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15:58 lunedì 17 agosto 2026
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.

L’assurdo scandalo delle ammissioni nei college americani

“Operation Varsity Blues” ha coinvolto allenatori universitari e celebrity, accusati di aver raggirato i test d'ingresso.

di Studio
13 Marzo 2019

È iniziata che era già un meme: foto di ragazzini photoshoppati su corpi di atleti nel tentativo di spacciarli come giovani promesse dello sport e garantire così loro l’accesso in alcuni college del circuito Ivy League, che riunisce le migliori istituzioni universitarie americane. Fa anche un po’ ridere il nome che l’FBI ha dato all’intera operazione, di cui martedì sono stati rivelati i primi dettagli, e cioè “Operation Varsity Blues”, in riferimento alle giacche delle divise studentesche ma anche, lasciateci immaginare, alla ben più seria Operazione Varsity condotta nel 1945 sul Reno, in Germania, dall’esercito americano e britannico contro i nazisti. Riferimenti storici a parte, di questo sordido affare si parla perché ci sono dei genitori decisamente famosi – Felicity Huffman di Desperate Housewives e Lori Loughlin di Full House – accusati di aver pagato delle tangenti per far accettare i figli (che erano all’oscuro di tutto, dice Buzzfeed) in alcuni dei più rinomati college statunitensi. Tra gli atenei coinvolti ci sono infatti Yale, Stanford, UCLA, Georgetown, University of San Diego, Wake Forest, University of Texas e University of Southern California.

Ma andiamo con ordine. Operation Varsity Blues, per ora, ha coinvolto almeno 50 persone tra cui, oltre alle celebrity che non sono neanche l’aspetto più divertente e surreale dell’intera faccenda, anche diversi allenatori universitari, intermediari di un complesso sistema di ricatti e mazzette messo in piedi da William “Rick” Singer e la Key Worldwide Foundation, fantomatica società che formalmente si occupava di preparare gli studenti agli esami di ammissione. Singer, che è stato accusato di racket, riciclaggio di denaro sporco e ostruzione della giustizia, si è dichiarato colpevole martedì pomeriggio con una frase degna di un cattivo da fumetto: «Mi assumo io la responsabilità di tutto. Ho architettato tutto io, ho messo io tutte le persone al loro posto e ho effettuato io tutti i pagamenti». Secondo l’accusa, tra il 2011 e il 2019 Singer avrebbe incassato all’incirca 25 milioni di dollari dai genitori benestanti che lo avrebbero pagato per fare, praticamente, di tutto. Superati infatti i metodi di corruzione più convenzionali e antichi (come le donazioni), nuovi e vecchi ricchi avrebbero corrisposto a Singer sostanziose tariffe, che si aggiravano tra i 200.000 e i 6 milioni di dollari, pur di catapultare i figli nel college desiderato.

I servizi offerti dalla Key Worldwide erano diversi: intanto la possibilità di usufruire di un “supervisore” che potesse fare i test al posto della progenie, o che almeno potesse correggerne le risposte sbagliate una volta finito l’esame di ammissione, quindi la creazione ad hoc di profili da piccoli fenomeni sportivi che potessero gabbare i selezionatori (tutte le università americane, come i telefilm insegnano, hanno una quota dedicata alle borse di studio per le attività sportive). Ed è qui che entrano in gioco i lavori di Photoshop su ignari adolescenti e le fantasiose revisioni del curriculum. Scrive The Cut che Huffman (che è stata addirittura arrestata e rilasciata su cauzione per 250.000 dollari) ha pagato 15.000 dollari per avere uno dei supervisori della compagnia di Singer nella sala d’esame mentre sua figlia teneva il test SAT, un test attitudinale molto diffuso per l’ammissione ai college degli Stati Uniti. Loughlin e suo marito Mossimo Giannulli, invece, avrebbero pagato 500.000 dollari perché le figlie fossero reclutate nella squadra di canottaggio della University of Southern California: ovviamente nessuna delle due ragazze aveva mai tenuto in mano un remo in vita sua. Manco a dirlo, i social e i giornali si sono scatenati – “Rich people are Photoshopping their disappointing kids” titola The Outline – mentre Tyler Cowen su Bloomberg non ha potuto fare a meno di notare come, ormai, certe università “di prestigio” non ci provino nemmeno ad applicare i principi di egalitarismo di cui si fanno portavoci.

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