Hype ↓
05:48 sabato 28 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

È giusto che una prof. venga licenziata per un selfie in topless?

A New York una docente ha perso il lavoro perché un selfie che aveva mandato a un collega è finito nelle mani di uno studente.

di Studio
04 Aprile 2019

In questi giorni negli Stati Uniti si sta parlando molto di una causa che è stata battezzata “selfie-lawsuit” e che riguarda una professoressa di Long Island licenziata a causa di un selfie in topless scattato per questioni private e sfuggito al suo controllo. Lauren Miranda, 25 anni, di cui gli ultimi 4 trascorsi insegnando alla scuola media Bellport, è stata licenziata perché un suo selfie in topless è finito sui social network. Resta un mistero come la foto abbia potuto raggiungere il cellulare dello studente che l’ha condivisa, considerato che era un’immagine che la ragazza si era scattata allo specchio, nella sua stanza, nel 2016, per inviarla a un professore con cui aveva una relazione. I primi dettagli di questa storia fanno subito pensare al revenge porn e cioè al reato (ma legalmente, in Italia, non è ancora un reato: ne avevamo scritto qui) di diffondere online di foto intime di un ex partner o un conoscente senza la sua autorizzazione, con lo scopo di ferirlo e danneggiarne la reputazione. Negli articoli che riportano la questione, però, il revenge porn però non viene mai menzionato: a quanto pare esistono prove che non sia questo il caso.

Ms. Miranda non ha mostrato dubbi sul conto del suo ex: ha invece accusato la scuola di averla discriminata in quanto donna e ha chiesto di riavere la sua cattedra e tre milioni di dollari di risarcimento. «Questo non sarebbe mai successo a un insegnante di sesso maschile», ha dichiarato, affiancata dal suo avvocato (qui il video del suo discorso), «il consiglio scolastico della contea di Suffolk non ha ancora scoperto che le donne sono uguali agli uomini». Ms. Miranda ha sottolineato come molti professori della scuola abbiano sempre postato foto di loro stessi senza maglietta sui social media senza che sia mai stato preso alcun provvedimento nei loro confronti. Come ha scritto Michael Gold in un articolo del New York Times, il problema della differenza tra il selfie in topless maschile e femminile rimanda a un dibattito attivatosi proprio negli ultimi anni che riguarda il trattamento riservato ai capezzoli: il movimento che si riconosce nello slogan #freethenipple trova ingiusto che le foto di donne in topless vengano rimosse dai social, al contrario di quelle dei maschi senza maglietta, che invece non creano problemi a nessuno. In questa situazione, però, le dinamiche in gioco sono decisamente più complesse, e la discriminazione si manifesta in molteplici direzioni. Sarebbe interessante sapere, ad esempio, se sono stati presi dei provvedimenti nei confronti dello studente che ha condiviso l’immagine sui social. Probabilmente no, perché aveva il diritto di farlo.

La donna ha raccontato di essersi sentita umiliata quando, in una riunione composta da diversi membri del corpo docenti (prevalentemente maschi), uno di loro ha mostrato a tutti, sul monitor di un pc, la fotografia incriminata, per colpa della quale, a dire loro, la professoressa «non avrebbe mai più potuto essere considerata come un modello dai suoi studenti». Anche se non è chiaro come la fotografia sia potuta “sfuggire” dai cellulari di Lauren e del suo ex fidanzato, il preside, il vicepreside e il consiglio docenti, la responsabilità della vicenda è da attribuire completamente a Ms. Miranda, che «ha causato, permesso o reso possibile» che un’immagine inappropriata arrivasse ai suoi studenti e non è stata in grado di «prendere misure precauzionali adeguate» per impedire che il fatto potesse verificarsi. Quali misure avrebbero potuto essere? Evitare di fare sexting con il proprio fidanzato se si ha intenzione di perseguire una carriera nell’insegnamento? La vicenda sta suscitando molto interesse perché ha a che fare con la (dis)parità di genere e il diritto del lavoro, certo, ma anche perché, in un tempo in cui tutti ci siamo abituati a condividere la nostra vita sui social, mostra la facilità con cui le immagini e i contenuti che ci scambiamo in privato possono diventare pubblici senza la nostra approvazione ed essere usati contro di noi.

Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero