

Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones

Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.

A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti

Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.